La pace sia con te

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venerdì 25 dicembre 2020

Il Bene contro le tenebre

5la luce splende nelle tenebre,

ma le tenebre non l'hanno accolta. (Gv, 1, 5)

  Buon Natale!


Due caribù che lottano, uno bianco e uno scuro.


mercoledì 25 dicembre 2019

AUGURI DI BUON NATALE


AUGURI DI UN BUON E SANTO NATALE












































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sabato 22 dicembre 2018

Auguri di Buon Natale e felice 2019





Luca Signorelli(1450-1523). Natività






















    Auguri di Buon Natale e felice 2019

sabato 15 aprile 2017

Auguri di Buona Pasqua 2017


Auguri di Buona Pasqua 



Giotto. Lavanda dei piedi. Cappella degli Scrovegni a Padova

martedì 20 dicembre 2016

Buon Natale e Felice 2017







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martedì 22 marzo 2016

Santa Pasqua 2016


Buona Pasqua

domenica 13 dicembre 2015

Buon Natale e Felice Anno Nuovo


Buon Natale e Felice Anno Nuovo
Andrea Schiavone. Natività di Gesù


                                                 

In questa occasione  Vi propongo   l' imperdibile intervento di Vittorio Sgarbi  sul Natale 

 ( https://www.facebook.com/SgarbiVittorio/videos/1035315143191559/?fref=nf )




 e la lettura di una favola di Oscar Wilde, che scrisse per i  figli.


Fiabe classiche - O.Wilde: Il gigante egoista

il bambino angelo
(Immagine illustrativa: By Charles Robinson - Via artpassions.net)

«Il principe felice e altri racconti»

libro animato
Ogni pomeriggio, appena uscivano dalla scuola, i bambini avevano l'abitudine di andare a giocare nel giardino del Gigante. Era un grazioso e vasto giardino, con erba soffice e verde. Qua e là sull'erba c'erano bellissimi fiori che sembravano stelle, e dodici alberi di pesco che in primavera fiorivano di bianco e rosa, e in estate davano frutti succosi. Gli uccelli si posavano sugli alberi e cantavano così dolcemente che i bambini interrompevano i loro giochi per ascoltarli. "Come siamo felici qui!" gridarono gli uni agli altri.
Un giorno il Gigante tornò. Era stato a visitare suo fratello, l'Orco di Cornovaglia, e si era trattenuto con lui per sette anni. Dopo sette anni aveva detto tutto quanto aveva da dire e si era deciso a ritornare nel suo castello. Quando arrivò, vide i bambini che giocavano nel giardino. "Che cosa state facendo laggiù?" gridò con voce burbera, e i bambini scapparono via. "Il mio giardino è mio!",proclamò il Gigante, "chiunque può capirlo, e non permetterò a nessun altro di giocarci". Così vi costruì un alto muro tutt'intorno, e mise un cartello:
Vietato l'ingresso
i trasgressori saranno perseguiti a termini di Legge
Era veramente egoista quel Gigante. I poveri bambini ora non avevano un posto dove giocare. Provarono a giocare sulla strada, ma la strada era veramente sporca e piena di polvere e sassi acuminati, e a loro non piaceva. Erano soliti gironzolare intorno alle mura invalicabili dopo l'orario di lezione, parlando tra loro dello stupendo giardino all'interno. "Come eravamo felici lì!" si dicevano.
Poi arrivò la Primavera, e in tutto il paese spuntarono deliziosi fiorellini sui quali svolazzavano gli uccellini novelli. Soltanto nel giardino del Gigante Egoista era ancora inverno. Gli uccelli non si preoccupavano di cantare perché non c'erano i bambini, e gli alberi si dimenticarono di fiorire. Un solo bellissimo fiore mise la sua testolina fuori dall'erba, ma quando vide il cartello fu così dispiaciuto per i bambini che si infilò nuovamente nella terra, e ritornò a dormire. I soli contenti furono la Neve e il Gelo. "La Primavera ha dimenticato questo giardino" esclamarono, "cosicché noi potremo viverci tutto l'anno". La Neve coprì l'erba con il suo grande mantello bianco, e il Gelo dipinse d'argento tutti gli alberi. Quindi invitarono il Vento del Nord a stare con loro, ed egli venne. Era avvolto in una pelliccia, e ruggì dal mattino alla sera nel giardino, e abbatté i comignoli. "Questo è un posto piacevolissimo", disse, "dobbiamo invitare la Grandine". E la Grandine arrivò. Ogni giorno per tre ore questa crepitò sul tetto del castello finché non ebbe rotto la maggior parte delle tegole, e allora si mise a correre senza mai fermarsi intorno al giardino, più forte che poteva. Era vestita di grigio, e il suo alito era di ghiaccio. "Non capisco proprio come mai la Primavera tardi così tanto ad arrivare", disse il Gigante Egoista guardando dalla finestra il suo giardino freddo e coperto di neve, "spero che il tempo possa cambiare presto".
Ma la Primavera non arrivò, e nemmeno l'Estate. L'Autunno portò frutti dorati in tutti i giardini ma non in quello del Gigante. "È troppo egoista" disse l'Autunno. Così là era sempre Inverno, e il Vento del Nord, la Grandine, il Gelo, la Neve danzavano qua e là fra gli alberi.
Una mattina il Gigante stava disteso nel suo letto, sveglio, quando sentì una musica dolcissima. Gli sembrò così dolce che pensò dovessero essere i musicanti che passavano. In realtà era soltanto un piccolo fanello che cantava davanti alla finestra, ma era da tanto tempo che non sentiva cantare un uccello nel suo giardino, che quella gli sembrò la musica più soave del mondo. Allora la Grandine smise di ballargli sulla testa, e il Vento del Nord cessò di ruggire, e un delizioso profumo entrò attraverso i battenti aperti. "Credo che sia veramente arrivata la Primavera" disse il Gigante; e saltò giù dal letto per guardar fuori. Che cosa vide? Vide una scena stupenda. Da un piccolo buco nel muro i bambini si erano insinuati nel giardino, e stavano seduti sui rami degli alberi. Su ogni albero che poteva vedere c'era un bambino. E gli alberi erano così felici di avere di nuovo i bambini con loro, che si ricoprirono di germogli, e agitavano delicatamente i rami sulla testa dei bambini. Gli uccelli stavano volando qua e là cinguettando allegramente, e i fiori occhieggiavano tra l'erba verde e ridevano. Era una scena deliziosa: solo in un angolo era ancora inverno. Era l'angolo più lontano del giardino e lì un bambino stava dritto in piedi. Era così piccolo che non riusciva a raggiungere i rami degli alberi, e vi girava tutt'intorno, piangendo amaramente. Il povero albero era ancora coperto di neve e gelo, e il Vento del Nord soffiava e ruggiva tutt'intorno. "Sali, bambino!" disse l'albero, e piegò i rami più che poté; ma il ragazzo era troppo piccolo. E il cuore del Gigante a quella vista si squagliò immediatamente. "Come sono stato egoista!" esclamò. "Ora so perché la Primavera tardava a venire. Metterò quel povero bambino in cima all'albero, e destinerò per sempre il mio giardino ai giochi dei bambini". Era davvero molto dispiaciuto per quello che aveva fatto.
Così scese furtivamente e aprì senza rumore il portone di fronte, uscendo dal giardino. Ma quando i bambini lo videro si spaventarono talmente che scapparono via, e nel giardino ritornò l'Inverno. Soltanto il bambino più piccolo non fuggì perché aveva gli occhi così pieni di lacrime che non poté vedere il Gigante avvicinarsi. E il Gigante gli si avvicinò da dietro, lo prese gentilmente per mano e lo sollevò sull'albero. E l'albero fece immediatamente sbocciare i fiori, e gli uccelli si posarono cantando sui rami, e il bambino tese le braccia e le gettò al collo del Gigante e lo baciò. E gli altri bambini, quando videro il Gigante che non era più cattivo come un tempo, tornarono di corsa e con loro tornò la Primavera. "Bambini, il giardino è vostro ora" disse il Gigante, e prese una grande scure e abbatté il muro. E alle dodici, quando la gente uscì per andare al mercato, trovò il Gigante che giocava con i bambini nel giardino più bello che avessero mai visto. Tutto il giorno giocarono e la sera tornarono dal Gigante a salutarlo. "Ma dov'è il vostro piccolo compagno?" domandò, "il bambino che ho messo sull'albero". Il Gigante lo amava più di tutti gli altri perché era stato lui a baciarlo. "Non lo sappiamo" risposero i bambini, "è andato via". "Dovete dirgli di stare tranquillo e di venire domani" disse il Gigante. Ma i bambini risposero che non sapevano dove abitava, e che non l'avevano mai visto prima di allora; e il Gigante si sentì molto triste.
Tutti i pomeriggi, quando la scuola terminava, i bambini venivano a giocare con il Gigante. Ma il bambino che il Gigante amava non si fece mai più vedere. Il Gigante era gentilissimo con tutti i bambini, eppure quel suo piccolo primo amico gli mancava moltissimo, e chiedeva spesso sue notizie. "Come vorrei vederlo ancora!" era solito ripetere.
Passarono gli anni, e il Gigante divenne molto vecchio e debole. Non poteva più partecipare ai giochi, così, seduto su una grande poltrona, si limitava ad osservarli e ad ammirare il giardino. "Ho tanti fiori bellissimi ma i fiori più belli di tutti sono i bambini" esclamava ogni tanto. Una mattina d'inverno guardò fuori dalla finestra mentre si vestiva. Ora non odiava più l'Inverno, perché sapeva che era semplicemente la Primavera addormentata, e sapeva che i fiori si stavano solo riposando. Improvvisamente si strofinò gli occhi e guardò con meraviglia. Era certamente una visione incredibile. Nell'angolo più nascosto del giardino c'era un albero completamente coperto di fiori bianchi. I suoi rami, dai quali pendevano frutti d'argento, erano interamente d'oro, e sotto c'era il bambino che il Gigante aveva amato. Il Gigante corse al piano inferiore, con il cuore colmo di gioia, e uscì in giardino. Attraversò velocemente il prato e si diresse verso il bambino. Quando arrivò vicino al suo viso, si fece rosso dall'ira, e chiese: "Chi ha osato ferirti?" Sulle palme delle mani del bambino c'erano i segni di due chiodi, e i segni di due chiodi erano anche sui suoi piedini. "Chi ha osato ferirti?" gridò il Gigante, "dimmelo affinché io possa prendere la mia grande spada e ucciderlo". "No!" rispose il bambino, "queste sono le ferite dell'Amore". "Chi sei tu?" domandò il Gigante, mentre uno strano timore lo prendeva, e si inginocchiò davanti al bambinetto. Il bambino sorrise al Gigante e gli disse: "Tu una volta mi hai permesso di giocare nel tuo giardino, oggi verrai con me nel mio giardino, che è il Paradiso". E quando i bambini, quel pomeriggio, vennero a giocare trovarono il Gigante che giaceva morto sotto l'albero, tutto coperto di fiori bianchi.



    giovedì 2 aprile 2015

    domenica 21 dicembre 2014

    Buon Natale e Felice Anno Nuovo con un racconto di Giovanni Guareschi

    Buon Natale e  Felice Anno Nuovo











    Filippo Lippi, La Madonna delle Rocce











    In questa occasione  Vi propongo  la lettura di  un racconto di Giovanni Guareschi, anzi la prima storia, in cui il burbero Guareschi, col suo stile asciutto e inconfondibile, ci offre un esempio di fede autentica anche se apparentemente paradossale. 

    PRIMA STORIA Giovanni Guareschi







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    giovedì 17 aprile 2014

    giovedì 29 dicembre 2011

    TANTI AUGURI ALL' ITALIA (nonostante Monti)

    Dal blog di Marcello Foa

    Chi segue questo blog sa che non ho fiducia in Mario Monti, che reputo troppo sensibile agli interessi dei suoi ex datori di consulenza Goldman Sachs, Moody’s e delle organizzazioni sovranazionali di cui è stato fino a pochi giorni fa membro e dove senz’altro rientrerà una volta terminato il suo mandato (Bilberberg, Trilaterale, Breugel) e troppo poco agli interessi dell’Italia. Di solito in questi giorni ci si scambia gli auguri e li formulo a tutti voi; ma soprattutto all’Italia nella speranza che lo stellone che ha accompagnato questo Paese per lunghi decenni nel Dopoguerra ricompaia sopra il suo Cielo.

    Non posso però negare un certo pessimismo: per rinascere l’Italia dovrebbe essere davvero sovrana ovvero poter disporre di se stessa e dei propri mezzi, mentre oggi non lo è più. E’ un Paese in ostaggio dei mercati finanziari, dell’Unione europea, delle grandi banche “troppo grandi per fallire”, delle élite sovranazionali a cui appartiene Monti e che stanno portando il mondo verso un neofeudalesimo.

    Incrociamo le dita e in alto i calici: un brindisi agli uomini autenticamente liberi, come i blogger che animano “il cuore del mondo”, qualunque sia il loro orientamento politico.

    Marcello Foa

    fonte: http://blog.ilgiornale.it/foa/2011/12/24/tanti-auguri-allitalia-nonostante-monti/
     
     
     
     
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    lunedì 20 dicembre 2010

    Auguri

    Auguri di un sereno Natale ed un
    felice anno nuovo







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