La Glass-Steagall al Senato italiano
Il disegno di legge n. 3112 del Sen. Oskar Peterlini chiede la separazione delle banche ordinarie da quelle speculative in Italia, per aiutare subito l'economia e come esempio per il resto del mondo.
11 febbraio 2012 (MoviSol) - Il Sen. Oskar Peterlini (Svp) ha presentato un disegno di legge a favore di una netta separazione tra le banche commerciali e le banche d'affari in Italia, come primo passo fondamentale verso il superamento della crisi economica e finanziaria globale che continua a colpire pesantemente la vita della gente e l'economia reale nel nostro paese e altrove.
Sono ormai anni che le istituzioni internazionali non solo si rifiutano di attuare le riforme necessarie per fermare la corsa verso il baratro, come fece il grande presidente americano Franklin Delano Roosevelt nel 1933, ma anzi raddoppiano con le stesse politiche che hanno causato la crisi: deregolamento, privatizzazione, speculazione senza freni. Ora con l'acuirsi della crisi chiedono addirittura più sacrifici alla gente, per tentare di salvare la bolla sui mercati.
Il Ddl n. 3112 di Peterlini è stato preparato con la collaborazione del Segretario di Movisol Andrew Spannaus, e finora conta 11 co-firmatari (si veda sotto). La proposta mira a vietare i salvataggi bancari futuri di chi gioca nella bisca mondiale, e garantire i flussi di credito per le imprese e per le famiglie.
Mentre cresce nella popolazione la domanda di misure che rilancino l’economia reale, gran parte della classe politica italiana ha paura e appoggia le misure depressive del governo tecnico guidato da Mario Monti; e fioccano già le scuse: non possiamo tornare indietro di 20 anni, non può farlo solo l'Italia, i mercati non ce lo permetteranno.
In realtà non solo l'Italia può fare un passo di questa portata, ma lo deve fare. Altrimenti a furia di tagliare il bilancio e di inginocchiarsi di fronte ai liberisti finirà peggio della Grecia. E' ora di guidare gli eventi invece di subirli, a cominciare da una vera riforma del sistema finanziario nazionale e internazionale.
Senato della Repubblica
XVI LEGISLATURA
N. 3112
DISEGNO DI LEGGE
d’iniziativa del senatore PETERLINI
COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 25 GENNAIO 2012
Delega al Governo per la separazione delle attivitàbancarie ordinarie da quelle speculative
Onorevoli Senatori. – La crisi economica globale scoppiata nel 2007-2008 continua a mietere vittime. Proprio in questi mesi l’Italia e l’Europa intera stanno vivendo una nuova fase del dissesto del sistema finanziario mondiale, originata da molti anni di politiche che hanno penalizzato le attivitàproduttive a favore invece di un’espansione senza precedenti della bisca sui mercati finanziari internazionali. Ora sono le famiglie e le imprese a pagare per le scelte sbagliate a livello macroeconomico, che rischiano di minare il tessuto stesso della nostra societa`.
E ` doveroso constatare, purtroppo, che giàdai primi mesi piu` drammatici della crisi, nei numerosi vertici internazionali a partire dal 2009 si e` persa l’occasione per adottare misure forti che avrebbero potuto rappresentare una rottura netta ed efficace con le politiche passate: tra queste certamente vi e` il ritorno alla separazione delle attivitàbancarie, tipificata dalla famosa Glass-Steagall Act varata sotto la presidenza Usa di Franklin Delano Roosevelt nel 1933 che pose fine agli eccessi finanziari all’origine della Grande depressione. Il principio della Glass-Steagall rimase in vigore nei Paesi occidentali, ed anche nel nostro Paese, fino agli anni Novanta.
Si tratta della netta separazione delle banche commerciali, che raccolgono i depositi dei cittadini ed erogano il credito agli individui e alle imprese, dalle banche d’affari, gli istituti che operano nei mercati finanziari, attraverso l’emissione e la compravendita di titoli azionari, obbligazionari e di strumenti speculativi in genere. A partire dagli anni Novanta tutte queste funzioni bancarie sono state riunite sotto lo stesso tetto: esistono dei colossi che di fatto finiscono per rendere anche l’economia locale dipendente dai circuiti mondiali altamente speculativi e rischiosi. La conseguenza dell’abrogazione del principio di Glass-Steagall e` che si e` segnata la strada che porta dritti alla catastrofe e se non si interviene con decisione il rischio di aggravare la situazione economico-sociale e` molto alto.
Da quando e` esplosa la bolla dei derivati – gli strumenti iper-speculativi che ormai sono completamente slegati dagli investimenti produttivi, dirottando risorse dall’economia reale ad un vero proprio casino` mondiale – il rischio del fallimento delle grandi banche ha portato i governi e le banche centrali ad una serie di salvataggi emergenziali.
Ci ripetono continuamente che gli interventi sono necessari per evitare un crac totale, ma la situazione non fa che peggiorare, poiche´ mentre vengono immesse cifre stratosferiche per la finanza (che si contano nelle migliaia di miliardi di dollari e di euro) le risorse non arrivano alla gente, alle famiglie, alle piccole e medie imprese.
Tutto cio` accade perche´ i salvataggi sono stati concessi senza condizioni, non si e` chiesto un cambiamento del comportamento delle grandi banche, non si sono adottate riforme incisive del sistema finanziario.
Fino a pochi mesi fa l’Italia poteva pensare di evitare di subire gli effetti della crisi internazionale, o per lo meno di esserne toccata solo di striscio, per via di un sistema meno finanziarizzato (nei fatti e anche in termini giuridici), ma oggi non si puo` piu` aspettare: il sistema va cambiato appena possibile.
L’Italia puo` fare da apripista per gli altri Paesi: torniamo ad una divisione delle banche per garantire che la gente comune non debba piu` pagare per le bolle speculative mondiali. Stabiliamo delle regole chiare di separazione tra le banche ordinarie (commerciali) da quelle che operano nei mercati speculativi (banche d’affari), cosi` da farne un modello a livello internazionale. Se ne discute giàin Germania, in Francia, in Svizzera, nel Regno Unito e anche negli Stati Uniti. L’Italia ha la duplice opportunitàdi aiutare i propri cittadini nell’immediato e di contribuire al progresso delle altre nazioni, con l’affermazione di un principio di grande importanza nel contesto internazionale. Occorre salvare l’economia reale dalla finanza speculativa con la separazione delle banche commerciali e le banche d’affari. Saràun primo passo essenziale per riprendere il controllo dell’economia e costruire le basi per un futuro di stabilitàe di progresso.
DISEGNO DI LEGGE
Art. 1. (Delega al Governo)
1. La presente legge e` finalizzata a stabilire la separazione tra le banche commerciali e le banche d’affari, proteggendo le attività finanziarie di deposito e di credito inerenti l’economia reale, da quelle legate all’investimento e alla speculazione sui mercati finanziari nazionali e internazionali.
2. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge e secondo i principi e i criteri direttivi di cui all’articolo 2, uno o piuù decreti legislativi recanti norme per la separazione tra le banche commerciali e le banche d’affari, prevedendo il divieto per le banche che effettuano la raccolta di depositi o di altri fondi con obbligo di restituzione di svolgere qualsivoglia attività legata alla negoziazione di valori mobiliari in genere.
Art. 2. (Principi e criteri direttivi)
1. I decreti legislativi di cui all’articolo 1 si informano ai seguenti princi`pi e criteri direttivi:
a) prevedere il divieto per le banche commerciali, ovvero le banche che effettuano la raccolta di depositi tra il pubblico, di effettuare qualsiasi attività legata alla negoziazione e all’intermediazione dei valori mobiliari, sancendo così la separazione tra le funzioni delle banche commerciali da quelle delle banche d’affari;
b) prevedere il divieto per le banche commerciali di detenere partecipazioni o di stabilire accordi di collaborazione commerciale di qualsiasi natura con i seguenti soggetti: le banche d’affari, le banche d’investimento, le società di intermediazione mobiliare e in generale tutte le societàfinanziarie che non effettuano la raccolta di depositi tra il pubblico;
c) prevedere il divieto per i rappresentanti, i direttori, i soci di riferimento e gli impiegati delle banche d’affari, le banche d’investimento, le società di intermediazione mobiliare e in generale tutte le società finanziarie che non effettuano la raccolta di depositi tra il pubblico di ricoprire cariche direttive e detenere posizioni di controllo nelle banche commerciali.
Art. 3. (Pareri delle Commissioni parlamentari)
1. Gli schemi dei decreti legislativi di cui all’articolo 1, comma 2, sono trasmessi alle Camere entro il sessantesimo giorno antecedente la scadenza del termine previsto per l’esercizio della delega di cui al medesimo articolo 1, comma 2, per il parere delle Commissioni parlamentari competenti, da esprimere entro quaranta giorni dalla data dell’assegnazione.
Art. 4. (Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Co-firmatari
Sen. Lannutti
Sen. Rizzi
Sen. Di Giovan Paolo
Sen. Sbarbati
Sen. Pinzger
Sen. Fosson
Sen. Giai
Sen. Serra
Sen. Randazzo
Sen. Gustavino
Sen. Oliva
sabato 11 febbraio 2012
giovedì 9 febbraio 2012
Pio XII eroe durante l’Olocausto: la Chiesa salvò migliaia di ebrei e perseguitati.
Pio XII eroe durante l’Olocausto, lo dimostrano storici ed ebrei
http://www.uccronline.it/2012/02/08/pio-xii-eroe-durante-lolocausto-lo-dimostrano-storici-ed-ebrei/
Capita spesso di sentire detrattori e “intellettuali” giustificare l’ormai palese merito della Chiesa e delle sue istituzioni religiose nel salvare dall’Olocausto migliaia di ebrei, parlando di sole iniziative personali dei religiosi che sarebbero stati addirittura abbandonati a loro stessi dalle alte gerarchie ecclesiastiche. Studi recenti provano invece il contrario: uno sforzo coordinato e segreto ad ogni livello gerarchico, come sostengono i numerosi esperti in occasione delle attribuzioni del titolo di Giusto Fra le Nazioni da parte proprio degli ebrei salvati o dei loro discendenti. Da questi documenti emerge innanzitutto la struttura gestita capillarmente dell’opera di salvataggio, non ottenibile senza un riferimento “in alto”. A sostegno di questa tesi si riportano i seguenti dati:
L’Associazione Culturale Coordinamento Storici Religiosi (www.storicireligiosi.it) dal 2002 ha appurato che più di 220 case religiose sulle 750 totali presenti nella sola capitale italiana avrebbero ospitato e custodito buona parte dei 10.000-12.000 ebrei in cerca di rifugio e sicurezza. Dalla ricerca sono state inoltre escluse per scelta metodologica le parrocchie, le famiglie private e gli arcivescovadi. La Congregazione di Don Orione, a cui è andato il titolo di Giusto fra le Nazioni attribuito a Don Gaetano Piccinini il 23 Giugno 2011 a Roma, avrebbe agito nascondendo personalità ebraiche note e ricercate dal regime tramite l’accompagnamento sui mezzi pubblici, la disponibilità di nascondigli e rifugi e ogni genere di assistenza durante il trasferimento segreto. Il Corriere della Sera nella sua edizione del 26 Gennaio 2012 pubblica inoltre un articolo su Padre Giovanni da San Giovanni in Persiceto, il quale avrebbe compilato un accurato rapporto per i suoi superiori dove tratterebbe di 201 persone nascoste nei conventi femminili di Roma, variamente distribuite e classificate con precisione se militari dissidenti, civili o ebrei. Questo documento è tracciabile in ogni passo del suo viaggio attraverso l’ambasciata italiana presso la Santa Sede (di cui Padre Giovanni era Cappellano e Consigliere Ecclesiastico Onorario) fino al Ministero degli Esteri. In esso si possono trovare numerose ammissioni e prove della collaborazione delle alte sfere ecclesiastiche nell’opera di salvataggio.
Grazia Loparco, giornalista dell’Osservatore Romano nel suo articolo del 25 Gennaio 2012, ha spiegato che fuori Roma, specie per i monasteri, occorse almeno la conferma esplicita dei vescovi, muniti di speciali facoltà, a quanto stava avvenendo. I processi decisionali dei religiosi, a volte il loro cambiamento in seguito a direttive che apparivano chiare, possono illustrare meglio la relazione tra congregazioni, Chiesa locale e Santa Sede. L’arrivo, la permanenza, le strategie di occultamento degli ebrei, le relazioni interpersonali e religiose sono abbastanza note, tuttavia dietro ogni nome c’è una storia, personale e familiare. Gli elenchi di singoli o di nuclei familiari, uniti o separati per sesso ed età e parentela, sono ben più che una catena di nomi. Più di 300 sono identificati fuori Roma e più di 600 nella capitale, alcuni solo per cognome per indicare l’intera famiglia, e dunque con un numero impreciso, ma sicuramente più elevato. Certamente si tratta di una percentuale, rispetto agli almeno 4.500 ebrei di cui resta memoria spesso non identificata, che furono nascosti in vario modo nelle comunità religiose di Roma. Uno di questi è il frate di cui parla il quotidiano “La Stampa” del 27 gennaio 2012, che salvò gli ebrei con le foto degli ex-voto.
Il ricercatore statunitense William Doino jr, esperto di rapporti tra Chiesa cattolica, fascismo e nazismo, elenca su “Vatican Insider” del 27 gennaio 2012 alcuni testi storici di approfondimento, da cui emerge la figura di Pio XII in relazione alle ideologie totalitarie come «profondamente preoccupato per la sorte di ebrei e cristiani». Ha quindi citato due documenti: il primo è un messaggio del presidente americano Franklin D. Roosevelt inviato il 3/8/44 a Pio XII: «Vorrei cogliere l’occasione per esprimere a Sua Santità il mio apprezzamento profondamente sentito per la continua azione che la Santa Sede ha compiuto, impegno generoso e misericordioso nel prestare assistenza alle vittime delle persecuzioni razziali e religiose». Il secondo è il rapporto della Conferenza sulle relazioni ebraiche del 1946, intitolato “Saggi sulla l’antisemitismo”. Il professor Koppel Pinson, che ha curato l’opera, ha commentato: «Possiamo essere d’accordo o in disaccordo con le linee generali delle politiche del Vaticano. Ma un fatto è indiscusso: il papato non ha mai parlato in questi termini inequivocabili contro il razzismo e l’antisemitismo, come nelle parole e nelle azioni del presente papa, Pio XII, e il suo predecessore Pio XI». Ha poi descritto alcuni interventi “salva-vita” diretti di Pio XII, emersi dalle testimonianze dirette degli ebrei salvati.
Il 17 gennaio 2012 Gary Krupp, l’ebreo fondatore della ”Pave the Way Foundation” (PTWF), in occasione della Giornata del dialogo ebreo-cattolico, ha rilasciato a “Zenit“ un’intervista in esclusiva in cui parla della «leggenda nera contro papa Pio XII», ormai «confutata dalla verità dei fatti. È una responsabilità degli Ebrei dal momento in cui abbiamo accumulato un grande mucchio di prove sul fatto che Eugenio Pacelli fu davvero uno dei grandi eroi per gli Ebrei durante l’Olocausto. L’ingratitudine è uno dei peggiori difetti nell’Ebraismo. L’accettazione della verità sull’eroismo personale di Pacelli, credo sia essenziale per portare i miei fratelli e sorelle ebrei alla redenzione. La reputazione di Eugenio Pacelli deve essere riscattata, laddove intenzionalmente il KGB iniziò la più grande campagna diffamatoria del XX secolo. Questa operazione fu portata a termine con successo per isolare gli Ebrei dai Cattolici, al momento della riconciliazione avvenuta con il documento conciliare Nostra Aetate». Sempre in quella data, “Zenit” ha pubblicato un secondo articolo informando di un nuovo dossier, intitolato “I vescovi contro i rastrellamenti” e pubblicato sulla rivista francese “Histoire du Christianisme Magazine” (HCM). Si tratta di uno studio della storica Sylvie Bernay sul ruolo di salvataggio degli ebrei da parte dei Vescovi francesi, i quali erano «sostenuti da Pio XII». Viene citato anche un rapporto del colonnello Knochen, capo delle SS in Francia, preoccupato del continuo interesse di Pio XII per la condizione degli ebrei francesi.
Questo il ruolo “segreto” di Pio XII. Riguardo alla sua posizione pubblica e al Concordato con partito nazista, ne ha parlato Sergio Romano sul “Il Corriere della Sera” del 2 febbraio 2012, dicendo che «Pacelli sperò sempre che il Concordato, benché spesso violato, avrebbe fornito alla Santa Sede il diritto e gli argomenti per contrastare le continue aggressioni di Hitler. La prudenza del diplomatico prevalse in lui sull’indignazione del pastore».
Marzio Morganti, Luca Pavani
http://www.uccronline.it/2012/02/08/pio-xii-eroe-durante-lolocausto-lo-dimostrano-storici-ed-ebrei/
mercoledì 1 febbraio 2012
5 DOMANDE SULL'EURO E SULL'ECONOMIA AL PARTITO DEMOCRATICO E A BERLUSCONI
E’ curioso che gli elettori di sinistra sentano il bisogno di frequentare un blog ospitato da un giornale di destra, per ottenere risposte dal Partito democratico, talvolta anche solo per ottenere ospitalità. Da sempre “il Cuore del Mondo” rappresenta un’anomalia nel panorama mediatico italiano: è un blog che non parla alla pancia della gente; non è un blogo di destra per gente di destra. E’ un blog libero, autenticamente liberale, che ospita tante opinioni differenti e spinge al dialogo e alla riflessione. Ed è significativo che in questi tempi di democrazia addomesticata, sempre più lettori progressisti si rivolgano al “Cuore del Mondo” talvolta pubblicamente, talaltra scrivendomi privatamente; segno che la grande stampa progressista è incapace di soddisfare il loro bisogno di chiarezza e di coraggio civico.
Mi ha colpito tra i tanti messaggi, uno di Leopoldo Salmaso, ex consigliere del PPI, ora confluito nel PD, il quale si è rivolto a quelli che definisce “i miei referenti del Pd”, con una lunga lettera. L’ha spedita personalmente a molti di loro, tra cui Rosy Bindi e Romano Prodi. Poi l’ha inviata a 700 elettori progressisti. Ne ha mandato copia anche a me; gli ho chiesto se avesse ottenuto una risposta, almeno di circostanza – sapete quelle letterine preconfezionate che iniziano così: “caro lettore, ti ringrazio per le tue interessanti opinione che terremo in debita considerazione, eccetera ecccetera. E invece nulla. Silenzio assoluto.
Salmaso nella lettera poneva domande di questo tipo:
1) quando avete fatto l’EURO come moneta NON SOVRANA, sapevate in che razza di tunnel cieco andavate a cacciare l’intera Eurozona ?
Io faccio il medico, ma capisco di economia quanto basta per sapere che la Tanzania, se si trovasse in un CIRCOLO VIZIOSO come quello in cui siamo noi oggi, potrebbe almeno mandare al diavolo il Fondo Monetario Internazionale e tutti gli altri GLOBOCRATI, e fare come l’Argentina che, dopo le disastrose ricette diktatele da quei medesimi “pompieri piromani” del FMI (definizione di Joseph Stiglitz, ex numero due -pentito- del FMI, e premio Nobel per l’economia), li ha finalmente mandati al diavolo, ha ripreso la sua SOVRANITA’ sul PESO, ha svalutato, ha investito massicciamente su infrastrutture e servizi socialmente utili, e oggi sta da Dio
2) Vi rendete conto che le “lenzuolate” di cui va fiero Bersani, e che non hanno avuto pari in tutta l’eurozona, hanno sortito il solo risultato di regalare ai Globocrati l’argenteria di famiglia? Forse che, dopo la privatizzazione, Trenitalia, Telecom, Alitalia, etc. offrono a noi cittadini servizi più cost-effective?
3) Come potete ancora pensare che le ricette dei due “SuperMario” (Monti & Draghi, entrambi diplomatisi “Pompieri Piromani” alla Goldman Sachs) possano avere altro effetto se non quello di abbassare ulteriormente il valore dei nostri asset pubblici per la gioia dei compratori a saldo, tipo (guarda caso) Goldman Sachs?
Dovremo NECESSARIAMENTE dichiarare default: possiamo solo scegliere se farlo PRIMA o DOPO aver permesso a Monti di svendere i pochi gioielli rimasti, compresa l’ACQUA PUBBLICA che ha fatto ribellare i cittadini contro TUTTA la classe politica (e giustamente: perché in economia voi TUTTI, da Storace a Vendola, vi siete bevuti le false diagnosi e le false ricette dei Globocrati).
4) Vi rendete conto del VUOTO POLITICO che state aggravando nell’elettorato progressista, costringendolo a rimpiangere perfino Craxi e la sua liretta svalutabile?
5) C’è nell’orizzonte politico qualcuno che abbia le palle necessarie per farci fare una inversione di rotta tipo Argentina? O che, almeno, incominci col dire “qualcosa di sinistra” o, più terra terra, “qualcosa di meno autolesionista”, “qualcosa di sensato”?
Io non sono certo un elettore del Pd, però rilancio: caro Pd perché non rispondi ai tuoi elettori? Sono così scandalose e infondate le domande di Leopoldo Salmaso?
da Il Cuore del Mondo, il blog di Marcello Foa
http://blog.ilgiornale.it/foa/2012/02/01/caro-pd-perche-non-rispondi-alla-tua-gente/
Mi ha colpito tra i tanti messaggi, uno di Leopoldo Salmaso, ex consigliere del PPI, ora confluito nel PD, il quale si è rivolto a quelli che definisce “i miei referenti del Pd”, con una lunga lettera. L’ha spedita personalmente a molti di loro, tra cui Rosy Bindi e Romano Prodi. Poi l’ha inviata a 700 elettori progressisti. Ne ha mandato copia anche a me; gli ho chiesto se avesse ottenuto una risposta, almeno di circostanza – sapete quelle letterine preconfezionate che iniziano così: “caro lettore, ti ringrazio per le tue interessanti opinione che terremo in debita considerazione, eccetera ecccetera. E invece nulla. Silenzio assoluto.
Salmaso nella lettera poneva domande di questo tipo:
1) quando avete fatto l’EURO come moneta NON SOVRANA, sapevate in che razza di tunnel cieco andavate a cacciare l’intera Eurozona ?
Io faccio il medico, ma capisco di economia quanto basta per sapere che la Tanzania, se si trovasse in un CIRCOLO VIZIOSO come quello in cui siamo noi oggi, potrebbe almeno mandare al diavolo il Fondo Monetario Internazionale e tutti gli altri GLOBOCRATI, e fare come l’Argentina che, dopo le disastrose ricette diktatele da quei medesimi “pompieri piromani” del FMI (definizione di Joseph Stiglitz, ex numero due -pentito- del FMI, e premio Nobel per l’economia), li ha finalmente mandati al diavolo, ha ripreso la sua SOVRANITA’ sul PESO, ha svalutato, ha investito massicciamente su infrastrutture e servizi socialmente utili, e oggi sta da Dio
2) Vi rendete conto che le “lenzuolate” di cui va fiero Bersani, e che non hanno avuto pari in tutta l’eurozona, hanno sortito il solo risultato di regalare ai Globocrati l’argenteria di famiglia? Forse che, dopo la privatizzazione, Trenitalia, Telecom, Alitalia, etc. offrono a noi cittadini servizi più cost-effective?
3) Come potete ancora pensare che le ricette dei due “SuperMario” (Monti & Draghi, entrambi diplomatisi “Pompieri Piromani” alla Goldman Sachs) possano avere altro effetto se non quello di abbassare ulteriormente il valore dei nostri asset pubblici per la gioia dei compratori a saldo, tipo (guarda caso) Goldman Sachs?
Dovremo NECESSARIAMENTE dichiarare default: possiamo solo scegliere se farlo PRIMA o DOPO aver permesso a Monti di svendere i pochi gioielli rimasti, compresa l’ACQUA PUBBLICA che ha fatto ribellare i cittadini contro TUTTA la classe politica (e giustamente: perché in economia voi TUTTI, da Storace a Vendola, vi siete bevuti le false diagnosi e le false ricette dei Globocrati).
4) Vi rendete conto del VUOTO POLITICO che state aggravando nell’elettorato progressista, costringendolo a rimpiangere perfino Craxi e la sua liretta svalutabile?
5) C’è nell’orizzonte politico qualcuno che abbia le palle necessarie per farci fare una inversione di rotta tipo Argentina? O che, almeno, incominci col dire “qualcosa di sinistra” o, più terra terra, “qualcosa di meno autolesionista”, “qualcosa di sensato”?
Io non sono certo un elettore del Pd, però rilancio: caro Pd perché non rispondi ai tuoi elettori? Sono così scandalose e infondate le domande di Leopoldo Salmaso?
da Il Cuore del Mondo, il blog di Marcello Foa
http://blog.ilgiornale.it/foa/2012/02/01/caro-pd-perche-non-rispondi-alla-tua-gente/
venerdì 27 gennaio 2012
COSTA CONCORDIA: ABBANDONO NAVE E SPESE PER I SOCCORSI
Dare l’allarme in ritardo e chiamare i soccorsi solo dopo l’abbandono della nave può far risparmiare all’armatore decine se non centinaia milioni di euro; infatti i soccorsi sono gratuiti se c’è una situazione di grave emergenza con abbandono della nave da parte del capitano, mentre sono a pagamento se giungono quando il capitano è ancora a bordo e la situazione è ancora gestibile .
Infatti sia la Guardia Costiera che i centri di assistenza privati possono, prima di portare assistenza ai beni, annunciare il prezzo che ne sarà richiesto. Il principio di retribuzione è in gran parte previsto dalla legge, con riserva nel caso del salvataggio delle vite umane, la cui gratuità è la norma.
In sostanza, Schettino non sarebbe un pauroso ma potrebbe aver abbandonato la nave prima del tempo per far risparmiare milioni all’armatore. In effetti, ascoltando la registrazione della telefonata famosa con la Capitaneria di Porto di Livorno, il comandante Schettino dimostra di essere perfettamente calmo e compos sui.
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martedì 24 gennaio 2012
CANONE RAI. LA TASSA SULLA TASSA.
Se il canone rai è una tassa, come ci dicono ripetutamente gli spot e come ci conferma l'Agenzia delle Entrate a cui è intestato il bollettino per il rinnovo dell'abbonamento TV, perché bisogna pagare anche la tassa per pagarlo?
Dovunque vai: all'Ufficio Postale, in banca o dal tabaccaio devi aggiungere anche l'obolo di euro 1,10 o di più!
Se è una tassa perché non si può pagare con le modalità previste per le altre tasse? ad esempio con il modello F24, con il quale non ci sono costi aggiuntivi?
mercoledì 18 gennaio 2012
Naufragio Concordia della Costa Crociere e terza guerra mondiale.
E se il naufragio della Concordia della Costa Crociere fosse un'operazione premeditata da inserire nell'attacco all'Italia, che è ormai sotto gli occhi di tutti? e da inserire nel quadro della terza guerra mondiale che l'Italia ha perso e che deve perdere fino in fondo, fino ad arrendersi senza condizioni? in modo che i vincitori possano spartirsi tutto il bottino e qualcosa in più?!
Vedi, per una conoscenza più completa del complesso degli elementi della guerra mondiale in atto, l'altro post
III GUERRA MONDIALE. GOVERNO MONTI=GOVERNO BADOGLIO o QUISLING ? ! Ovvero l'Italia è bottino di guerra.
http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=6679651864579901595#editor/target=post;postID=3934215351241586478
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lunedì 16 gennaio 2012
COSTA CROCIERE NON E' ITALIANA. IL PROPRIETARIO E' ISRAELIANO NATURALIZZATO USA.
Costa Crociere
http://it.wikipedia.org/wiki/Costa_Crociere
Nel 1997, la famiglia Costa e altri investitori hanno ceduto per 455 miliardi di lire il pacchetto di maggioranza della società, che da allora è parte di Carnival Corporation & Plc[8], gruppo statunitense che riunisce le maggiori compagnie nel campo delle crociere del mondo e si definisce come World's Leading Cruise Lines.
Carnival Corporation & plc
http://it.wikipedia.org/wiki/Carnival_Corporation_%26_Plc
La sua struttura societaria è particolarmente insolita e complessa: infatti è una dual-listed company, ovvero un'azienda formata da due società (Carnival Corporation e Carnival plc) quotate in borsa separatamente e con management e struttura azionaria separata ma che operano sul mercato come un'unica società.
Le due società hanno sede a Miami (Florida) e a Londra (Regno Unito), la Carnival plc è quotata sia al LSE che al NYSE (in entrambi i mercati con la sigla CCL), mentre la Carnival Corporation è quotata solo al NYSE (con la sigla CUK)
La Carnival Corporation è la più grande delle due società capogruppo. L’amministratore delegato Micky Arison e la sua famiglia detengono il 47% della Carnival Corporation.
http://it.wikipedia.org/wiki/Micky_Arison
Micky Arison (29 giugno 1949) è un armatore israeliano naturalizzato statunitense, amministratore delegato e maggiore azionista della Carnival Corporation nonché proprietario della squadra di pallacanestro NBA Miami Heat.
Figlio di Ted Arison, armatore statunitense di origine israeliana, Micky nasce in Israele e si sposta nei primi anni negli USA seguendo il padre stabilendosi a Miami.
Frequenta la University of Miami ma non consegue la laurea. Entra nell'azienda di famiglia nel 1979 con la carica di amministratore delegato di Carnival Cruise Lines, in seguito ricopre la carica di presidente della Carnival a partire dall'ottobre del 1990.
Alla morte del padre nel 1999 eredita le proprietà del padre (insieme alla sorella Shari Arison) diventando quindi proprietario oltre che manager delle attività di famiglia. Eredita e mantiene inoltre anche il possesso dei Miami Heat che tuttavia affida in gestione al general manager Pat Riley.
Nel 2003 in seguito ad un processo di fusione ricopre la carica di presidente e amministratore delegato della neocostituita Carnival Corporation & Plc, incarichi che ricopre tuttora.
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