La pace sia con te

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martedì 16 settembre 2025

LE TRE AVE MARIA

 

DEVOZIONE DELLE TRE AVE MARIA

 


Fu rivelata a Santa Matilde di Hackeborn, monaca benedettina morta nel 1298, quale mezzo sicuro per ottenere la grazia di una buona morte. E fu confermata anche a Santa Geltrude. 




































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mercoledì 4 gennaio 2023

La GRANDE PROMESSA DEL SACRO CUORE DI GESU' AI SUOI DEVOTI

 

Dalla “Bolla di canonizzazione” di Santa Maria Margherita Alacoque

Bulla Canonizationis Beatae Margaritae Marie Alacoque, virginia, monialis professa ordinis visitationis B.M.V. (A.A.S. 12, 2 novembre1920).

 

 

La «Grande Promessa»

42. Il Signore Gesù poi si degnò di rivolgere alla sua fedele sposa queste parole:

 «Ti prometto, nell'eccessiva misericordia del mio Cuore, che a coloro che si accosteranno alla sacra mensa per nove mesi consecutivi, ogni primo venerdì del mese, l'onnipotente amore del mio Cuore concederà il dono della penitenza finale: non moriranno in stato di peccato, né senza ricevere i santi sacramenti; e il mio Cuore in quegli ultimi istanti sarà per loro sicuro asilo».




giovedì 4 aprile 2019

CORONA DELLE SANTE PIAGHE. Promesse

Promesse ricevute dalla venerabile suor Maria Marta Chambon (morta in odore di santità il 21 marzo 1907)

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lunedì 3 dicembre 2018

Ero carcerato nel Tabernacolo e mi avete visitato


Venite benedetti dal Padre Mio.






Carcere è il tabernacolo e il povero divino sitibondo e famelico del nostro amore sta con noi la giornata lunga de’ secoli e quasi chiede ristoro. Beato chi lo visita nell’amorosa sua solitudine, in quel suo spogliamento, in quel suo esilio. E’ un fargli compagnia, un accoglierlo, un vestirlo, un visitarlo, un abbeverarlo. Torna ben soave il pensare che Gesù,  cinto di ombre è prigioniero di amore; è pellegrino con noi. [M. Pio Alberto Del Corona. La catena d’oro. Vol. 8. S.Miniato, 1903]
 Di qui, dalla mia prigione d'amore, ti illumino, ti guido, ti ammonisco, veglio su di te come un padre tenero e amoroso, che non perde mai di vista il suo bambino, il cui cuore mai non dorme. 

Matteo 25,31-46
31 Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. 32 E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, 33 e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. 34 Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 35 Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 36 nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. 37 Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 38 Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 39 E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? 40 Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me. 41 Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. 42 Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; 43 ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. 44 Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? 45 Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me. 46 E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna».

ATTO DI RIPARAZIONE A GESU' SACRAMENTATO
 
(di Luisa Piccarreta)
O Gesù, Prigioniero d'amore nell'Eucaristia, ma prigioniero per amor mio, anche io voglio rendermi prigioniero per amor tuo.  La mia prigione sia il tuo Cuore Sacramentato;  mi avrai sempre in tua compagnia, non Ti lascerò mai più solo, divideremo insieme le tue pene, i tuoi dolori, le tue amarezze;  ameremo e ripareremo insieme, e quando Ti vedrò bruciante, delirante d'amore per comunicarti alle anime, e vedrò che in compenso ne riporterai indifferenze, ingratitudini, offese e fin sacrilegi enormi, per cui mi apparirai lacrimante, trafitto nel Cuore, stanco ed oppresso ed insieme smaniando d'amore cercando ristoro e riposo, io Ti riasciugherò le lacrime, Ti ristorerò col mio amore e Ti darò il mio cuore per letto del tuo riposo.  E mentre Tu riposerai, io affronterò tutte le tue offese, mi metterò nel tuo posto, nel tuo tabernacolo, affinché nessuno Ti dia molestia, patendo io, amando, ed offrendomi vittima in vece tua. 
O Amore insaziabile!  Da dentro quell'Ostia adorata par che mi guardi e mi dici:  "Vieni, o figlio, a tenermi compagnia, non Mi lasciare mai solo ché troppo ne ho bisogno:  grandi sono le mie amarezze, e da tutti, anche dai miei stessi figli!". 
O Amore, centro di tutto il mio essere!  Mentre Ti terrò compagnia voglio dirti una parola per tutti, e specie per i tuoi figli, tuoi Ministri:  quando toccheranno l'Ostia Santa, fa' loro sentire il tuo fuoco, brucia in essi tutto ciò che non è tuo, trasformali in Te, fa' loro comprendere l'altezza della missione a loro affidata.
E poi, una parola al tuo Cuore per tutti i miei fratelli peccatori.  O Amore, dà amore a tutti, e benedici tutti. Amen.

Il buondì a Gesù sacramentato
(Serva di Dio Luisa Piccarreta)
Oh mio Gesù, dolce Prigioniero d’amore eccomi a Te di nuovo, Ti lasciai col dirti addio, ora ritorno col dirti buondì.
Mi bruciava l’ansia di rivederti in questo carcere d’amore per darti i miei anelanti ossequi, i miei palpiti affettuosi, i miei respiri infuocati, i miei desideri ardenti e tutta me stessa, per trasfondermi tutta in Te e lasciarmi in Te in perpetuo ricordo e pegno del mio amore costante verso di Te.

Oh! Mio sempre amabile Amore Sacramentato sai, mentre son venuto per darti tutto me stesso, son venuto pure per ricevere da Te tutto Te stesso. Io non posso stare senza una vita per vivere e perciò voglio la tua, a chi tutto dona, tutta si dona, non è vero Gesù? Quindi oggi amerò col tuo palpito, d’amante appassionato, respirerò col tuo respiro affannoso in cerca di anime, desidererò coi tuoi desideri immensurabili la gloria tua ed il bene delle anime. Nel tuo palpito Divino scorreranno tutti i palpiti delle creature, li afferreremo tutti e li salveremo, non faremo sfuggire nessuno, a costo di qualunque sacrificio, sia pure che ne portassi tutta la pena.
Se Tu mi caccerai mi getterò più dentro, griderò più forte per perorare insieme con Te la salvezza dei tuoi figli e dei miei fratelli. Oh! Mio Gesù, mia vita e mio tutto, quante cose mi dice questa tua volontaria prigionia! Ma l’emblema con cui ti vedo tutto suggellato e le catene poi che tutto avvincono forte forte l’amore, le parole anime e amore, pare che Ti fanno sorridere, Ti debilitano e Ti costringono a cedere a tutto, ed io ponderando bene questi tuoi eccessi amorosi, starò sempre intorno a Te ed insieme con Te coi miei soliti ritornelli: anime ed amore.
Perciò voglio tutto Te stesso questo oggi, sempre insieme con me nella preghiera, nel lavoro, nei piaceri e dispiaceri, nel cibo, nei passi, nel sonno in tutto e son certa che non potendo nulla da me ottenere, con Te otterrò tutto e tutto ciò che faremo servirà a lenirti ogni dolore e raddolcirti ogni amarezza e ripararti qualunque offesa e compensarti di tutto e ad impetrare qualunque conversione, sia pure difficile e disperata.
Andremo mendicando un po’ d’amore da tutti i cuori per renderti più contento e più felice, non è buono così o Gesù? Oh! Caro Prigioniero d’amore, legami con le tue catene, suggellami col tuo amore. Deh! Fammi vedere il tuo bel volto. Oh Gesù quanto sei bello! I tuoi biondi capelli riannodano e santificano tutti i miei pensieri, la tua fronte calma, anche in mezzo a tanti affronti mi rappacifica e mi mette nella perfetta calma, anche in mezzo alle più grandi tempeste alle tue stesse privazioni, ai tuoi “picci” che mi fanno costar la vita. Ah! Tu lo sai ma passo innanzi, questo Te lo dice il cuore che Te lo sa dire meglio di me. Oh! Amore, i tuoi begli occhi cerulei sfavillanti di luce Divina mi rapiscono al cielo e mi fanno dimenticare la terra, ma ahimé, con mio sommo dolore, il mio esilio si prolunga ancora. Presto, presto, oh Gesù sei bello oh Gesù mi par di vederti in quel Tabernacolo d’amore, la beltà e maestà del tuo volto m’innamora e mi fa vivere in cielo, la tua bocca graziosa mi sfiora i suoi baci cocenti ad ogni istante. La tua voce soave mi chiama ed invita ad amarti ogni momento, le tue ginocchia mi sostengono, le tue braccia mi stringono con legame indissolubile ed io a mille a mille stamperò i miei baci cocenti sul tuo volto adorabile.
Gesù, Gesù, sia uno il nostro volere, uno l’amore, unico il nostro contento, non lasciarmi mai solo che sono un nulla ed un nulla non può stare senza del tutto.
Me lo prometti o Gesù? Pare che mi dici di sì.
Ed ora, benedici Me, benedici tutti ed in compagnia degli angeli e dei santi, e della dolce Mamma e di tutte le creature, ti dirò:
Buondì o Gesù, buondì.


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giovedì 26 luglio 2018

Offerta della vita. Suor Natalia Magdolna. Promesse


Preghiera dell'offerta della vita
L'affidamento a Maria è la Salvezza. Gesù morente, compie la nostra redenzione con l'affidamento a Maria.
Chi si è affidato a Maria è già salvo. La salvezza consiste nel camminare tutta la vita con Maria, dopo aver preso la Sua mano.
  
Rivelazioni di Gesù a Suor Natalia Magdolna (1901-1992). La nostra Mamma celeste chiede in special modo alle madri di famiglia, che offrano per amore, la loro vita secondo le intenzioni del Suo immacolato cuore, affinché Ella possa salvare più e più famiglie e per evitare che cadano nell'inferno. La stessa Vergine lo afferma: “Nel cuore di molte madri arde il dolore. È oppresso il loro cuore per lo stato spirituale dei loro figli, per la loro condotta immorale, per il destino delle loro vite dopo la morte.”
Per amore ad esse, mossa da compassione, ottenni con le mie preghiere le cinque promesse che danno consolazione alle mamme che offrono con un affidamento totale, tutti gli avvenimenti della loro vita!
A tale fine è proposta a loro questa “offerta di vita” che deve farsi con rettitudine e serietà, per la maggior gloria di Dio e per il bene della santa chiesa, in cambio delle seguenti promesse grandissime.

Ferventi e brevi preghiere di pentimento. Gesù mio, ti amo sopra ogni cosa! Mi rammarico per tutti i miei peccati malgrado il mio amore per te. Anche tutti i peccati del mondo mi hanno ferito. Oh Amore misericordioso, unito alla nostra Santissima Madre e al suo Cuore Immacolato, ti prego di perdonare i miei peccati e tutti i peccati di tutti gli uomini, miei fratelli, fino alla fine del mondo. Mio amato Gesù, uniti ai meriti delle Tue Sante Piaghe, offro la mia vita al Padre Eterno, secondo le intenzioni dell' Addolorata Santa Vergine. Vergine Maria, Regina dell'Universo, mediatrice dell'umanità, e nostra speranza, prega per noi!

Promesse per tutti coloro che faranno l’ “offerta di vita”:
1. Nessuno dei loro familiari andrà all'inferno, anche se le apparenze esterne lo facessero supporre, perché prima che l' anima abbandoni il corpo, riceveranno la grazia del perfetto pentimento.
2. Nello stesso giorno dell'offerta, usciranno dal purgatorio tutti i defunti della loro famiglia.
3. Nella morte starò al loro fianco, e porterò le loro anime alla presenza di Dio senza passare dal purgatorio.
4. I loro nomi saranno scritti nel Cuore di Gesù e nel Cuore immacolato di Maria.
5. Si salveranno moltissime anime dall'eterna condanna per questa offerta unita ai meriti di Cristo. Il merito dei loro sacrifici, beneficerà le anime sino alla fine del mondo.

L'offerta di vita va fatta in questi termini:
“Mio amato Gesù, davanti alle persone della Santissima Trinità, davanti alla nostra Madre del Cielo e a tutta la Corte celeste, offro secondo le intenzioni del tuo Cuore eucaristico, secondo quelle dell'immacolato Cuore di Maria Santissima, tutta la mia vita, tutte le mie sante Messe, Comunioni, opere buone, sacrifici e sofferenze, unendoli ai meriti della Tua santissima Madre e della Tua morte sulla croce, per adorare la gloriosa santissima Trinità; per offrirle riparazioni per le nostre offese; per l'unità della nostra santissima madre Chiesa; per i nostri sacerdoti; per le buone vocazioni sacerdotali; e per tutte le anime sino alla fine del mondo. Ricevi Gesù mio, la mia “offerta di vita” e concedimi la grazia di perseverare fedelmente sino alla fine della mia vita. Amen

"...Se qualcuno, figlia mia, fa solo una volta l'offerta della vita. Capisci, figlia Mia? Se solo una volta, in un momento di grazia, si è acceso nel suo cuore il fuoco dell'amore eroico, con questo ha sigillato tutta la sua vita! La sua vita, anche se non ne è consapevole, è ormai possesso di Entrambi i Sacri Cuori. Per mio Padre il tempo non esiste. La vita dell'uomo sta davanti a lui tutta intera…E aggiunse: anche se un’anima avesse già fatto un'altra offerta, questa le ingloba tutte e diventa superiore.Questa offerta sarà quindi la corona, l'ornamento più prezioso ed il distintivo della sua nobiltà spirituale in Cielo”  [Estratto da:  Suor Maria Natalia Magdolna. THE VICTORIOUS QUEEN OF THE WORLD (Le promesse complete nel volume)  Nihil obstat: Fr. Antonio González Ecclesiastic censor Imprimatur Jesús Garibay B. General Vicar Guadalajara, Jal. Jun. 1, 1999 Fonte: http://www.padrepioedonumberto.it/Affidamento-a-Maria-p24.html

            Preghiera dell'offerta della giornata
[Si] raccomandi l'offerta delle azioni della giornata, perché nel mondo e finanche nelle Comunità non sempre ci si pensa abbastanza, e così avviene che molte azioni, buone in se stesse, nell'ultimo giorno non avranno ricompensa, perché non sono state offerte al buon Dio prima di compierle. [Suor Maria della Croce. IL MANOSCRITTO DEL PURGATORIO].
Preghiera: Cuore divino di Gesù, io ti offro nella Divina Volontà per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, madre della Chiesa, in unione al Sacrificio eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno e di tutta la mia vita: in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del divin Padre.


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domenica 22 luglio 2018

Gesù vuole essere amato sulla terra, su questa terra


Gesù vuole essere amato sulla terra, su questa terra,
 ove si annienta in ogni tabernacolo

8 DICEMBRE, ore 2 Immacolata Concezione.  Ahimè! quante vite appaiono piene di opere buone e, alla morte, ne saranno vuote... perché tutte quelle cose buone in apparenza, tutte quelle azioni clamorose, tutta quella condotta che sembrava irreprensibile, tutto questo non ha avuto Gesù solo quale fine. Si voleva far figura, brillare, passare per esatto osservante degli obblighi della Religione, per una Religiosa fedele alla regola, ecco il solo movente di tante esistenze. E nell'altra vita, qui, quale delusione! Se sapeste quanto poche persone agiscono per Dio solo, quanto poche compiono tutte le loro azioni per Dio solo... Ahimè! quanti rimpianti ci si prepara per il punto di morte, allorché non si sarà più accecati, ahimè! Se si riflettesse qualche volta all'eternità! Che cos'è la vita paragonata a quel giorno che non avrà sera per gli eletti, a quella sera che non avrà giorno per i reprobi? Si ama tutto sulla terra, ci si affeziona a tutto, eccetto a Colui che unico dovrebbe avere il nostro affetto ed al quale noi lo neghiamo. Il Gesù del tabernacolo attende dei cuori che Lo amino e non ne trova. Appena uno su mille che Lo ama come si dovrebbe amarLo! AmateLo voi; risarciteLo di codesta indifferenza sì colpevole che v'è nel mondo!

Ma, nel Purgatorio, Lo si ama?
R... Certamente, ma il nostro è un amore di riparazione, e se sulla terra Lo avessimo amato come avremmo dovuto, non saremmo sì numerose, non vi sarebbero tante anime nel luogo di espiazione.

In Cielo Gesù è molto amato?
R... In Cielo Lo si ama molto. Ivi vien risarcito, ma non è ancor questo che Gesù desidera. Egli vorrebbe essere amato sulla terra, su questa terra, ove si annienta in ogni tabernacolo, affinché l'avvicinarLo sia più facile, e non lo si fa. Si passa davanti ad una Chiesa con maggior indifferenza che davanti ad un monumento pubblico. Se talvolta si entra nel luogo santo, è più per oltraggiare il divin Prigioniero che vi risiede, con la propria freddezza, col cattivo contegno, con preghiere fatte in fretta, senza attenzione, che per dirGli una parola cordiale, una parola amichevole e di riconoscenza per la sua bontà verso di noi. Dite al Rev. Padre P. che il buon Dio attende da lui codesto amore ch'Egli incontra sì raramente; da lui, che ogni giorno si avvicina sì da presso a Gesù, che Lo riceve nel suo cuore. Oh! ditegli che, in quei momenti benedetti, ripari con le sue tenerezze l'indifferenza di tanti ingrati, che il suo cuore si strugga d'amore dinanzi a GesùOstia, soprattutto per i suoi Sacerdoti che, come lui, hanno la stessa felicità e che trattano i santi misteri con un cuore di ghiaccio, che rimangono freddi come marmo dinanzi a codesto braciere d'amore, e che non hanno una parola affettuosa da dire a Gesù. La sua unione col buon Dio sia ogni giorno più intima, affinché si prepari così alle grandi grazie che Gesù gli riserba. Vi ho detto che vi sono delle anime che fanno il loro Purgatorio appiè degli altari. Esse non stan lì in punizione delle colpe che hanno commesso in Chiesa; tali colpe, che offendono direttamente Gesù presente nel tabernacolo, vengono severissimamente punite nel Purgatorio. Dunque, le anime che stan lì in adorazione, vi stanno piuttosto in ricompensa della loro devozione al SS. Sacramento e del loro rispettoso contegno nel luogo santo. Esse soffrono meno che se fossero nel vero Purgatorio, e Gesù, che esse contemplano con gli occhi dell'anima e della fede al tempo stesso, addolcisce loro con la sua presenza invisibile le pene che subiscono.

Suor Maria della Croce. IL MANOSCRITTO DEL PURGATORIO
http://www.preghiereagesuemaria.it/libri/il%20manoscritto%20del%20purgatorio.htm 37/61




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venerdì 20 luglio 2018



OFFERTA DELLA GIORNATA


[Praticate] l'offerta delle azioni della giornata, 
perché nel mondo e finanche nelle Comunità 
non sempre ci si pensa abbastanza, e così avviene che molte azioni, buone in se stesse,
 nell'ultimo giorno non avranno ricompensa,
 perché non sono state offerte al buon Dio prima di compierle.
 (Suor Maria della Croce. IL MANOSCRITTO DEL PURGATORIO).

Preghiera:
 Cuore divino di Gesù, io ti offro nella Divina Volontà per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, madre della Chiesa, in unione al Sacrificio eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno: in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del divin Padre.







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domenica 15 luglio 2018

Promesse del Cuore Castissimo di San Giuseppe


12 Promesse del Cuore Castissimo di San Giuseppe


SETTE DOLORI E GIOIE DI SAN GIUSEPPE L’origine della devozione ai sette dolori e gioie di San Giuseppe risale a fra’ Giovanni da Fano (1469- 1539), uno dei promotori della riforma che diede origine al nuovo ramo francescano dei Cappuccini. Fra’ Giovanni da Fano scrive di aver appreso che San Giuseppe, dopo aver salvato da sicura morte per naufragio due frati, disse loro: “Io sono San Giuseppe, degnissimo sposo della Beatissima Madre di Dio, al quale tanto vi siete raccomandati… E ultimamente ho impetrato, dall’infinita clemenza divina, che qualunque persona dirà ogni giorno, per tutto un anno, sette “Padre nostro” e sette “Ave Maria”, meditando sui sette dolori che io ebbi nel mondo, otterrà da Dio ogni grazia che sia conforme al suo bene spirituale”. Fu lo stesso San Giuseppe ad indicare ai frati quali erano stati i suoi dolori, ai quali successivamente sono state aggiunte le gioie. Questa devozione, approvata dalla Chiesa, si è diffusa ampiamente da parecchi secoli, con la denominazione.
1) Giuseppe santo, per il dolore e gioia che provasti in occasione della maternità di Maria Vergine, assistimi paternamente in vita e in morte.
2) Giuseppe santo, per il dolore e gioia che provasti in occasione della nascita di Gesù, assistimi paternamente in vita e in morte.
3) Giuseppe santo, per il dolore e gioia che provasti in occasione della circoncisione di Gesù Bambino, assistimi paternamente in vita e in morte.
4) Giuseppe santo, per il dolore e gioia che provasti in occasione della profezia di Simeone, assistimi paternamente in vita e in morte.
5) Giuseppe santo, per il dolore e gioia che provasti in occasione della fuga in Egitto, assistimi paternamente in vita e in morte.
6) Giuseppe santo, per il dolore e gioia che provasti in occasione del ritorno dall’Egitto, assistimi paternamente in vita e in morte.
7) Giuseppe santo, per il dolore e gioia che provasti in occasione dello smarrimento e ritrovamento di Gesù nel tempio, assistimi paternamente in vita e in morte. [San Giuseppe. P. E. Charbonneau, c. S. C.Imprimatur: Mons. Michele Samarelli Vic. Gen. Bari 4-2-'58]

http://www.preghiereagesuemaria.it/santiebeati/san%20giuseppe%20di%20p%20e%20charbonneau.htm
«Per la grande esperienza che io ho dei favori di San Giuseppe scriveva Santa Teresa d'Avila vorrei che tutti si persuadessero ad essergli devoti». [Autobiografia VI, 9]


Promesse del Cuore Castissimo di San Giuseppe

Le  apparizioni a Edson Glauber sono state approvate dal vescovo Dom Carillo Gritti il ​​31 gennaio 2010. I messaggi di Itapiranga contengono 10 promesse a coloro che sono devoti al cuore castissimo di San Giuseppe. Gesù, Maria e Giuseppe rivelano queste promesse a beneficio di tutta la Chiesa. La festa del cuore castissimo di San Giuseppe si celebra il primo mercoledì dopo la festa del Sacro Cuore di Gesù.

I - San Giuseppe: “Prometto che tutti coloro che onoreranno questo mio Castissimo Cuore e che qui sulla terra compiranno opere buone a favore dei più bisognosi, soprattutto dei malati e dei morenti, per i quali sono un consolatore e un protettore, riceveranno nell’ultimo momento della loro vita la grazia di una buona morte”, ha aggiunto San Giuseppe. “Io e la mia sposa, Maria Santissima, porteremo queste anime alla gloria del paradiso, alla presenza del loro Salvatore, mio Figlio Gesù Cristo”.
II - San Giuseppe: “L’invocazione del mio nome è sufficiente a far fuggire i demoni!”, ha affermato. “Prometto a tutti i fedeli che onoreranno il mio Castissimo Cuore con fede e amore la grazia di vivere con santa purezza di anima e corpo e la forza di resistere a tutti gli attacchi e alle tentazioni del diavolo”.
III - San Giuseppe: Prometto di intercedere presso Dio per coloro che vengono da me, onorando questo mio Cuore. Darò loro le grazie per essere in grado di risolvere i problemi più difficili e le necessità urgenti, che agli occhi dell'uomo sembra impossibile, ma che, attraverso la mia intercessione a Dio, sarà possibile.
IV - San Giuseppe: “Tutti i peccatori, anche quelli che hanno commesso i peccati più terribili, che confidano nell’amore e nel perdono di Dio e anche in me, nella mia intercessione (…), avranno la certezza del mio aiuto per recuperare la grazia divina e la misericordia di Dio”.
V - San Giuseppe: A tutti coloro che onorano questo mio cuore e confidano in me e nella mia intercessione, prometto che non saranno abbandonati nelle loro difficoltà e nelle prove della vita. Chiederò a Nostro Signore di aiutarli con la sua Divina Provvidenza nei loro problemi materiali e spirituali.
·         VI - San Giuseppe: I padri e le madri che si consacreranno al mio Cuore, con le loro famiglie, avranno il mio aiuto tanto nelle loro afflizioni e problemi, quanto nell'allevare ed educare i loro figli. Aiuterò i genitori che consacreranno a me i loro figli, ad allevarli nell’amore e nelle Sante Leggi di Dio, affinché i loro figli trovino il cammino sicuro della salvezza.
·          VII - San Giuseppe: Non saranno abbattuti dalle disgrazie, dalle guerre, dalla fame, dalle pesti e altre calamità, ma avranno il mio Cuore come sicuro rifugio di protezione. Qui nel mio Cuore tutti saranno protetti dalla Giustizia Divina nei giorni che verranno.
VIII - San Giuseppe:  “Tutti coloro che diffonderanno la devozione al mio Cuore e la praticheranno con amore avranno la certezza di avere i loro nomi inscritti in esso come lo sono la croce di mio Figlio Gesù e la ‘M’ di Maria”. “Tutti diffondano la devozione al mio Cuore. È Dio stesso che lo chiede”.
Questo vale anche per tutti i sacerdoti che amo con predilezione. I sacerdoti che hanno una devozione per il mio Cuore e la diffondono avranno la grazia di toccare i cuori più induriti e convertire i peccatori ostinati. 
·         IX - Nostra Signora: tutti coloro che onorano il castissimo Cuore di San Giuseppe saranno beneficiati nella loro vita della mia presenza materna in un modo speciale. Io starò al fianco di ogni mio figlio e di ogni mia figlia, aiutandoli e confortandoli con il mio Cuore di Madre, come ho aiutato e confortato il mio Sposo Castissimo Giuseppe in questo mondo.
Tutto ciò che chiederete al mio Cuore con fiducia, prometto di intercedere davanti al Padre Eterno, al mio divino Figlio Gesù e allo Spirito Santo, ottenendo dal Signore la grazia di raggiungere la santità perfetta e di imitare il mio Sposo Giuseppe nelle virtù, giungendo così alla perfezione dell'amore come Egli l'ha vissuto.
·         X - Nostro Signore Gesù Cristo: A tutti coloro che onoreranno il Cuore Castissimo del mio Padre Verginale San Giuseppe riceveranno la grazia nell'ultimo giorno della loro vita, nell'ora della loro morte, di vincere gli inganni del nemico della salvezza, ottenendo la vittoria e la ricompensa meritate nel Regno del mio Padre Celeste. Coloro che onoreranno devotamente il suo Cuore Castissimo, abbiano la certezza di ricevere una grande gloria in Cielo. Questa grazia non sarà concessa a coloro che, come Io chiedo, non lo onoreranno.
Le anime devote a mio Padre Verginale San Giuseppe beneficeranno della visione beatifica della S.S. Trinità e avranno una profonda conoscenza del Dio Uno e Trino, il tre volte Santo. Nel Regno dei Cieli gioiranno della presenza della mia Madre Celeste, del mio Padre Verginale Giuseppe, e delle mie meraviglie celesti, riservate a tutte loro dall'eternità.
Queste anime saranno care alla Santissima Trinità e alla Madre mia, Maria Santissima e circonderanno il Cuore Castissimo del mio Padre Verginale Giuseppe, come il più bello dei gigli. Questa è la mia grande promessa per tutti gli uomini del mondo intero devoti del mio Padre Verginale Giuseppe.





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giovedì 21 giugno 2018

Preghiere rivelate da Cristo alle sante Geltrude e Metilde vergini dell'ordine di S. Benedetto e ad altre veggenti


29 Appendice - Preghiere rivelate da Cristo alle sante Geltrude e Metilde vergini dell'ordine di S. Benedetto e ad altre veggenti

 LA SS. COMUNIONE SOLLEVA LE ANIME DEL PURGATORIO.
 Un giorno, mentre Geltrude stava per comunicarsi, provò un bisogno immenso di sprofondarsi nell'abisso della sua miseria, e di nascondervisi totalmente per onorare l'ineffabile accondiscendenza del Signore che ciba i suoi eletti col suo Corpo e li inebria con il suo Sangue. Ella comprese allora il sublime annientamento del Figlio di Dio, quando discese nel limbo per liberare le anime che ivi stavano prigioniere. Mentre si sforzava di unirsi a quell'ineffabile umiliazione, si trovò come immersa negli abissi del Purgatorio. Là, rinnovando i suoi sentimenti, comprese le parole che le diceva Gesù: « Con la S. Comunione ti attirerò a me in tal modo che tu trascinerai tutte le anime, a cui giungerà l'incomparabile profumo dei santi desideri che sfuggono così copiosamente da te». Dopo d'aver accolto tale promessa Ella s'avvicinò alla mensa angelica, pregando il Signore di liberare tante anime del Purgatorio, quante erano le molecole dell'Ostia che aveva in bocca. E il Signore rispose: «Per farti capire che le mie misericordie sorpassano tutte le mie opere e che nessuna creatura può misurare l'abisso della mia bontà, ti assicuro che, per i meriti del Sacramento di vita, sono disposto ad accordarti molto di più di quanto hai chiesto». [Santa Geltrude. Libro terzo, capitolo XVIII, par. XVII]

GESÙ SOCCORRE NELLA LORO AGONIA COLORO CHE HANNO PENSATO A LUI.
… il Signore la rassicurò dicendole: «Quando vedo nell'agonia coloro che durante la vita hanno qualche volta pensato a me, o che hanno compiuto qualche buona opera negli ultimi giorni, mi mostro a essi con tanta bontà, tenerezza e amabilità che essi si pentono d'avermi offeso e tale atto di dolore loro vale l'eterna salvezza. Così vorrei che i miei eletti mi glorificassero, e ringraziassero per tale insigne favore ».  [Santa Geltrude. Libro terzo, capitolo XXX, par. XX]

EIA ERGO ADVOCATA NOSTRA
Il Signore si degnò d'insegnare a Geltrude a ripetere, almeno una volta al giorno, l'invocazione: « Eia ergo advocata nostra, illos tuos misericordes oculos ad nos converte », assicurandole un potente soccorso per l'ora di morte.  La Santa offrì allora alla beata Vergine centocinquanta Ave Maria, recitate in suo onore, per ottenere la sua assistenza e tenerezza materna nell'ora del trapasso. Vide tosto quelle preghiere sotto forma di monete d'oro, offerte al Giudice supremo il Quale, a sua volta, le presentava alla Madre sua. Essa le riceveva da fedele economa e le metteva in serbo a una a una per profitto e conforto di Geltrude, la quale all'uscire da questo mondo avrebbe ricevuto dal Giudice divino tante consolazioni quante preghiere aveva offerto alla Madonna. Comprese ancora Geltrude che, se un'anima raccomanda la sua ultima ora ad un Santo qualsiasi con suppliche speciali, quelle preghiere vengono subito portate al tribunale del Sovrano Giudice e il Santo, che le ha ispirate, ne diventa il custode per mutarle in grazie da dare, al momento opportuno, al suo cliente.   [Santa Geltrude. Libro IV, capitolo LI]

I TUOI AMICI [GLI ANGELI] ASCOLTANO
Il Signore disse all'anima: "Ecco ciò che si legge nella Scrittura: "Quae habitas in hortis, amici auscultant: O tu che abiti nei giardini, i tuoi amici ascoltano" (Cant. VIII, 13). Per divina ispirazione l'anima conobbe il modo con cui gli Angeli assistono il giusto, in rutto il bene che compie.
 "Quando uno  legge i Salmi od altre parti della Scrittura, oppure si dedica a qualche opera buona, gli Angeli sono presenti per assisterlo.
 "Quando nell'orazione conversa con Dio, oppure ascolta la parola di Dio, ovvero parla dì Dio, è assistito dagli Arcangeli.
 "Se medita su le virtù di Dio, su la sua potenza, la sua sapienza, la sua bontà, la sua giustizia, la sua misericordia, la sua longanimità, la sua carità, e quando si sforza per quanto è possibile d'imitare queste virtù, le Virtù, sono al suo servizio.
 "Quando l'uomo, pensando all'ineffabile e sublime divinità, trema davanti a Dio e a Lui umilmente si sottomette, è assistito dalle Potestà.
 "Ma quando nel suo cuore esalta la nobiltà e la grandezza della Divinità, quando pensa a quella Maestà infinita che si è degnata di creare l'uomo a sua immagine e somiglianza, operando per lui cose sì grandi; quando, a motivo della riverenza e dell'amore che Dio dimostra per l'uomo, egli pure rispetta ed ama tutti gli uomini, è servito dai Principati.
 "Che se, con inchini, genuflessioni e prostrazioni, adora Dio, è assistito dalle Dominazioni.    
 "Quando poi l'uomo, nella tranquillità del suo cuore, medita su le grandezze e perfezioni di Dio, è servito dai Troni.
 "Se è illuminato dalla conoscenza di Dio, se si eleva nella contemplazione sino a considerare i divini misteri, i Cherubini sono i suoi ministri.
 "Ma quando l'anima, attingendo nel Cuore di Dio un ardente amore, ama Dio col proprio amore di Dio, e in Dio e per Dio ama tutti gli uomini, i Serafini esercitano il loro ministero presso di lei". [Santa Metilde. Libro II, capitolo XII]

L'INFERNO E IL PURGATORIO
Durante la sua preghiera, Metilde vide una volta l'inferno spalancato sotto i suoi piedi, e in quell'abisso una miseria ed un orrore infinito: serpenti, leoni, rospi, cani, orribili spettri di atrocissime fiere le quali crudelmente si laceravano a vicenda. Ella disse al Signore: "O Signore, chi sono questi disgraziati?" "Quelli, rispose il Signore, che non hanno mai voluto, neppure, per un'ora, pensare a me con dolcezza"…
Essa vide pure il purgatorio, dove erano altrettanti tormenti quanti sono i vizi di cui, le anime su la terra si fanno schiave. Gli orgogliosi cadevano senza posa da un abisso in un altro; quelli che erano stati infedeli alle loro regole ed alla loro professione religiosa, camminavano curvi come sotto un peso schiacciante. I golosi ed i bevoni giacevano per terra, privi di sensi e disseccati dalla fame e dalla sete, Quelli che avevano soddisfatto i loro desideri carnali, si fondevano nel fuoco come la carne ed il grasso sul braciere. Ogni anima soffriva la pena che si era meritata col suo vizio preferito. Ma quando la Santa ebbe pregato per loro, il Signore misericordiosamente ne liberò una copiosa moltitudine. [Santa Metilde. Libro V, capitolo XVIII]

PREGHIERA MOLTO EFFICACE PER UN CERTO AMMALATO
Geltrude un giorno supplicò Gesù di dirle quale preghiera fare per un certo ammalato. Ebbe questa risposta: "Basta che tu mi rivolga due brevi preghiere, ma con devozione La prima preghiera è: Conserva, o Dio, all'ammalato la pazienza. La seconda preghiera è: O Signore, fa' che secondo gli eterni desideri del tuo Cuore paterno ogni istante di patimento che Tu riservi a questo infermo procuri la tua gloria ed accresca i suoi meriti per il Cielo. [Santa Geltrude. L’Araldo del Divino Amor. Libro terzo, LXXIII – II]
Geltrude ricevette la spiegazione di quest'atto, e seppe che, se alcuno compie, per la gloria del Padre, un'opera buona, fosse pure anche solo un Pater, un'Ave, o un salmo recitati per sè o per altri, il Figlio di Dio accetta quell'offerta come un frutto della sua perfetta Uma­nità, ringrazia Dio Padre, benedice tale frutto, lo moltiplica e lo distribuisce a tutta la Chiesa, per l'eterna salute degli uomini. [Santa Geltrude. Libro IV, 21]

LA MISERICORDIA DI DIO
Si può dunque, durante questa settimana, recitare cinque Pater, In onore delle dolci Piaghe del Salvatore e, dopo di averle devotamente baciate, pregare, come più sopra si disse, per espiare le colpe dei membri della S. Chiesa e supplire alle negligenze universali. Dopo d'avere compiuto un tale atto, si potrà sperare di ottenere una grazia analoga dalla misericordia di Dio. . [Santa Geltrude. L’Araldo del Divino Amor. Libro quarto, capitolo XXI]

FEDELI PROMESSE DI DIO E PRIVILEGI. Come il Signore promise a Geltrude di esaudirci.
Noi saremo giudicati secondo lo stato dell'ultimo momento! La cosa più importante per noi, è di pregare Dio per fare una buona morte. Siamo però cosi oppressi dal peso dei nostri peccati, che ci torna difficile essere esauditi; pertanto, se vogliamo giungere felicemente in porto, dobbiamo supplicare il Signore di accordarci, per i meriti di Geltrude, una morte più santa di quella che avremmo potuto ottenere con le nostre sole forze. Infatti il Salvatore ha giurato, per i dolori della sua Passione e della sua morte innocente, che colui il quale si rivolgerà alla Sua Sposa diletta, mentre ella è ancora in vita, alla sua morte, o nello scorrere dei secoli, sarà esaudito oltre i suoi stessi desideri. [Santa Geltrude. L’Araldo del Divino Amor. Libro V, capitolo XXIX]

CORONCINA DI SALUTO ALLA MADRE DI DIO  
La Madre di misericordia afferma che chi l'avesse proclamata «candido giglio della SS. Trinità e rosa splendente di Paradiso » avrebbe esperimentata la podestà che l'Onnipotenza del Padre le aveva comunicato come Madre di Dio; avrebbe ammirato le ingegnose misericordie che la Sapienza del Figlio le aveva ispirato, e contemplato l'ardente carità accesa nel Suo Cuore dallo Spirito Santo. Aggiunse Maria: «All'ora della sua morte mi mostrerò e quest'anima nello splendore di una sì grande bellezza che la mia vista la consolerà e le comunicherà gioie celesti». Da quel giorno Geltrude propose di salutare la Vergine Maria, o le immagini che la rappresentavano con queste parole: « Ave, candidum lilium fulgidae semperque tranquillae Trinitatis, rosaque praefulgida coelicae amaenitatis de qua nasci, et de cuius latte pasci Rex coelorum voluit, divinis influxionibus animas nostras pasce. - Ti saluto, o giglio più bianco della neve, giglio della raggiante, sempre tranquilla Trinità. Ti saluto, Rosa brillante della celeste umanità, dalla quale il Re del cielo volle nascere e prendere il latte verginale: vieni in soccorso di me, povero peccatore, adesso e nell'ora della mia morte. Così sia ».
Pratica. Sui grani grossi:  «Ti saluto, o Giglio più bianco della neve, Giglio della raggiante, sempre tranquilla Trinità. Ti saluto, Rosa brillante della celeste umanità, dalla quale il Re del cielo volle nascere e prendere il latte verginale: vieni in soccorso di me, povero peccatore, adesso e nell'ora della mia morte. Così sia» 
Sui grani piccoli:  «Candido Giglio della SS. Trinità e Rosa splendente del Paradiso» Infine: Salve Regina [Santa Geltrude. L’Araldo del Divino Amor. Libro 3, capitolo 19.]


CORONCINA AL CUORE DI MARIA   
Dice la Mamma:  “Con questa preghiera accecherete satana! Nella tempesta che sta venendo, io sarò sempre con voi. Sono la Madre vostra: posso e voglio aiutarvi" 
Pratica: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. (5 volte in onore delle 5 piaghe di N.S.) 
Sui grani grossi della Corona del Rosario:  “Cuore Immacolato e addolorato di Maria, prega per noi che confidiamo in Te!” 
Sui grani piccoli:  “Madre, salvaci con la fiamma d’Amore del tuo cuore Immacolato!”
Alla fine: tre Gloria al Padre 
“Irradia, o Maria, su tutta l’umanità la luce di grazia della tua Fiamma d’Amore, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen” [Diario spirituale di Elisabetta Szantó -1961-1981-  imprimatur, 6 giugno 2009]. 

CORONCINA DI AFFIDAMENTO A GESU’ E A MARIA CONTRO IL DEMONIO  
Dice Gesù: "Il demonio ha ancora più ribrezzo del nome di Maria che del mio Nome e della mia Croce. Non ci riesce, ma cerca di nuocermi nei miei fedeli in mille maniere. Ma l’eco soltanto del nome di Maria lo mette in fuga. Se il mondo sapesse chiamare Maria, sarebbe salvo. Quindi invocare i nostri due Nomi insieme è cosa potente per fare cadere spezzate tutte le armi che Satana avventa contro un cuore che è mio. Da sole le anime sono tutte dei nulla, delle debolezze. Ma l’anima in grazia non è più sola. È’ con Dio." [Maria Valtorta. Quaderni.  15 giugno 1943]
Si può pregare così: Gesù, Maria, Vi amo!  Salvate le anime dei sacerdoti, salvate le anime. Ve lo chiediamo supplichevoli, e concedeteci di poter ripetere quest’Atto d'Amore MILLE VOLTE ad ogni respiro, ad ogni palpito

Pratica:  Si usi la Corona del Rosario.  Sui grani grossi, del Pater recitare: “Scenda il Sangue Preziosissimo di Gesù su di me, per fortificarmi e, su satana per abbatterlo! Amen.” 
Sui grani piccoli, dell’Ave recitare: “Ave Maria, Madre di Gesù, mi affido a te”. 
Infine recitare: Pater, Ave, Gloria. 




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“La Messa è la devozione dei Santi” [Santo Curato d’Ars]


28  “La Messa è la devozione dei Santi” [Santo Curato d’Ars]

=(Mt 26:26-29; Mr 14:22-25; 1Co 11:23-29)
Poi prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». (Luca 22:19)


In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro».  (Mt 18,19-20)
Santo Curato d’Ars: Gesù "mi ha amato e ha immolato se stesso per me"  (Gal. 2,20)

   “Se una gestante assiste alla santa Messa tutte le volte che le è possibile, prendendosi un poco di fastidio come in misura maggiore se lo prese la Vergine al viaggiare fino a Betlemme per dare lì alla luce il divino Redentore, certamente potrà ottenere grandi aiuti nei dolori del suo parto”. (san Beda il Venerabile sacerdote e dottore della Chiesa, 672-735)

Si riceve la benedizione del sacerdote che Dio ratifica in cielo.
La partecipazione alla Messa attira anche benedizioni temporali.
La devozione alla Santa Messa vi farà guadagnare una grande gloria in cielo.
La frequente partecipazione alla Messa ti farà ottenere un posto più alto in Cielo  e aumenterà  la tua felicità eterna. [Explication du Saint Sacrifice de la Messe del  R. P. Martin de Cochem]

Gesù dice: “E sappi quanto farò per chi sente la Messa con zelo e divozione: nell'ultima sua ora, per consolarlo, difenderlo, e formare per la sua anima un corteo d'onore, gli invierò tanti nobili Spiriti della mia celeste corte, quante saranno le Messe che avrà sentite su la terra”. (Rivel. di santa Metilde, p.3, cap. 12).
Gesù disse a S. Geltrude: “Sappi che a chi partecipa devotamente alla S. Messa, io manderò, negli ultimi istanti della sua vita, tanti dei miei Santi per confortarlo e proteggerlo, quante saranno state le S. Messe da lui ben ascoltate…” (Lib.3, cap.16).

Vantaggi dell'assistenza alla S. Messa.
Geltrude ringraziò il Signore d'averla colmata dei suoi benefici, e ricevette questa luce: tutte le volte che una persona assiste alla S. Messa, unendosi a Gesù che s'immola per il riscatto del mondo, Dio Padre la contempla con la stessa compiacenza dell'Ostia Santa. Quest'anima diventa allora risplendente come una persona che, uscendo dalle tenebre, si trovasse avvolta nella piena luce del sole. La Santa chiese a Gesù: « Se si cadesse poi in peccato, si spegnerebbe questa luce, come se la persona suddetta passasse dal meriggio a luogo tenebroso? ». « No, figlia mia - rispose Gesù - perché colui che pecca pone, per così dire, l'ombra d'una nube fra lui e la mia misericordia; ma la mia bontà gli conserva, per la vita eterna, un pò di quelle benedizioni, che poi vedrà crescere e moltiplicarsi ogni volta che si accosterà con divozione ai sacri misteri ». [Santa Geltrude. Libro secondo, capitolo XVIII]

Nella sua «Storia ecclesiastica dell’inghilterra», san Beda riferisce di numerose visioni di anime del purgatorio. Una di queste ha come protagonista Drythelm, un laico padre di famiglia, che tornato in vita ricorda che un grande aiuto per le anime del purgatorio  sono le preghiere dei vivi, le elemosine, i digiuni e soprattutto la celebrazione di Messe, per essere liberati anche prima del giorno del giudizio. [https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=17349]
S. Maria Maddalena de' Pazzi, la celebre mistica carmelitana, era solita offrire il Sangue di Gesù per suffragare le anime del Purgatorio, e in un'estasi Gesù le fece vedere come realmente molte anime purganti venivano liberate dall'offerta del Divin Sangue. Né può essere diversamente, perché, come insegna S. Tommaso d'Aquino, una sola goccia del Sangue di Gesù, per il suo valore infinito, può salvare tutto l'universo da ogni delitto.
"Tutte le opere buone riunite insieme - diceva il S. Curato d'Ars - non possono valere una S. Messa, perché esse sono opere degli uomini, mentre la S. Messa è opera di Dio". [P. Stefano M. Manelli, FI GESÙ’ EUCARISTICO AMORE - "Casa Mariana" Frigento 1976 Imprimatur: Neapoli, 19.4.1973. http://www.cristianicattolici.net/catechesi/gesu-eucaristico-amore.pdf ]

San Gregorio Magno, Papa e dottore della Chiesa (540-604)
«La Santa Messa è l’unico sacrificio che fa uscire prestamente le Anime dalle pene del Purgatorio.»
San Bernardo , Abate e dottore della Chiesa (1090-1153)
«Si merita di più ascoltando devotamente una Santa Messa che col distribuire ai poveri tutte le proprie sostanze e col girare pellegrinando tutta la terra.»
San Leonardo da Porto Maurizio , Sacerdote (1676-1751)
«Vale più ascoltare devotamente una Santa Messa che digiunare un anno a pane e acqua.» [Associazione “Volontari Seminatori della Carità” – via Pio XI, Trav. De Blasio, 31 -  89133 R.C. – Tel. 0965-53866]

SUFFRAGI: LA SANTA MESSA
La Santa Messa è il sacrificio del Calvario portato in mezzo a noi, sui nostri altari. Quando si celebra: è lo stesso Figlio di Dio che viene offerto al Padre in adorazione e propiziazione; è lo stesso Gesù che opera come offerente principale, per mano del Sacerdote; sono identici i frutti, uguali gli effetti.
Ed ecco il motivo sostanziale della sua grande efficacia: qui chi prega è lo stesso Figlio di Dio, che viene ascoltato per gli infiniti suoi meriti; mentre nelle altre preghiere siamo noi a pregare, pur appoggiandoci ai meriti di Gesù Cristo. La Croce! quale preghiera! Non sono delle semplici cerimonie o delle formole recitate, o delle candele, o dei riti: abbiamo la stessa immolazione della Vittima: è il Figlio di Dio che muore in espiazione per le anime purganti.
Perciò, sempre nella Chiesa, la S. Messa fu offerta per i Defunti e sui luoghi di sepoltura; perciò sono tanti i pii legati di Messe e gli impegni che si prendono per le Ss. Messe; perciò il Concilio di Trento, tutti i Santi, i Dottori della Chiesa incoraggiano questa pratica. 

S. Gregorio Magno dice che la pena temporale dovuta ai peccati, sia dei vivi come dei morti, viene mitigata per coloro per cui si celebra la santa Messa e che ascoltare divotamente una Messa è sollevare le anime dei defunti, ottenendo da Dio la remissione dei loro peccati. S. Girolamo, dottore massimo di santa Chiesa, asserisce che per qualunque Messa divotamente celebrata molte anime escono dal Purgatorio, e che le anime purganti non soffrono alcuna pena mentre si celebra la santa Messa, se il sacerdote prega per loro nell’offrire questo sacrificio.

S. Cirillo di Gerusalemme, spiegando la dottrina cristiana ai neofiti, ossia a quelli che da poco si erano convertiti al cristianesimo, diceva loro: «Celebrando il santo Sacrificio noi preghiamo anche per coloro che sono morti tra noi, poiché riteniamo che le loro anime ricevano un grandissimo sollievo dall’augusto Sacrificio dei nostri altari. Se i parenti di qualche esiliato presentassero al principe una corona d’oro per calmare il suo sdegno, ciò sarebbe senza dubbio un gran mezzo per impegnarlo ad abbreviare il tempo dell’esilio. Ma noi, offrendo a Dio il sacrificio della santa Messa, non gli offriamo soltanto una corona d’oro, ma lo stesso Gesù Cristo morto per i nostri peccati. Quale adunque non sarà il giovamento che colla Messa recheremo alle anime del Purgatorio!». 

S. Ambrogio, animato dalla stessa fede, dopo la morte di suo fratello Satiro, si diede la massima sollecitudine di pregare ed offrire il santo Sacrificio della Messa per suffragare l’anima di lui.

La madre di S. Agostino, come scrive egli nelle sue Confessioni, scorgendosi vicina a morire, chiamati a sé Agostino e Navigio suo fratello, disse loro: «Sotterrate questo corpo ove si possa, né datevi di esso alcun pensiero; ma non dimenticatevi di me dovunque vi troviate e ricordatemi soprattutto all’altare del Signore nel santo Sacrificio». 

S. Giovanni Crisostomo, nel predicare al suo popolo, fra le altre cose diceva: «Non invano gli Apostoli stabilirono che quando si celebrano i tremendi Misteri, si faccia commemorazione di coloro che sono già passati all’altra vita, poiché essi sapevano che tale cosa tornava a quelli di grande vantaggio e sollievo. Difatti, quando tutto il popolo assieme col sacerdote offre a Dio l’ostia di salute, non sarà forse allora placata la collera divina?».

Il Sacrosanto Concilio di Trento ha detto: «La Chiesa Cattolica, ammaestrata dallo Spirito Santo ed appoggiata ai libri del Vecchio e del Nuovo Testamento, sopra l’antica tradizione dei Padri e dei Concilii, insegna e definisce: Che le anime trattenute nel Purgatorio si possono sollevare coi suffragi dei vivi e specialmente col sacrificio della santa Messa. E se alcuno dirà che il Sacrificio della santa Messa non è propiziatorio e che non deve essere offerto né per i vivi né per i morti... sia scomunicato» (Sess. 25). La S. Messa, adunque, come insegnano i santi Padri e come ha definito la santa Chiesa, costituisce uno dei mezzi principalissimi per suffragare le sante anime del Purgatorio; anzi, il principale fra i suffragi. Ed è appunto in conformità di questa fede, che la Chiesa, oltre al fare in ogni Messa uno speciale memento per i defunti, celebra anche la Messa appositamente per loro. 

S. Gregorio Magno dice che «la pena dei vivi e dei morti si rilascia a quelli per i quali si dice la Messa; specialmente a coloro per i quali si prega in particolare». S. Girolamo afferma che «per una S. Messa devotamente celebrata molte anime escono dal Purgatorio». Le anime, che sono cruciate nel Purgatorio, per le quali suole pregare il Sacerdote nella Messa, non soffrono alcun tormento, mentre si celebra la S. Messa, insegna S. Agostino. Per il gran potere della Messa, S. Giovanni di Avila, interrogato in morte quali suffragi desiderasse, rispose con prontezza e forza: Messe, Messe, Messe! 

S. Leonardo da Porto Maurizio racconta di un ricco negoziante genovese che, venuto a morte, non lasciò cosa alcuna in suffragio dell’anima sua. Tutti si meravigliavano come mai un uomo, così ricco, così pio e così caritatevole verso tutti in vita, fosse poi stato in morte così crudele verso di se stesso. Ma sepolto che fu, si trovò scritto sopra un taccuino il gran bene che si era fatto da se stesso in vita. Si era fatte celebrare oltre a duemila SS. Messe, che aveva anche potuto ascoltare. Al termine del libretto aveva scritto: «Chi vuol essere sicuro del bene, se lo faccia egli stesso in vita». 

Udire devotamente la S. Messa, scrisse San Gregorio, allevia le pene delle anime purganti e rimette loro i peccati. Infatti S. Bernardo, celebrando una volta la S. Messa a Roma, nella chiesa che sorge presso il luogo del martirio di S. Paolo (le Tre Fontane), vide una scala su cui angeli discendevano dal cielo al Purgatorio, e da questo salivano a quello, accompagnando anime liberate dalle pene per quel Santo Sacrificio. 

Il celebre P. Lacordaire, morto nel 1861, racconta che un principe polacco, incredulo e materialista, aveva scritto un libro contro la immortalità dell’anima. Stava per farlo stampare, quando un giorno, passeggiando nel giardino, si vide venire innanzi una donna tutta in lacrime. Gettatasi ai suoi piedi, quella poverina, supplicava: «Mio buon principe, mio marito è morto... ed io non ho neppure il denaro per fargli celebrare una Messa... usatemi la carità: datemi l’elemosina per una Messa...». Il principe pensava che quella fosse una povera illusa: ma la sua naturale bontà di carattere lo portò al compatimento ed anche a soccorrerla. Le diede una moneta d’oro, che quella portò subito al Sacerdote per una S. Messa. Passarono pochissimi giorni ed il Principe, nel suo studio, era intento a correggere le bozze del suo libro. Ad un tratto si vide innanzi, ritto, un contadino, vestito poveramente, ma dall’aria soddisfatta, contento... «Son venuto a ringraziarvi, – cominciò, mentre il principe guardava, stupito di vedersi quell’uomo lì innanzi, entrato senz’essere annunziato. – Ero in Purgatorio; la elemosina da voi data a mia moglie mi ha liberato con quella S. Messa; ora vado al Paradiso». Ciò detto, la visione sparve; ma il principe diede al fuoco il libro che stava per pubblicare, e si convertì. 

S. Pier Damiani, ancora fanciullo, rimase orfano di padre e di madre. Fu ricevuto da un suo fratello, che lo trattava duramente e gli lasciava mancare il pane e le vestimenta. Un giorno trovò per via una moneta d’argento, senza averne potuto conoscere il padrone. Immaginate quale gioia per il piccolo Pierino! Gli parve di aver trovato un tesoro, e subito pensò di comperarsi un cappello, le scarpe, una giubba; abbisognava di tutto! In quel punto gli vengono in mente il padre e la madre che non ha più, gli occhi si riempiono di lacrime e corre a portare quella moneta ad un Sacerdote, affinché celebri la S. Messa per i suoi poveri morti. Lo credereste? Da quel giorno, protetto dalle anime sante del Purgatorio, la sua fortuna si cambiò. Un altro fratello lo raccolse, lo fece studiare, e Pier Damiani diventò un Sacerdote, Vescovo, Cardinale, Santo. Ecco ancora come una sola Messa, fatta celebrare per le anime del Purgatorio, sia stata principio d’immensi vantaggi. Ma, oh! quali vantaggi maggiori, se alla Messa si unisce la S. Comunione! [Beato Giacomo Alberione. Per i nostri defunti. Pia Soc. San Paolo, 1932]

PREGHIERE DURANTE LA S. MESSA

Durante le preghiere segrete, il Signore le diede questa istruzione: "Quando si intona il Sanctus, ognuno reciti un Pater, pregando affinché con l'onnipotente, sapiente, dolce e benigno amore del mio Cuore, io lo prepari in modo che sia fatto degno di ricevermi spiritualmente nell'anima sua, ed io possa compiere in lui i miei eterni disegni, secondo tutto il mio divino beneplacito.
"Durante il Postcommunio, ognuno ancora ripeta questa versetto: Io ti lodo, o amore fortissimo; ti benedico, amore sapientissimo; ti glorifico, amore dolcissimo; ti esalto, amore infinitamente buono; in ogni cosa e per tutti i beni che la tua gloriosissima Divinità e beatissima Umanità si è degnata di operare in noi per mezzo del nobilissimo strumento del tuo Cuore e che opererà nei secoli dei secoli. Amen. - Ed io, quando. il Sacerdote darà la benedizione, lo benedirò in questo modo: "La mia onnipotenza ti benedica, la mia sapienza ti illumini, la mia dolcezza ti inebri, e la mia benignità ti attiri ed a me ti unisca per sempre! Amen".
[Santa Metilde. Rivelazioni,  Capitolo V, Libro I,]

LE SS. MESSE GREGORIANE
Si tratta della celebrazione ininterrotta di trenta SS. Messe a suffragio di un'Anima del Purgatorio.
La pia pratica è nata così.
Un monaco del Convento di S. Gregorio Magno aveva accettato, senza il consenso del superiore, tre scudi d'oro da un suo beneficato: mancanza gravissima contro il voto di povertà, professato dai monaci, per la quale era incorso nella pena di scomunica.
Essendo il monaco deceduto poco tempo dopo, S. Gregorio, per dare una lezione esemplare a tutta la Comunità monastica, non solo continuò a lasciarlo nella scomunica, ma lo fece seppellire fuori del Cimitero comune, gettando nella sua fossa i tre scudi d'oro. Qualche tempo dopo, preso da compassione, il Santo chiamò l'economo del monastero e gli disse: «Il nostro confratello è tormentato dalle pene del Purgatorio: incomincia subito per lui la celebrazione di trenta SS. Messe, senza interromperla».
Il monaco ubbidì; ma, per le troppe occupazioni, non pensò a contare i giorni. Una notte, gli apparve il monaco defunto e gli disse che se ne andava al Cielo, libero dalle sue pene. Si contò allora il numero delle SS. Messe celebrate in suo suffragio e si trovò che erano precisamente trenta. D'allora invalse l'uso di far celebrare trenta SS. Messe per i Defunti, dette appunto Gregoriane dal nome di S. Gregorio: uso che è tuttora in vigore nei monasteri benedettini e trappisti e che Dio con molte rivelazioni ha fatto conoscere essergli molto gradito (Dialoghi, IV, 10). Si può qui rispondere ad una critica facile a sentirsi: «Vedi, si dice, basta avere del denaro e te la cavi anche nell'altra vita. Certa gente fa di qua ciò che vuole e poi, con la celebrazione di Messe, si compra anche il Paradiso». Sentite cosa risponde un'Anima del Purgatorio: «Delle preghiere della terra, in Purgatorio si riceve solo quel tanto che Dio vuole che ciascun'anima riceva secondo le disposizioni meritate. E' un nuovo dolore aggiunto agli altri per queste povere Anime: il vedere cioè che le preghiere che si fanno per la loro liberazione, vengono applicate a chi ne è più degno. «Il sollievo di ciascun'anima dalle pene è proporzionato al suo merito. Le une ricevono di più, le altre di meno. «La Madre I. non ha avuto alcun beneficio dalle SS. Messe fatte celebrare in suo suffragio. Le religiose non hanno alcun diritto di disporre dei loro beni: ciò è contro la Povertà». (Manoscritto del Purgatorio).

“Francesca apparve in visione al fratello [san Vincenzo Ferreri] durante la celebrazione della Messa, dicendogli di soffrire tanto in purgatorio, gli narrò una atroce storia della sua vita, e gli chiese di far celebrare le trenta Messe Gregoriane per la sua liberazione; cosa che il santo fece, e seppe in visione della liberazione della sorella.” (Ubaldo Tomarelli. San Vincenzo Ferreri apostolo e taumaturgo. ESD-Edizioni Studio Domenicano. 2005)

Nel 1967 la Congregazione del Concilio, per evitare malintesi sconfinamenti verso la magia, ha previsto una deroga nella successione ininterrotta di queste Messe per un improvviso impedimento o altra ragionevole causa. (Dichiarazione Tricenario Gregoriano, 24 febbraio 1967, in Enchiridion Vaticanum 2, n. 966)




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