La pace sia con te

venerdì 23 febbraio 2024

Indulgenza plenaria nei singoli venerdì di Quaresima e di Passione

 


Gesù Cristo crocifisso, detto anche Crocifisso di Rimini. Giotto di Bondone

















En ego, o bone et dulcissime Iesu (Eccomi, o mio amato e buon Gesù)                                                                                        Si concede al fedele che piamente recita, dopo la comunione, la predetta preghiera dinanzi all'immagine di Gesù Crocifisso l'indulgenza plenaria nei singoli venerdì di Quaresima e di Passione; e l'indulgenza parziale in tutti gli altri giorni dell'anno. 

 

 

Eccomi, o mio amato e buon Gesù, che alla santissima Vostra presenza prostrato, Vi prego col fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati e di proponimento di non più offenderVi; mentre io con tutto l'amore e con tutta la compassione vado considerando le Vostre cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Voi, o mio Gesù, il santo Profeta Davide: "Hanno forato le mie mani e i miei piedi; hanno contato tutte le mie ossa" (Salmo 21, 17-18).                                           ᴀᴍᴇɴ✝️ 

 

ᴜɴ ᴘᴀᴛᴇʀ, ᴜɴ ᴀᴠᴇ ᴇ ᴜɴ ɢʟᴏʀɪᴀ!                   

[Enchiridion indulgentiarum o Manuale delle indulgenze, pubblicato su Acta Apostolicae Sedis il 29 luglio 1968]


Gesù Cristo crocifisso, detto anche Crocifisso di Rimini, è una croce dipinta, realizzata tra il 1301 ed il 1302 circa, a tempera ed oro su tavola sagomata, da Giotto di Bondone (1267 ca. - 1337), collocata sopra l' altare maggiore della Cattedrale di Santa Colomba a Rimini, tradizionalmente nota come Tempio Malatestiano, già Chiesa di San Francesco.


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