venerdì 26 aprile 2013
giovedì 11 aprile 2013
MARCIA NAZIONALE PER LA VITA, 12 maggio 2013
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Domenica 12 maggio 2013
§
ore 8:00: ritrovo al Colosseo
§
ore 9:30: partenza
della marcia
§
ore 11:30: arrivo a Castel Sant’Angelo
Gli altri appuntamenti
del 11/12 maggio 2013
Sabato 11 maggio
§
Convegno presso il Pontificio Ateneo Regina Apostolorum. Scarica qui il programma.
§
Ore 20:30 – 22:30: Adorazione Eucaristica in riparazione per il
crimine dell’aborto – Basilica dei SS. Apostoli(piazza
SS. Apostoli)
Domenica 12 maggio
§
ore 9:30: Colosseo: partenza della “Marcia per la Vita”
Orari Sante Messe:
§
Basilica di San Pietro
Orario: 12.15 – 13
Orario: 12.15 – 13
§
Santa Maria in Traspontina – Via della Conciliazione (350 metri
dal colonnato di S. Pietro)
Orario: 12.15
Orario: 12.15
§
Santo Spirito in Sassia – Via di Santo Spirito in Sassia (250
metri dal colonnato di S. Pietro)
Orario: 12.30
Orario: 12.30
§
San Gioacchino in Prati – Piazza dei Quiriti 17 (15 minuti a
piedi dal colonnato di S. Pietro)
Orario: 13
Orario: 13
N. B. Nessuna S. Messa sarà
dedicata esclusivamente ai partecipanti alla Marcia. Si consiglia di tenere in
considerazione le chiese vicino a S. Pietro perché la Basilica non permetterà
l’ingresso a tutti.
Partenze
Pullman
Di
seguito, in aggiornamento, l’elenco delle località da cui partiranno i pullman
per Roma con i recapiti dei relativi responsabili:
1.
BOLOGNA: E-mail: marciaperlavitabologna@gmail.com
2.
BENEVENTO: Agenzia Vie del Mondo – tel: 0824-17.70.928
3.
BIELLA: Contatto: Giovanni Ceroni E-mail:
giovanni.ceroni@gmail.com Tel: 328 4816484
4.
BISCEGLIE (BA): Contatto: Mimmo Quatela E-mail: com.progettouomo@gmail.com
Tel: 348-0459717
5.
BRESCIA: Contatto: Valerio Pece E-mail: marciaperlavitabs@libero.it
Tel: 333-3784098
6.
CALTAGIRONE: Contatto: Nicola Sirchia E-mail: n.sirchia@hotmail.it Tel:
327-42.86.383
7.
CARATE BRIANZA: Contatto: Giorgio Celsi E-mail: celsi.giorgio@alice.it
Tel: 346-7035866
8.
CERVINARA: Contatto: Katia Martone E-mail: martonekatia@gmail.com
Tel: 347-1807452
9.
CHIVASSO: Contatto: Luigi Cipolla E-mail: luigi.cipo@gmail.com
(partenza Chivasso e tappe Torino, Santena, Asti).
10.
CREMONA: Contatto: Associazione Concordia E-mail:
concordia.psg@fastpiu.it Tel: 333.3315502 Tel. 0372.64172 SEDE ASSOCIATIVA
11.
FERRARA: Contatto: padre Massimiliano E-mail: ffi.ferrara@gmail.com
12.
FIRENZE: Contatto: Ascanio Ruschi E-mail: avv.ruschi@libero.it Tel:
349-4657869
13.
GENOVA: Contatto: Carlo Cigolini E-mail: mail@studiocigolini.com
Tel: 010-888940
14.
IMPERIA: Contatto: Annarosa Rossetto E-mail:
annarosa.rossetto@tin.it Tel: 328-0611668
15.
LA SPEZIA: Contatto: p.Felice Nori E-mail:
santuariolegrazie@gmail.com Tel: 0187-790054
16.
LANCIANO (CH): Contatto: Alessandro Di Matteo E-mail:
dimatteo.alessandro@alice.it Tel: 333-7668164
17.
LECCE: Contatto: Riccardo Rodelli E-mail: r_rodelli@libero.it
Tel: 328-5562459 (dopo le 20,30)
18.
LIVORNO: E-mail: livorno@icrsp.org Tel: 0586 579910
19.
MODENA: Contatto: Alba Chiara Dotti E-mail: leledotti@libero.it
Tel: 329-62.25.115
20.
PADOVA: E-mail: marciaperlavitapd@gmail.com
21.
PALERMO: Contatto: Nicola Sirchia E-mail: n.sirchia@hotmail.it Tel:
327-42.86.383
22.
PIACENZA: Contatto: Carlo Iori E-mail: carlo.iori@alice.it Tel:
3398400285
23.
PISA: Contatto: Alessandro Falciani E-mail:
alessandro.falciani63@gmail.com Tel: 331-30.97.984
24.
POMPEI: Contatto: Adelaide Grimaldi E-mail: adelgrim@libero.it
Tel: 3472607881
25.
POTENZA: Contatto: Antonella Perri E-mail: urci.anto@tiscali.it
Tel: 340-8073936
26.
RAVENNA: E-mail: marciaperlavitabologna@gmail.com
27.
REGGIO EMILIA: Contatto: Daniela Cichellero E-mail: dcichellero@gmail.com
Tel: 347.8371368
28.
RIMINI: Contatto: Luca Semprini E-mail: elleapostrofouca@libero.it
29.
ROVERETO: Contatto: Alessandra Scolaro E-mail: alessandra@scolaro.eu
Tel: 329-34.47.084
30.
SALERNO: Contatto: Pasquale E-mail: gielletravel@gmail.com Tel:
338- 5036189 (Tappe: Cava dei Tirreni, Angri, Scafati)
31.
SAN GIORGIO DEL SANNIO
(BN): Contatto: Filomena
Caruso E-mail: ninacaruso@live.it Tel: 347-4518711
32.
SAN GIOVANNI ROTONDO: Contatto: Gennaro Cera E-mail: gennarocera@alice.it Tel:
338-7250836
33.
SIENA: Contatto: Associazione “Scienza e Vita” Sito web:
www.scienzaevita-siena.it
34.
SPOLETO – NORCIA: Contatto: Natalini Nazzareno E-mail:
nazzareno.n@nazzarenonatalini.it Tel: 335-6071834
35.
STAGGIA SENESE (SI): Contatto: Centro Culturale “Amici del Timone” Sito
internet: www.amicideltimone-staggia.it Tel: 0577-93.11.23
36.
TERAMO: Contatti: Patrizio e Carla Alessandrini E-mail:
teramo@famiglienumerose.org Tel: 0861.842834
37.
TRENTO: Contatto: Alessandra Scolaro E-mail: alessandra@scolaro.eu
Tel: 329-34.47.084
38.
VERONA: Contatti: Gianfranco Tommasi, Alberto Zelger E-mail:
gianto1937@gmail.com, mevd.vr@libero.it Tel: 045-502421, 045-955688
39.
VICENZA: Contatto: Roberto E-mail: marciaperlavitavicenza@gmail.com
______________________-
lunedì 1 aprile 2013
GUERRA CIVILE IN SIRIA
Siria: Parla il patriarca Gregorio III Laham
Intervista di
[1] Antonio Picasso
Tratto da:
Multitalians:http://www.linkiesta.it/blogs/multitalians/siria-parla-il-patriarca-gregorio-iii-laham#ixzz2P8RpnIbc [2]
«Questa è la guerra del mondo arabo. Diviso dai tanti interessi stranieri». A una anno dallo scoppio della guerra civile in Siria, la visione di Gregorio III Laham, Patriarca della Chiesa melchita, non cambia. «Il mondo avrebbe dovuto aiutare il regime a cambiare. Invece è rimasto immobile e continua a osservarci mentre sprofondiamo nel disordine». Abbiamo incontrato Sua Beatitudine pochi giorni fa, mentre era a Piacenza, dopo che aveva compiuto una lunga visita in Europa, per incontrare i confratelli di rito greco cattolico e, al tempo stesso, percepire il pensiero occidentale di quel che sta accadendo a Damasco.
Patriarca Laham, la Siria è famosa per essere il Paese dei misteri. Adesso, anche in questa guerra civile, sono molte le ombre che gravano sul regime e anche sul fronte dell’opposizione. La domanda è molto diretta: chi spara a chi?
La Siria è caduta nel caos. Tutto il Medioriente è stato attraversato da questo tsunami rivoluzionario. Ora il terrorismo straniero sta prendendo il sopravvento. Qualche giorno fa, quand’ero in Germania, mi sono messo a leggere i giornali europei, un po’ di tutte le lingue, e mi sono accorto della visione assolutamente parziale che voi avete delle cose. È sbagliato dire che il governo siriano sta uccidendo civili innocenti. Anche i manifestanti hanno le loro armi. Anzi, sono molto più organizzati di quanto si possa credere.
Lei pensa che siano sostenuti da governi stranieri?
Ne sono convinto! Sappiamo che le armi circolavano nel Paese prima dell’inizio delle manifestazioni. Come pure che la Siria è piena di depositi di armi illegali che ormai la polizia non riesce più a scovare. Del resto, siamo in una posizione di passaggio tra da sempre: fra la Turchia e la Penisola arabica. Un punto di transito inevitabile. E poi intendiamoci, un poliziotto lo sanno pagare tutti.
Anche prima? Anche quando Assad aveva ben saldo il potere?
Anche prima. Anche quando gli alawiti controllavano il territorio, con i loro clan e gli apparati di sicurezza. Una mazzetta la accettano tutti anche se si è alawiti. Certo, adesso è tutto molto più semplice. Nessuno sta più di guardia alle frontiere. I gruppi di criminali comuni, o di terroristi, o ancora di oppositori stranieri penetrano indisturbati nel Paese e arrivano a nutrire di nuove idee e soprattutto di forze fisiche chi già combatte contro il regime. È questa la situazione. Non come si legge sui vostri giornali. Le faccio l’esempio di un recente corteo che si è svolto nella mia città natale, Darayya. In piazza c’erano poche persone, circa trecento. A un certo punto un gruppo di questi ha preso d’assalto una stazione della polizia. Ma non limitandosi a scagliare pietre. Bensì sparando. Gli agenti hanno risposto al fuoco e nello scontro ci sono stati tre morti. La stampa occidentale si è limitata a dire che i poliziotti hanno ucciso tre persone. È diverso da come la sto raccontando io. Le aggiungo che poi, proprio in occasione dei funerali di quei tre morti, c’erano diecimila persone. E tutto si è svolto in pace. Un po’ strano per la commemorazione di tre oppositori assassinati dalla polizia. Possibile che un corteo di appena tre centinaia di partecipanti finisca nel peggiore dei modi e poi, quando ci sono diecimila persone, non succeda nulla? Vuole un altro esempio?
La prego…
Un nostro fedele – un cristiano stia ben attento! – era Dubai per affari. Camminando per strada ha sentito una persona vicina lui parlare al cellulare: «Sono a Homs! Stanno sparando! È pieno di morti!» Ma questo non era a Homs. Bensì a Dubai. È possibile che dall’altra parte del cellulare ci fosse un giornalista che ha creduto nel racconto farsa di questo bugiardo. Mi spiego quando le dico che i media occidentali sono vittime di una manipolazione studiata a tavolino, da parte di arabi di altri Paesi? Tra armi vendute sottobanco e notizie false, stanno strumentalizzando la nostra sofferenza.
Ma questo perché?
Per il caos. C’è molta gente che vuole spera di guadagnare da questa situazione. Senza rendersi conto dei rischi però. Il mondo ha già emesso la sua sentenza su Damasco: «Delenda Cartago» Poi a quel che verrà dopo, ci si penserà.
Quindi non crede che Assad si stia macchiando di una strage e che l’opposizione abbia il diritto di essere ascoltata?
L’opposizione è troppo divisa. Non può pretendere di essere l’alternativa valida a un regime che ha garantito stabilità per oltre quarant’anni. E poi non ha un vero esercito che l’appoggi.
Molti militari hanno disertato.
Non più di 1.500. Nulla in confronto alla fedeltà riscossa da Assad tra le fila delle Forze armate. Peraltro, e con questo rispondo alla prima parte della sua domanda, l’esercito ha ricevuto l’ordine di non sparare se non perché attaccato. L’Occidente lo deve capire: il regime non ha interesse a essere messo dalla parte del torto. E a nessuno piace questa situazione. Certo, prima le cose non erano facili. Perché il servizio segreto era terribile. Mentre l’economia stentava a decollare. Tuttavia, la Siria aveva imboccato la giusta strada. Laicismo, convivenza etnico-religiosa e sicurezza. Tre pilastri sui quali Bashar el-Assad stava costruendo le riforme. Si ricordi che a Damasco, a dispetto di tutte le critiche, c’erano le università straniere. Le stesse che adesso sono chiuse. Commercio e turismo erano due opportunità su cui non solo noi cristiani intendevamo affermare un futuro di progresso. Erano fonte di speranza per tutti. Ora il Paese è fermo.
Qual è stato l’errore?
L’errore è stato non permettere al regime di cambiare. Lo sbaglio lo si sta commettendo ancora adesso. Il referendum sulla Costituzione e le elezioni amministrative fissate per il 7 maggio sono un gesto di riconciliazione che Assad sta compiendo verso tutti gli avversari. Nazionali quanto stranieri. Eppure non lo si vuole capire. È dall’estero che ci si ostina a negare il dialogo con il governo.
Dall’estero da dove?
Dai Paesi arabi, ma soprattutto dall’Europa. E forse anche dagli Stati Uniti. Si pensa che il regime sia il peggiore dei mali. Senza rendersi conto che senza Assad si rischia davvero tanto.
Lei cosa prevede?
Il caos totale. Né più né meno. Con il pericolo di coinvolgere Israele, Libano e Giordania. Perché non credo che, dall’altra parte del confine Netanyahu sia tranquillo. Nel frattempo a Tripoli, in Libano, ci sono stati degli scontri tra alawiti del posto e (pare) gente scappata dalla Siria. Un incidente che ha coinvolto anche gli uomini di Hezbollah. E poi pensi alla Giordania: prima della guerra, era la Siria il suo primo partner commerciale. Come può notare, le ripercussioni negative sono già in atto. E francamente penso che sia difficile mettervi un freno. La chiesa greco cattolica ripone le speranze nel grembo di Kofi Annan e di monsignor Tomasi (l’osservatore permanente della Santa Sede presso l’Onu, ndr).
Ecco, a proposito della Chiesa. Voi cristiani, che in Siria avete una così lunga tradizione, vi sentite in pericolo?
Finora la guerra non ha assunto dei risvolti confessionali. Questo però non significa che ci possiamo sentire tranquilli. A Qusayr sono morti sette melchiti. Molti altri sono scappati dai luoghi più colpiti. La nostra fortuna è di convivere con una maggioranza musulmana che sa di avere di fronte una chiesa solida e amica. In un Paese dove la libertà religiosa è un punto di merito per tutti, il cristianesimo si sente a casa. Del resto, la Siria è casa nostra! Così come lo sono il Libano, la Giordania e ovviamente la Terra Santa. Un mondo afflitto da turbolenze politiche, ma nel quale l’intervento della Croce è stata sempre un’iniezione positiva di dialogo. Tutto questo può crollare se prevarrà la violenza salafita.
Tratto da:
Multitalians:http://www.linkiesta.it/blogs/multitalians/siria-parla-il-patriarca-gregorio-iii-laham#ixzz2P8RpnIbc [2]
«Questa è la guerra del mondo arabo. Diviso dai tanti interessi stranieri». A una anno dallo scoppio della guerra civile in Siria, la visione di Gregorio III Laham, Patriarca della Chiesa melchita, non cambia. «Il mondo avrebbe dovuto aiutare il regime a cambiare. Invece è rimasto immobile e continua a osservarci mentre sprofondiamo nel disordine». Abbiamo incontrato Sua Beatitudine pochi giorni fa, mentre era a Piacenza, dopo che aveva compiuto una lunga visita in Europa, per incontrare i confratelli di rito greco cattolico e, al tempo stesso, percepire il pensiero occidentale di quel che sta accadendo a Damasco.
Patriarca Laham, la Siria è famosa per essere il Paese dei misteri. Adesso, anche in questa guerra civile, sono molte le ombre che gravano sul regime e anche sul fronte dell’opposizione. La domanda è molto diretta: chi spara a chi?
La Siria è caduta nel caos. Tutto il Medioriente è stato attraversato da questo tsunami rivoluzionario. Ora il terrorismo straniero sta prendendo il sopravvento. Qualche giorno fa, quand’ero in Germania, mi sono messo a leggere i giornali europei, un po’ di tutte le lingue, e mi sono accorto della visione assolutamente parziale che voi avete delle cose. È sbagliato dire che il governo siriano sta uccidendo civili innocenti. Anche i manifestanti hanno le loro armi. Anzi, sono molto più organizzati di quanto si possa credere.
Lei pensa che siano sostenuti da governi stranieri?
Ne sono convinto! Sappiamo che le armi circolavano nel Paese prima dell’inizio delle manifestazioni. Come pure che la Siria è piena di depositi di armi illegali che ormai la polizia non riesce più a scovare. Del resto, siamo in una posizione di passaggio tra da sempre: fra la Turchia e la Penisola arabica. Un punto di transito inevitabile. E poi intendiamoci, un poliziotto lo sanno pagare tutti.
Anche prima? Anche quando Assad aveva ben saldo il potere?
Anche prima. Anche quando gli alawiti controllavano il territorio, con i loro clan e gli apparati di sicurezza. Una mazzetta la accettano tutti anche se si è alawiti. Certo, adesso è tutto molto più semplice. Nessuno sta più di guardia alle frontiere. I gruppi di criminali comuni, o di terroristi, o ancora di oppositori stranieri penetrano indisturbati nel Paese e arrivano a nutrire di nuove idee e soprattutto di forze fisiche chi già combatte contro il regime. È questa la situazione. Non come si legge sui vostri giornali. Le faccio l’esempio di un recente corteo che si è svolto nella mia città natale, Darayya. In piazza c’erano poche persone, circa trecento. A un certo punto un gruppo di questi ha preso d’assalto una stazione della polizia. Ma non limitandosi a scagliare pietre. Bensì sparando. Gli agenti hanno risposto al fuoco e nello scontro ci sono stati tre morti. La stampa occidentale si è limitata a dire che i poliziotti hanno ucciso tre persone. È diverso da come la sto raccontando io. Le aggiungo che poi, proprio in occasione dei funerali di quei tre morti, c’erano diecimila persone. E tutto si è svolto in pace. Un po’ strano per la commemorazione di tre oppositori assassinati dalla polizia. Possibile che un corteo di appena tre centinaia di partecipanti finisca nel peggiore dei modi e poi, quando ci sono diecimila persone, non succeda nulla? Vuole un altro esempio?
La prego…
Un nostro fedele – un cristiano stia ben attento! – era Dubai per affari. Camminando per strada ha sentito una persona vicina lui parlare al cellulare: «Sono a Homs! Stanno sparando! È pieno di morti!» Ma questo non era a Homs. Bensì a Dubai. È possibile che dall’altra parte del cellulare ci fosse un giornalista che ha creduto nel racconto farsa di questo bugiardo. Mi spiego quando le dico che i media occidentali sono vittime di una manipolazione studiata a tavolino, da parte di arabi di altri Paesi? Tra armi vendute sottobanco e notizie false, stanno strumentalizzando la nostra sofferenza.
Ma questo perché?
Per il caos. C’è molta gente che vuole spera di guadagnare da questa situazione. Senza rendersi conto dei rischi però. Il mondo ha già emesso la sua sentenza su Damasco: «Delenda Cartago» Poi a quel che verrà dopo, ci si penserà.
Quindi non crede che Assad si stia macchiando di una strage e che l’opposizione abbia il diritto di essere ascoltata?
L’opposizione è troppo divisa. Non può pretendere di essere l’alternativa valida a un regime che ha garantito stabilità per oltre quarant’anni. E poi non ha un vero esercito che l’appoggi.
Molti militari hanno disertato.
Non più di 1.500. Nulla in confronto alla fedeltà riscossa da Assad tra le fila delle Forze armate. Peraltro, e con questo rispondo alla prima parte della sua domanda, l’esercito ha ricevuto l’ordine di non sparare se non perché attaccato. L’Occidente lo deve capire: il regime non ha interesse a essere messo dalla parte del torto. E a nessuno piace questa situazione. Certo, prima le cose non erano facili. Perché il servizio segreto era terribile. Mentre l’economia stentava a decollare. Tuttavia, la Siria aveva imboccato la giusta strada. Laicismo, convivenza etnico-religiosa e sicurezza. Tre pilastri sui quali Bashar el-Assad stava costruendo le riforme. Si ricordi che a Damasco, a dispetto di tutte le critiche, c’erano le università straniere. Le stesse che adesso sono chiuse. Commercio e turismo erano due opportunità su cui non solo noi cristiani intendevamo affermare un futuro di progresso. Erano fonte di speranza per tutti. Ora il Paese è fermo.
Qual è stato l’errore?
L’errore è stato non permettere al regime di cambiare. Lo sbaglio lo si sta commettendo ancora adesso. Il referendum sulla Costituzione e le elezioni amministrative fissate per il 7 maggio sono un gesto di riconciliazione che Assad sta compiendo verso tutti gli avversari. Nazionali quanto stranieri. Eppure non lo si vuole capire. È dall’estero che ci si ostina a negare il dialogo con il governo.
Dall’estero da dove?
Dai Paesi arabi, ma soprattutto dall’Europa. E forse anche dagli Stati Uniti. Si pensa che il regime sia il peggiore dei mali. Senza rendersi conto che senza Assad si rischia davvero tanto.
Lei cosa prevede?
Il caos totale. Né più né meno. Con il pericolo di coinvolgere Israele, Libano e Giordania. Perché non credo che, dall’altra parte del confine Netanyahu sia tranquillo. Nel frattempo a Tripoli, in Libano, ci sono stati degli scontri tra alawiti del posto e (pare) gente scappata dalla Siria. Un incidente che ha coinvolto anche gli uomini di Hezbollah. E poi pensi alla Giordania: prima della guerra, era la Siria il suo primo partner commerciale. Come può notare, le ripercussioni negative sono già in atto. E francamente penso che sia difficile mettervi un freno. La chiesa greco cattolica ripone le speranze nel grembo di Kofi Annan e di monsignor Tomasi (l’osservatore permanente della Santa Sede presso l’Onu, ndr).
Ecco, a proposito della Chiesa. Voi cristiani, che in Siria avete una così lunga tradizione, vi sentite in pericolo?
Finora la guerra non ha assunto dei risvolti confessionali. Questo però non significa che ci possiamo sentire tranquilli. A Qusayr sono morti sette melchiti. Molti altri sono scappati dai luoghi più colpiti. La nostra fortuna è di convivere con una maggioranza musulmana che sa di avere di fronte una chiesa solida e amica. In un Paese dove la libertà religiosa è un punto di merito per tutti, il cristianesimo si sente a casa. Del resto, la Siria è casa nostra! Così come lo sono il Libano, la Giordania e ovviamente la Terra Santa. Un mondo afflitto da turbolenze politiche, ma nel quale l’intervento della Croce è stata sempre un’iniezione positiva di dialogo. Tutto questo può crollare se prevarrà la violenza salafita.
Article printed from STAMPA LIBERA: http://www.stampalibera.com
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[2] http://www.linkiesta.it/blogs/multitalians/siria-parla-il-patriarca-gregorio-iii-laham#ixzz2P8RpnIbc: http://www.linkiesta.it/blogs/multitalians/siria-parla-il-patriarca-gregorio-iii-laham#ixzz2P8RpnIbc
domenica 31 marzo 2013
SIRIA. Allarme dai cristiani di Aleppo
Ultima ora: Allarme dai cristiani di Aleppo
Aleppo - Venerdì Santo, 29 Marzo 2013 ore 11:00
Da ieri, scontri e bombardamenti continuano senza interruzioni ad Aleppo e coinvolgono i quartieri di Syriane e Mhattet Baghdad.
In realtà, il quartiere di Jabal al-Saydeh [la collina della Vergine], formalmente conosciuto sotto il nome di "Cheikh Maqsoud" è appena caduto nelle mani dell'Esercito Siriano "Free" e Al-Forsat Nosra; Questi due movimenti hanno dispiegato quasi 10.000 uomini e mercenari nella battaglia per impadronirsi della zona.
Durante l'invasione del mattino, 312 famiglie cristiane erano ancora nel quartiere situato sulla collina che domina il resto della città di Aleppo. I cecchini non smettono di infierire sui civili. Noi viviamo il Calvario con Gesù e il Venerdì Santo, siamo fermamente convinti che la nostra croce ci darà anche la risurrezione. Attraverso le loro azioni, i ribelli crediamo di condurci lontano da Cristo, ma in realtà non fanno che avvicinarci alla Sua immagine. Questa drammatica situazione è aggravata dal fatto che l'elettricità è tagliata da dieci giorni. Pregate per noi.
Durante l'invasione del mattino, 312 famiglie cristiane erano ancora nel quartiere situato sulla collina che domina il resto della città di Aleppo. I cecchini non smettono di infierire sui civili. Noi viviamo il Calvario con Gesù e il Venerdì Santo, siamo fermamente convinti che la nostra croce ci darà anche la risurrezione. Attraverso le loro azioni, i ribelli crediamo di condurci lontano da Cristo, ma in realtà non fanno che avvicinarci alla Sua immagine. Questa drammatica situazione è aggravata dal fatto che l'elettricità è tagliata da dieci giorni. Pregate per noi.
Aleppo - Venerdì Santo, 29 Marzo 2013 - ore 20 -
Stasera ci troviamo di nuovo di fronte ad una situazione insostenibile. Come salvare i nostri fratelli in Cristo che sono prigionieri di questi mercenari incontrollabili, poichè 312 famiglie cristiane sono ancora assediate a Jabal al-Saydeh.Inoltre, 300 ribelli hanno assalito l'ospedale Mahabbet [amore], che è di proprietà di un gruppo di medici cristiani ; il dottor Walid Abdelnour, il medico primario, si è stato rapito alle 6 di questa mattina, con 5 infermieri che assicuravano l'assistenza in ospedale.
I mercenari di Forsat al-Nosra hanno massacrato sulla piazza principale i membri dei comitati popolari che hanno tentato la resistenza, ci sono tre cristiani tra di loro.Le due chiese nel quartiere di Jabal al-Saydeh sono state occupate dai ribelli. La tradizione era che i cristiani di Aleppo visitassero sette chiese il Venerdì Santo, quest'anno il numero dei partecipanti alla cerimonia della morte di Gesù era estremamente piccolo.
http://www.leveilleurdeninive.com/2013/03/alep-la-colline-de-la-vierge-occupee.html
A mes amis du monde, A mes freres et amis maristes, Je suis sur que vous nous avez tenu presents dans votre priere du vendredi saint. Je sais que vous vous inquietez pour nous. Je sais que vous nous souhaitez une resurrection, une fin de la guerre, une lueur d'esperance! Malheureusement, je vous annonce de tristes nouvelles. Des l'aube, le quartier de Jabal el Saydeh ou nous menons notre mission depuis plus de 27 ans et dans lequel nous etions au service des 300 familles chretiennes et des 3 ecoles accueillant des deplaces, eh bien ce quartier est le theatre de combats feroces, Les gens sont terrorises, ils sont enfermes dans leur maison, prisonniers de la folie des tirs, des snippers, des mortiers... Ils ne peuvent en aucune facon quitter leur maison, ils ont peur. Nous ne pouvons pas du tout arriver jusqu'a chez eux. Nous sommes en contacts telephoniques quand cela est possible. Alors quel calvaire! quelle croix! quel desespoir! Je vous ecris cela, nous pas pour que vous ayez pitie de mon peuple... Je vous ecris parce que je suis triste, je suis absolument triste, d'une tristesse qui eteint le peu d'esperance qui reste!
Stamane Sabato Santo da Frère Georges , Marista di Aleppo
A mes amis du monde, A mes freres et amis maristes, Je suis sur que vous nous avez tenu presents dans votre priere du vendredi saint. Je sais que vous vous inquietez pour nous. Je sais que vous nous souhaitez une resurrection, une fin de la guerre, une lueur d'esperance! Malheureusement, je vous annonce de tristes nouvelles. Des l'aube, le quartier de Jabal el Saydeh ou nous menons notre mission depuis plus de 27 ans et dans lequel nous etions au service des 300 familles chretiennes et des 3 ecoles accueillant des deplaces, eh bien ce quartier est le theatre de combats feroces, Les gens sont terrorises, ils sont enfermes dans leur maison, prisonniers de la folie des tirs, des snippers, des mortiers... Ils ne peuvent en aucune facon quitter leur maison, ils ont peur. Nous ne pouvons pas du tout arriver jusqu'a chez eux. Nous sommes en contacts telephoniques quand cela est possible. Alors quel calvaire! quelle croix! quel desespoir! Je vous ecris cela, nous pas pour que vous ayez pitie de mon peuple... Je vous ecris parce que je suis triste, je suis absolument triste, d'une tristesse qui eteint le peu d'esperance qui reste!
Je vous ecris pour lancer a haute voix un cri de ca suffit! Deja, dans d'autres occasions j'avais exprime ce refus de la guerre.Toutes les questions montent en moi, en leur nom, eux et elles, au nom de leurs enfants, des jeunes, des adultes: Pourquoi? Pourquoi? et au nom de quoi? Qui est le seigneur de la guerre qui a decide de nous tuer, de nous exterminer, de finir avec nous? Qui est le decideur qui veut que tant de souffrances soient notre pain quotidien depuis des mois et des mois? Qui est celui qui nous invite a la table de la crucifixion? J'ai honte de dire que des hommes sur cette terre decident la mort!
fonte: http://oraprosiria.blogspot.it/
Etichette:
Politica,
Religione,
Storia contemporanea
venerdì 22 marzo 2013
CONFESSIONE DI MONTI: Ecco perché ha presentato il suo partito alle elezioni.
Monti: “Volevo solo la governabilità
Ecco la verità sulle trattative
con Pd, Pdl e Quirinale”
Ecco la verità sulle trattative
con Pd, Pdl e Quirinale”
...
Resta un’ultima domanda
da farle: dica la verità, non è un po’ pentito di essere entrato in politica?
«Me lo hanno detto in
tanti e mi hanno fatto capire che se ne fossi rimasto fuori avrei potuto
aspirare ad altre e più importanti collocazioni.
Eppure non sono affatto
pentito. Al contrario penso di aver realizzato, insieme a quelli che mi hanno
aiutato a mettere su un partito in pochi giorni, un risultato importante: se
non ci fossero stati i nostri tre milioni di voti, Berlusconi avrebbe vinto le
elezioni e oggi sarebbe lui a scegliere se tornare a Palazzo Chigi o farsi
eleggere al Quirinale. Quanto a Bersani, al centrosinistra e al tentativo di
allearsi con M5S, dovrebbero pensarci bene: il cammino che abbiamo fatto
insieme per ritrovare un posto in Europa è stato tutto in salita. Si fa presto
a rimettere in gioco un patrimonio di credibilità per timore di un nuovo
passaggio elettorale e per un pugno di voti. Spero che ci riflettano
bene».
Intervista a "La Stampa"
MARCELLO SORGI
18/03/2013 - INTERVISTA
http://www.lastampa.it/2013/03/18/italia/speciali/elezioni-politiche-2013/monti-volevo-solo-la-governabilita-ecco-la-verita-sulle-trattative-con-pd-pdl-e-quirinale-G5gn7LVR06nJWiJzGNOoUJ/pagina.html
[L'odio verso Berlusconi obnubila la mente oppure evidentemente non si puo' dire di no alle richieste di certi gruppi o lobby]
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venerdì 15 marzo 2013
Luisa Piccarreta. Amore della creatura in Dio e di Dio nella creatura.
Come si forma l’eco tra Creatore e la
creatura. Come un’atto nel Voler Divino
si trova da per tutto. Il Re e l’esercito. La Maternità della Regina del Cielo.
(1) Per quanto la mia povera mente si trova
sotto l’incubo di pene strazianti, fino a
sentirmi morire,
faccio quanto posso a seguire gli atti del Volere Supremo, sebbene
stentata, ma lo
cerco come mio rifugio e per attingere forza nello stato doloroso in cui mi
trovo. Ed il mio amato Gesú, avendo di me
compassione, tutto tenerezza mi ha detto:
(2) “Figlia della mia Volontà, coraggio, non ti
abbattere troppo, l’abbattimento fa
perdere la forza e
fa sentire lontano Colui che vive in te e ti ama tanto. Tu devi sapere,
che come la creatura
entra nel nostro Volere per deporre il suo e prendere il nostro, così
incomincia in essa
il nostro eco divino, il che echeggia nel nostro Essere Divino; e Noi,
solo a sentirlo
diciamo: “Chi è che tiene tanta virtù,
che giunge fino a far sentire l’eco del
suo amore, del suo
respiro, del suo palpito nel nostro Essere Supremo? Ah! è una
creatura che avendo
riconosciuto la nostra Volontà è entrata a vivere in Essa; sia la
nostra
benvenuta. Noi per ricambiarla faremo
sentire il nostro in essa, in modo che
respireremo con un
solo respiro, ameremo con un solo amore, palpiteremo con un solo
palpito, e Noi
sentiremo che la creatura fa vita in Noi, non ci sentiremo soli, ed essa
sentirà che facciamo
vita in essa, che è in compagnia del suo Creatore che mai la lascia
sola. Tu devi sapere che ogni atto fatto nel
nostro Volere non finisce mai, viene ripetuto
continuamente, e
siccome la mia Volontà si trova dappertutto, così l’atto viene ripetuto in
Cielo, nelle cose
create ed in tutti. Perciò un atto
nella nostra Volontà sorpassa tutto,
riempie Cielo e
terra e ci dà tale amore e gloria, che tutte le altre opere restano come
tante goccioline di
fronte al mare, perché siamo Noi stessi che ci glorifichiamo e amiamo
nella creatura che
si copre del suo Creatore e opera insieme con Lui. Perciò, per
quante cose belle
pare che facciano fuori del nostro Volere, non possono mai piacerci,
perché non danno di
Noi, non si possono diffondere ovunque; l’amore è così piccolo che
appena, seppure,
copre l’opera che ha fatto.
(3) Or, tu devi sapere che Noi amiamo assai la
creatura; ma, ad onta che l’amiamo,
non tolleriamo che
stia insieme con Noi indecente, sporca, senza bellezza, nuda, oppure
coperta di miseri
cenci. Non sarebbe degno della nostra
Maestà Suprema avere figli
che non ci somiglino
e che in qualche modo non siano ben vestiti, con le vesti regali del
nostro Fiat. Sarebbe come un re che tiene il suo
esercito, i suoi sudditi malvestiti,
coperti di
sporcizie, da fare schifo a guardarli, chi cieco, chi zoppo, chi deforme. Non
sarebbe disonore di
questo re essere circondato da un esercito sì miserabile, da far
pietà? Non si condannerebbe il re che non ha cura
di formarsi un esercito degno di lui,
in modo che tutti
devono restare ammirati non solo a guardare la maestà del re, ma
anche l’ordine, la
bellezza dell’esercito, la fioritura dei giovani, il modo come vanno
vestiti? Non sarebbe onore del re essere circondato
da ministri, da esercito, che lui
prende piacere a
guardarli? Ora, il nostro Amore
invincibile, con sapienza infinita,
volendo trattare con
la creatura a tu per tu, ha disposto di dare la mia Volontà ad essa,
affinché con la sua
luce l’abbellisca, col suo Amore la vesta, con la sua Santità la
santifichi. Vedi dunque com’è necessario che la nostra
Volontà regni nella creatura,
perché solo Essa
tiene potenza di purificarla e di abbellirla, in modo da formare il nostro
esercito
divino. E Noi ci sentiremo onorati nel
vivere con essi ed in essi. Saranno i
nostri figli che ci
circondano, vestiti con le nostre vesti regali, abbelliti con la nostra
Somiglianza, perciò
la nostra Volontà prima purifica, santifica, abbellisce, e poi li
ammette nel nostro
Volere a far vita insieme con Noi.
Molto più che, come la creatura
entra nel nostro
Volere, è tanto il nostro Amore, che il nostro Essere Divino le piove
addosso la sua
pioggia d’amore; e nel vederla tanto amata da Noi, tutti le corrono
intorno, angeli,
santi, per amarla; la stessa Creazione esulta di gioia nel vedere la nostra
Volontà trionfatrice
in quella creatura e le piove amore, ed oh! com’è bello vederla che
tutti l’amiamo, ed
essa si sente così riconoscente nel vedersi amata da tutti, che ama
tutti”.
(4) Dopo ciò seguivo il mio giro nel Voler
Divino, e giunta al punto della nascita del
piccolo Gesú, che
tremava di freddo e piangeva e singhiozzava amaramente, e coi suoi
occhi gonfi di
lacrime mi guardava chiedendomi aiuto, e tra singulti e gemiti mi ha
detto:
(5) “Figlia mia buona, la mancanza d’amore
delle creature mi fa piangere
amaramente. Come non mi vedo amato, così mi sento
ferito, e mi dà tale dolore che mi
fa dare in
singhiozzo. Il mio Amore corre sopra di
ciascuna creatura, la copre, la
nasconde, e mi
costituisco Vita d’amore per essi, i quali, ingrati, non mi dicono neppure
un ti amo; come non
devo piangere? Perciò amami se vuoi
quietarmi il pianto.
(6) Ora figlia mia, ascoltami e prestami
attenzione, voglio dirti una grande sorpresa del
nostro Amore e
voglio che non ti faccia sfuggire nulla, voglio farti conoscere dove giunse
la Maternità della
mia Madre Celeste, che cosa fece e quanto le costò e costa tuttora.
Ora, tu devi sapere
che la gran Regina non solo mi fece da Madre col concepirmi, col
darmi alla luce, col
nutrirmi col suo latte, col prestarmi tutte le cure possibili che ci vollero
alla mia infanzia;
ciò non era sufficiente né al suo materno Amore né al mio Amore di
Figlio, perciò il
suo Amore materno correva nella mia mente, e se pensieri afflitti mi
affliggevano,
stendeva la sua Maternità in ogni mio pensiero, li nascondeva nel suo
Amore, li baciava,
sicché la mia mente me la sentivo nascosta sotto l’ala materna, che
non mi lasciava mai
solo; ogni mio pensiero teneva la mia Mamma che mi amava e mi
prestava tutte le
sue cure materne. La sua Maternità si
stendeva in ogni mio respiro, in
ogni mio palpito, e
se il mio respiro e palpito era soffocato dall’amore e dal dolore,
correva con la sua
Maternità per non farmi soffocare dall’amore e mettermi il balsamo al
mio cuore trafitto. Se guardavo, se parlavo, se operavo, se
camminavo, correva per
ricevere nel suo
Amore materno i miei sguardi, le mie parole, le mie opere, i miei passi, li
investiva col suo
Amore materno, li nascondeva nel suo cuore e mi faceva da Mamma,
anche nel cibo che
mi preparava faceva scorrere il suo materno Amore, sicché, Io
mangiandolo, sentivo
la sua Maternità che mi amava, e poi, che dirti quanto sfoggio di
Maternità fece nelle
mie pene? Non ci fu pena, né goccia di
sangue che versai, in cui
non sentii la mia
cara Mamma. Dopo che mi faceva da
Mamma, prendeva le mie pene,
il mio sangue, se li
nascondeva nel suo materno cuore per amarli e continuare la sua
Maternità. Chi può dirti quanto mi amò e quanto la
amai? Il mio Amore fu tanto, che
non sapevo stare in
tutto ciò che feci senza sentire la sua Maternità insieme con Me.
Posso dire che Lei
correva per non lasciarmi mai, anche nel respiro, ed Io la chiamavo,
la sua Maternità era
per Me un bisogno, un sollievo, un appoggio alla mia Vita quaggiù.
(7) Ora figlia mia, ascolta un’altra sorpresa
d’amore del tuo Gesú e della nostra
Mamma Celeste,
perché in tutto ciò che si faceva tra Me e la mia Mamma, l’amore non
trovava intoppo,
l’amore dell’uno correva nell’amore dell’altro per formare una sola Vita.
Or, volendolo fare
con le creature, quanti intoppi, ripulse ed ingratitudini, ma il mio
Amore non si arresta
mai. Or tu devi sapere, che come la mia
inseparabile Mamma
stendeva la sua
Maternità dentro e fuori della mia Umanità, così la costituivo e la
confermavo Madre di
ciascun pensiero di creatura, d’ogni respiro, d’ogni palpito, d’ogni
parola, e facevo
stendere la sua Maternità nelle opere, nei passi, in tutte le loro pene; la
sua Maternità corre
ovunque, nei pericoli di cadere in peccato corre, le copre con la sua
Maternità acciò non
cadano, e se sono cadute lascia la sua Maternità come aiuto e
difesa per farle
rialzare. La sua Maternità corre e si
stende sulle anime che vogliono
essere buone e
sante, come se trovasse il suo Gesú in esse, fa da Madre alla loro
intelligenza, guida
le loro parole, le copre e nasconde nel suo Amore materno, per
crescere altrettanti
Gesú. La sua Maternità fa sfoggio sul
letto dei morenti, e
avvalendosi dei diritti di autorità di Madre, dati da Me, mi dice
con accento sì tenero, che
Io non posso
negarle: “Figlio mio, sono Madre, e
sono figli miei, devo metterli in salvo.
Se ciò non mi
concedi la mia Maternità ne va disotto”.
E mentre ciò dice li copre col suo
Amore, li nasconde
nella sua Maternità per metterli in salvo.
Il mio Amore fu tanto che le
dissi: “Madre mia, voglio che sia la Madre di
tutti, e ciò che hai fatto a Me, farai a tutte le
creature. La tua Maternità si stende in tutti gli atti
loro, in modo che tutti vedrò coperti e
nascosti nel tuo
Amore materno”. La mia Mamma accettò e
restò confermato che non
solo doveva essere
Madre di tutti, ma d’investire ciascun atto di essi col suo Amore
materno. Questa fu una delle grazie più grandi che
feci a tutte le umane generazioni.
Ma quanti dolori non
riceve la mia Mamma? Giungono a non
voler ricevere la sua
Maternità, a
disconoscerla, e perciò tutto il Cielo prega, aspetta con ansia che la Divina
Volontà sia
conosciuta e regni, e allora la gran Regina farà ai figli del mio Volere ciò
che
fece al suo Gesú, la
sua Maternità avrà vita nei figli suoi.
Io cederò il mio posto a chi
viva nel mio Volere
nel suo cuore materno; Lei me li crescerà, guiderà i loro passi, li
nasconderà nella sua
Maternità e Santità; si vedrà in tutti i loro atti impresso il suo
Amore materno e la
sua Santità; saranno veri figli suoi, che mi somiglieranno in tutto, ed
oh! come amerei che
tutti sapessero che chi vuol vivere nel mio Volere ha una Regina e
Madre potente, che
supplirà a ciò che loro manca, li crescerà nel suo grembo materno
ed in tutto ciò che
faranno starà insieme con loro, per modellare gli atti loro ai suoi, tanto
che si conoscerà che
sono figli cresciuti, custoditi, educati dall’Amore della Maternità
della Mamma mia, e
questi saranno quelli che la renderanno contenta, e la sua gloria ed
il suo onore”.
Fiat!!!
Libro di Cielo. Luisa Piccarreta, Dicembre 28, 1938
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