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martedì 7 ottobre 2025

TERAPIE VACCINALI COPERTE DAL SEGRETO MILITARE



Legislatura 18 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07021

Atto n. 4-07021

Pubblicato il 12 maggio 2022, nella seduta n. 432

LANNUTTI , ANGRISANI , GIANNUZZI , CRUCIOLI , LA MURA , GRANATO - Al Ministro della salute. -

 http://www.senato.it/show-doc?tipodoc=Sindisp&leg=18&id=1350000&rif=0  



 si chiede di sapere:


se il Ministro in indirizzo 

 ritenga che sia indegno di un Paese civile far rientrare nel segreto militare i dati sulle reazioni avverse a dei vaccini e se non intenda abrogare quel segreto;



Atto n. 4-07021

Pubblicato il 12 maggio 2022, nella seduta n. 432

LANNUTTI , ANGRISANI , GIANNUZZI , CRUCIOLI , LA MURA , GRANATO - Al Ministro della salute. -

Premesso che a quanto risulta agli interroganti:

la determina con la quale AIFA (Agenzia italiana del farmaco) ha stabilito l'autorizzazione ai vaccini contro il SARS-Cov-2 era condizionata alla presentazione da parte delle case farmaceutiche del PSUR, il rapporto periodico di aggiornamento sulla sicurezza;

il 29 novembre 2021 i legali di due associazioni ("Istanza diritti umani" e "Diritti umani e salute") ha fatto richiesta di accesso agli atti per ottenere le relazioni sulla sicurezza dei vaccini Pfizer-Biontech, Moderna, Astrazeneca e Johnson&Johnson;

AIFA avrebbe risposto che i rapporti sulla sicurezza dei vaccini hanno natura riservata, sono di proprietà delle case farmaceutiche e l'Agenzia del farmaco non possiede la documentazione richiesta;

considerato che quando le due associazioni si sono rivolte a EMA (Agenzia europea del farmaco), questa ha risposto che i report non possono essere divulgati per non pregiudicare il processo decisionale sull'autorizzazione incondizionata, perché rientrano nel regolamento dell'ordine pubblico e in quello del segreto militare, perché l'interesse di non incidere sulla decisione finale (che riguarda l'autorizzazione) prevale sull'interesse pubblico;

considerato, inoltre, che alle richieste (del 14 marzo e del 14 aprile) da parte delle due associazioni ad AIFA circa la pubblicazione degli studi scientifici, di cui l'agenzia aveva parlato pubblicamente durante la presentazione del rapporto annuale sulla sicurezza dei vaccini, l'Agenzia del farmaco ha risposto di non ravvisare un interesse diretto e concreto da parte delle due associazioni che possa giustificare la divulgazione di atti scientifici;

considerato, infine, che:

secondo i dati dell'agenzia britannica "Airfinity", pubblicati dal "Financial Times", le citate case farmaceutiche somministrano in tutto il mondo la metà delle dosi che venivano somministrate a fine 2021. Le vendite globali, stime alla mano, non dovrebbero raggiungere quest'anno quota sei miliardi di dosi, una cifra molto al di sotto di quei nove miliardi inizialmente previsti dalle aziende farmaceutiche. Un problema non da poco per i colossi di "Big Pharma", che infatti continuano a lanciare disperati appelli invocando quarte dosi e promettendo a breve nuovi vaccini, più efficaci;

con un consumo sempre inferiore, il rischio è che i vaccini finiscano per scadere. Un problema al quale Pfizer, per esempio, ha cercato di porre riparo chiedendo e ottenendo all'ente regolatorio della Svizzera l'estensione della scadenza a dodici mesi. In caso contrario, quattrocentomila fiale sarebbero finite nella spazzatura;

a settembre scorso, anche l'Italia aveva stabilito una proroga simile, allungando la validità da marzo a giugno 2022,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza delle vicende in questione;

se non ritenga che gli studi scientifici non siano, per loro natura, pubblici;

se non ritenga che sia indegno di un Paese civile far rientrare nel segreto militare i dati sulle reazioni avverse a dei vaccini e se non intenda abrogare quel segreto;

se non ritenga che, data l'obbligatorietà dei vaccini per alcune categorie sociali, sia come minimo dovuto a quelle persone la conoscenza completa di cosa gli si sta iniettando nel loro corpo;

se ritenga che la scadenza di un vaccino possa dipendere dalla necessità di smaltirne gli stock e non dalla loro effettiva durata di efficacia;

se ritenga che i vaccini debbano essere somministrati anche se potenzialmente inefficaci o addirittura dannosi perché scaduti.


http://www.senato.it/show-doc?tipodoc=Sindisp&leg=18&id=1350000&rif=0 





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martedì 17 settembre 2024

COMBINAZIONI. Morbo di Parkinson venti anni dopo il vaccino anti-vaiolo

 


































2017  Verona - Malattia di Parkinson 200 anni dopo certezze e nuove scoperte

Seminari e Convegni

 

Era il 1817 quando un medico inglese pubblicava un saggio su specifici casi di paralisi definita “agitante”. Il dottore in questione era James Parkinson e da allora il suo nome è legato a una patologia neurodegenerativa che, oggi, colpisce oltre 4 milioni di persone in tutto il mondo.


In occasione del bicentenario della scoperta della malattia, il palazzo della Gran Guardia ospiterà, dal 17 al 19 maggio 2017, oltre 700 esperti neurologi, tra cui alcuni stranieri, che si sono dati appuntamento per il terzo congresso dell’Accademia Italiana per lo studio della malattia di Parkinson e dei Disordini del Movimento (Accademia LIimpe-Dismov).

  

1796   Nel 1796-1797 Jenner iniziava i suoi esperimenti vaccinali. Infatti il  vaccino antivaiolo, il primo vaccino sicuro ed efficace [sic] mai sviluppato, è stato introdotto da Edward Jenner nel 1796.

In seguito al grande successo avuto dal vaccino da lui scoperto, la vita di Jenner cambiò radicalmente. Il suo soggiorno a Londra iniziato il 31 gennaio del 1800 fu un susseguirsi di inviti e omaggi da parte delle più illustri personalità tanto che e lo stesso re Giorgio III volle incontrarlo.


1817  James Parkinson (Londra11 aprile 1755 – Londra21 dicembre 1824), appena venti anni dopo,   pubblicò un lavoro su uno studio a lungo termine di sei casi di quella che lui descrisse come "paralisi agitante". Questi soggetti soffrivano di una malattia caratterizzata da tremore, rigidità e acinesia. Quaranta anni dopo, Charcot, nel suo trattato Leçons sur les maladies du système nervoux, descrisse di nuovo questa condizione clinica, chiamandola "malattia di Parkinson".

 

VENT'ANNI DOPO

Tu, chiamale, se vuoi, combinazioni: in seguito al grande successo avuto dal vaccino anti-vaiolo,  Parkinson scopre, circa venti anni dopo,  una malattia che prende il suo nome. Per duemila e più anni questo morbo era stato sconosciuto a tutti i medici precedenti e dell’antichità, anche ai più illustri e sagaci, veri geni, (Ippocrate, Galeno, Apollonio, Avicenna, Celso, Paracelo,   etc.)   e viene scoperto da un medico di campagna inglese, che  operava a pochi chilometri da Jenner. 



Tu, chiamale, se proprio  vuoi, combinazioni.



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domenica 15 settembre 2024

Linee guida aggiornate per i richiami COVID-19

 

Updated Guidance for COVID-19 Boosters for the Fall and Winter 2024–2025 Season

Linee guida aggiornate per i richiami COVID-19 per la stagione autunno e inverno 2024-2025












Requiem per un “vaccino”

La più alta autorità sanitaria dello Stato della Florida ora SCONSIGLIA i prodotti biogenetici presunti anti-covid in quanto non ci sono prove della loro efficacia mentre ci sono prove che sono molto dannosi.

 https://www.floridahealth.gov/newsroom/2024/09/20210912-UpdatedGuidanceCOVID-19.html

Qualcuno dirà che si sapeva, infatti io e altri scienziati lo avevamo già detto. Il fatto è che nessuno nelle alte stanze del potere, nell’accademia e tra i pennivendoli qui in Italia ci aveva ascoltato. Ora vedremo se questa presa di posizione ufficiale del chirurgo generale della Florida, che sancisce il fallimento di questi lucrosi prodotti che erano stati annunciati come l’unica salvezza (fino a ostracizzare le cure e medici onesti e competenti come De Donno), smuoverà qualcosa.

 https://t.me/PaoloBellavite

 

Linee guida aggiornate per i richiami COVID-19 per la stagione autunno e inverno 2024-2025

12 settembre 2024

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Linee guida aggiornate per i richiami COVID-19 per la stagione autunno e inverno 2024-2025

Tallahassee, Florida – Il Dipartimento della Salute della Florida (Dipartimento) ricorda agli operatori sanitari l'importanza di rimanere aggiornati con la letteratura attuale relativa ai vaccini e ai richiami COVID-19 e l'importanza di fornire ai pazienti il consenso informato. 

Il 22 agosto 2024, la Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti ha approvato e autorizzato le versioni aggiornate dei vaccini a mRNA di Pfizer-BioNtech e Moderna. La FDA ha approvato il vaccino per le persone di età pari o superiore a 12 anni e ha fornito l'autorizzazione all'uso di emergenza per i bambini di età compresa tra 6 mesi e 11 anni. L'obiettivo dichiarato di questi richiami è la variante Omicron che non sta causando un numero significativo di infezioni

L'approvazione del richiamo più recente è stata concessa in assenza di dati di studi clinici specifici per il richiamo condotti sull'uomo. Inoltre, questo richiamo non protegge dal ceppo attualmente dominante, che rappresenta circa il 37% delle infezioni negli Stati Uniti. Al momento ci sono dati limitati per capire se questi richiami offrano una protezione sostanziale contro il virus e le successive varianti circolanti. Sebbene gli studi clinici randomizzati siano normalmente utilizzati per approvare le terapie, il governo federale non ha richiesto ai produttori di vaccini COVID-19 di dimostrare che i loro richiami prevengono i ricoveri o la morte per malattia COVID-19. 

Inoltre, il governo federale non è riuscito a fornire dati sufficienti a sostegno della sicurezza e dell'efficacia dei richiami COVID-19, né a riconoscere i problemi di sicurezza precedentemente dimostrati associati ai vaccini e ai richiami COVID-19, tra cui: 

·         circolazione prolungata di mRNA e proteina spike in alcuni destinatari del vaccino,  

·         aumento del rischio di infezioni del tratto respiratorio inferiore e  

·         aumento del rischio di malattie autoimmuni dopo la vaccinazione. 

Gli operatori sanitari sono incoraggiati a condividere le informazioni contenute in questa guida nelle discussioni con i pazienti in merito ai vaccini e ai richiami mRNA COVID-19. 

Sulla base dell'alto tasso di immunità globale e dei dati attualmente disponibili, il Surgeon General dello Stato sconsiglia l'uso di vaccini mRNA COVID-19. Qualsiasi fornitore preoccupato per i rischi per la salute associati al COVID-19 per i pazienti di età superiore ai 65 anni o con condizioni di salute di base dovrebbe dare priorità all'accesso dei pazienti ai vaccini e ai trattamenti COVID-19 non a mRNA. 

Problemi di sicurezza ed efficacia

Gli operatori sanitari e i pazienti devono essere consapevoli delle principali preoccupazioni in merito alla sicurezza e all'efficacia del vaccino mRNA COVID-19: 

·         I vaccini mRNA COVID-19 presentano un rischio di miocardite subclinica e clinica e altre condizioni cardiovascolari tra individui altrimenti sani. 

·         Il vaccino mRNA COVID-19 può essere associato a un aumento del rischio di sindrome da tachicardia posturale ortostatica (POTS). 

·         Il vaccino mRNA COVID-19 può essere associato a un aumento del rischio di malattie autoimmuni, tra cui il lupus eritematoso sistemico (LES), l'artrite reumatoide e la psoriasi. 

·         Durante la pandemia, gli studi in tutte le regioni geografiche hanno rilevato che i vaccini mRNA COVID-19 sono associati a un'efficacia negativa dopo quattro-sei mesi. Con il diminuire dell'efficacia, gli studi hanno dimostrato che gli individui vaccinati con COVID-19 hanno sviluppato un aumento del rischio di infezione.  

·         Livelli elevati di mRNA e proteina spike del vaccino mRNA COVID-19 persistono in alcuni individui per un periodo indefinito, il che può comportare rischi per la salute

·         La potenziale integrazione del DNA dei vaccini mRNA contro la COVID-19 comporta un rischio unico ed elevato per la salute umana e per l'integrità del genoma umano, compreso il rischio che il DNA integrato negli spermatozoi o nei gameti degli ovuli possa essere trasmesso alla progenie dei destinatari del vaccino mRNA contro la COVID-19. 

·         Non vi è alcun rischio di potenziali effetti avversi con ogni dose aggiuntiva del vaccino mRNA COVID-19; Attualmente, le persone possono aver ricevuto da cinque a sette dosi (e il conteggio) di questo vaccino in un periodo di 3 anni. 

Migliorare le abitudini e la salute generale aiuta a gestire e ridurre il rischio di malattie cardiache, diabete di tipo 2 e obesità, fattori di rischio per malattie gravi da COVID-19.  

Il Surgeon General dello Stato e il Dipartimento continuano a incoraggiare i floridiani a dare priorità alla loro salute generale: 

·         Rimanere fisicamente attivi, 

·         Ridurre al minimo gli alimenti trasformati, 

·         Dare priorità alle verdure e ai grassi sani, e 

·         Trascorrere del tempo all'aria aperta per sostenere i livelli di vitamina D necessari. 


Il 13 settembre 2023, il chirurgo generale dello Stato, il dottor Joseph A. Ladapo, ha fornito una guida contro i richiami COVID-19 per le persone di età inferiore ai 65 anni e più giovani. Oltre alle preoccupazioni di cui sopra, i fornitori e i pazienti devono essere consapevoli dei problemi di sicurezza ed efficacia delineati nella precedente guida al richiamo del Surgeon General dello Stato pubblicata nel settembre 2023.

 





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sabato 26 marzo 2022

ITALIA - MACEDONIA DEL NORD ovvero VACCINATI - NON VACCINATI

 

Fantozzi - Partita di calcio tra Scapoli

e Ammogliati

 






















FANTOZZI 2:  partita di calcio tra VACCINATI e NON VACCINATI




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mercoledì 23 marzo 2022

Mascherine sono nocive alla salute? Studio medico

 Mascherine e pericoli nell'uso quotidiano.


Is a Mask That Covers the Mouth and Nose Free from Undesirable Side Effects in Everyday Use and Free of Potential Hazards?

Kai Kisielinski, Paul Giboni, Andreas Prescher, Bernd Klosterhalfen, David Graessel, Stefan Funken, Oliver Kempski e Oliver Hirsch

scaricato da www.medicusante.com Versione traduzione italiana 03/2022

Int. J. Environ. Res. Public Health 2021,18 (8), 4344; https://doi.org/10.3390/ijerph18084344

Tradotto dal testo in lingua tedesca da Marcello Micheli

Una maschera copri bocca-naso è priva di effetti collaterali indesiderati e di possibili pericoli nell'uso quotidiano?

Sommario. Gli obblighi introdotti in molti Paesi di indossare una protezione bocca-naso nei luoghi pubblici al fine del contenimento della SARS-CoV-2 sono diventati quotidianità nel 2020. Finora non è stato ampiamente studiato fino a che punto le maschere possono avere individuali effetti nocivi per salute. Lo scopo del nostro lavoro è stato quello di trovare, testare, valutare e compilare gli effetti collaterali avversi scientificamente provati dell'uso delle maschere copri bocca-naso. Per una valutazione quantitativa sono stati trovati 44 studi, per lo più sperimentali; per una valutazione di contenuto 65 pubblicazioni. La letteratura ha evidenziato rilevanti effetti avversi delle maschere in numerosi rami di competenza. Abbiamo denominato le menomazioni psicologiche e fisiche, e i sintomi descritti in abbinamento, stante la loro concordante e ricorrente descrizione in studi dei diversi rami, come Sindrome da Esaurimento Indotto da Maschera (MIES).  Abbiamo obiettivato nella valutazione dello studio i cambiamenti evidenziati nella fisiologia respiratoria nei portatori di maschere con una correlazione significativa del calo di O2 & esaurimento  <0. 05), così come una infittita, congiunta comparsa di compromissione respiratoria & calo di O2  (67%), maschera N95 & aumento di CO2 (82%), maschera N95 & calo di O2 (72%), maschera N95 & mal di testa (60%), compromissione respiratoria & aumento di temperatura (88%), ma anche aumento di temperatura & umidità (100%) sotto le maschere. L'uso prolungato della maschera da parte della popolazione in generale potrebbe portare a effetti e conseguenze rilevanti in molti campi medici.

























Cliccare sull'immagine per ingrandire.




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martedì 17 marzo 2020

Vincere e vinceremo il coronavirus



Spezzeremo le reni al coronavirus!



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domenica 15 marzo 2020

Coronavirus Covid-19: quanti morti in Italia in assenza di altre patologie?



Coronavirus: l’Istituto superiore di sanità afferma che i morti accertati - in assenza di altre patologie -  per Covid-19 sarebbero solo 2

https://archive.vn/L1rDN#selection-333.0-337.10

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-coronavirus_listituto_superiore_di_sanit_afferma_che_i_morti_accertati_per_covid19_sarebbero_solo_2/82_33596/?fbclid=IwAR1quoPzV48dzMNQM8vIW_DcfV8JjyuRXqcbYkhEs-ut0dcg2FEFWf3mruI

 

Nel pieno della psicosi da coronavirus con un’Italia bloccata tranne nel caso degli operai costretti a recarsi nelle fabbriche, arriva un importante chiarimento da parte dell’Istituto Superiore di Sanità dove viene evidenziato che le persone morte a causa del nuovo coronavirus, in assenza di altre patologie, sarebbero solo 2 dei 1266 comunicati in quello che è diventato un vero e proprio bollettino di guerra giornaliero. 

 


Questo è quanto riferito dal presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, in occasione di una conferenza stampa tenuta presso la Protezione Civile in quel di Roma - come riferisce l’agenzia Nova - dove ha illustrato i risultati dell’indagine compiuta dall’istituto sulle cartelle cliniche dei pazienti deceduti.

«I pazienti deceduti positivi hanno una media di oltre 80 anni - 80,3 per l'esattezza - e sostanzialmente sono prevalentemente maschi. Le donne sono il 25,8 per cento. L'età media dei deceduti è significativamente più alta rispetto agli altri positivi. Le fasce d'età superiori ai 70 anni, con un picco tra gli 80 e gli 89 anni. La maggioranza di queste persone è portatrice di patologie croniche. Soltanto due persone non sono risultate al momento portatrici di patologie». 



Tuttavia, il presidente Brusaferro ha indicato che anche per quanto riguarda questi due casi l’esame delle cartelle cliniche non è ancora concluso e quindi potrebbe essere scoperto che la causa della morte non è il nuovo coronavirus Covid-19. 



Interrogato dall’agenzia Nova sul numero esatto dei morti per covid-19 il dottor Brusaferro non ha saputo indicare un numero preciso. Chiarendo però che in base ai dati in possesso all’istituto la maggioranza delle vittime «avevano serie patologie e in alcuni casi l'insorgenza di un'infezione delle vie respiratorie può portare più facilmente a un decesso». 



Il presidente dell'Iss ha precisato che finora dagli ospedali di tutta Italia sono pervenute «poco più di cento cartelle cliniche

Notizia del: 

 

Le vittime di Coronavirus, in Italia

L’Istituto superiore di Sanità ha aggiornato i dati - età media, patologie pregresse, sesso, fasce più colpite - su chi ha perso la vita in Italia, fino al 12 marzo, ed è risultato positivo al Sars-cov-2


I dati relativi all’emergenza-Coronavirus, in Italia, continuano a crescere. E a mutare. Venerdì 13 marzo il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro,ha fornito un importante aggiornamento sulle caratteristiche dei pazienti deceduti e positivi al Sars-cov-2 (il virus che causa la Covid-19, la «malattia da coronavirus»: è sempre bene ricordare che il virus, di per sé, non è una malattia, e che lo si può avere in corpo senza ammalarsi, ma rimanendo a lungo contagiosi per gli altri).

Rispetto al 5 marzo scorso, quando Brusaferro aveva fornito lo stesso quadro, la situazione in Italia si è fatta estremamente più critica. Allora, i casi erano 4.636, i guariti 414, le morti legate al Coronavirus 148. Venerdì 13 marzo, i casi totali avevano raggiunto quota 17.660, i morti 250, i guariti 1439 (anche se bisogna capirsi, quando si parla di «guariti»: ed è bene leggere questo pezzoqui la mappa).

«I dati sulla mortalità si vanno approfondendo con le cartelle cliniche dei deceduti», ha detto Brusaferro. Eccoli. (Qui, invece, il dettagliatissimo report dell’Iss con l’identikit dei pazienti positivi al virus)


L’età
«I pazienti morti con il coronavirus hanno una media di oltre 80 anni, 80,3, il picco di mortalità c’è nella fascia tra gli 80 e gli 89 anni. La letalità, ossia il numero di morti tra gli ammalati, è più elevata tra gli over 80. L’età media dei deceduti è molto più alta degli altri positivi». Questo dato è in linea con quello di una decina di giorni fa: il 5 marzo, l’età media dei deceduti era di 81 anni (leggermente più alta) e la maggior parte dei decessi — 42.2% — era stata registrata nella fascia di età tra 80 e 89 anni (il 32.4% dei decessi erano tra 70 e 79; l’8.4% erano tra 60 e 69; il 2.8% tra 50 e 59 e il 14.1% sopra i 90 anni).

Attenzione: questi dati sono molto diversi da quelli sui malati. Lì l’età media è molto, molto più bassa. I dati pubblicati l’11 marzo, relativi a 8342 casi, rivelavano che 424 casi, pari al 5% dei malati, avevano meno di 30 anni. Che il coronavirus colpisce anche i bambini: 43 sotto i 9 anni, e 85 sotto i 19 anni. E che, come segnalava l’epidemiologo Lopalco qui, tra i ricoverati in terapia intensiva quasi il 12% ha meno di 50 anni. Insomma: anche se il tasso di letalità cresce di pari passo con l’età (0,1% tra i 40 e i 49 anni; 0,2% tra i 50 e i 59; 2,5% tra i 60 e i 69 anni; 6,4% tra i 70 e i 79 anni, 13,2% per gli over 80) il virus sta colpendo in modo serio anche i più giovani.
Il sesso
Le donne, ha detto Brusaferro, sono solo il 25,8% dei deceduti. Se si allarga lo sguardo ai pazienti malati (non solo ai morti), le donne sono il 38%: in linea con le statistiche mondiali. Una delle interpretazioni date è che gli uomini fumano di più.
Le patologie pregresse
La maggioranza delle vittime, ha specificato Brusaferro, aveva «più patologie croniche». Due vittime non erano portatrici di patologie. «Le categorie più frequenti hanno 2-3 o più patologie, circa il 46-47% del totale dei morti». Il 5 marzo, l’Iss aveva precisato che la patologia pregressa più frequente era l’ipertensione, seguita dalla cardiopatia ischemica e dal diabete mellito.

Due morti under 40
Brusaferro ha parlato poi di due pazienti morti sotto i 40 anni. «Uno di loro aveva 39 anni e una condizione di patologia neoplastica» - un tumore, cioè - «ed è deceduto in ospedale, l’altro sempre di 39 anni è morto in casa e aveva alcuni fattori di comorbosità fra cui diabete, obesità e altre tipologie di disturbi che caratterizzavano la sua vita prima di infettarsi».
E quindi?
In molti casi — come spiegava Cristina Marrone qui — il virus è intervenuto in organismi non abbastanza forti per reagire adeguatamente ed è stato molto probabilmente una concausa del decesso.Gli studi epidemiologici condotti finora spiegavano che il rischio di morte aumenta con l’età (per gli over 80 arriva al 14,8%) e a causa di condizioni mediche preesistenti, secondo percentuali di rischio variabili (+10,5% per i cardiopatici; + 7,3% per i diabetici; +6,3% per chi soffre di malattie respiratorie croniche; + 6% per chi è iperteso; fino a un +5,5% per chi ha un tumore). Il presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, spiegava giorni fa che questi dati «confermano le osservazioni fatte fino a questo momento nel resto del mondo, in particolare sul fatto che gli anziani e le persone con patologie preesistenti sono più a rischio. Persone molto fragili, che spesso vivono a stretto contatto e che dobbiamo proteggere il più possibile».
Come proteggersi?
Per proteggersi, è bene ricordare alcune cose fondamentali:

Bisogna rimanere in casacome indicato dal governo;

Per difendersi dal contagio: non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani sporche; allontanarsi da chi starnutisce o tossisce; starnutire o tossire in un fazzoletto usa e getta e gettare subito il fazzoletto; mantenere una buona igiene delle superfici. La raccomandazione sulla quale insistono tutte le agenzie sanitarie del mondo è un gesto semplice, a costo quasi zero, ma molto efficace, che limita in misura significativa il passaggio dell’infezione: lavarsi spesso (e bene) le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi, intrecciando le dita e frizionando palmo contro palmo. In mancanza di acqua e sapone possono essere utilizzate soluzioni alcoliche che sono altrettanto efficaci. Le mascherine servono solo agli operatori sanitari che sono a stretto contatto con i pazienti malati e alle persone contagiate per proteggere quelle sane.





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