La pace sia con te

martedì 25 febbraio 2020

Malattie contagiose predette dalla serva di Dio Luisa Piccarreta

Libro di Cielo “Il Regno della mia Divina Volontà in mezzo alle creature. Il richiamo delle creature nell’ordine, al suo posto e nello scopo per cui fu creata da Dio”. 

Serva di Dio Luisa Piccarreta 


Da una lettera di S. Annibale  Maria Di Francia  a Luisa: "Sono Scritti che ormai bisogna far conoscere al mondo.  Credo che procureranno grandi beni.  Per quanto sublime e' questa scienza del Divino Volere, altrettanto questi scritti di una dettatura celeste, la presentano chiara e limpida.  Ma, a parer mio, nessun umano ingegno avrebbe potuto formarli." Vostro in G.C. Canonico A.M. Di Francia Messina, li' 20.6.1924

12-65 Ottobre 16, 1918
  Predice le guerre e la sorte di alcuni paesi.
 ... Ora voglio dirti una cosa consolante:  L’Italia, la Francia, ora vincono e la Germania perde.  Tutte le nazioni hanno delle macchie nere e tutte meritano umiliazioni e schiacciamenti.  Ci sarà un parapiglio generale, sconvolgimento dappertutto; col ferro, col fuoco e con l’acqua, con morte repentine, con mali contagiosi, rinnoverò il mondo, farò cose nuove; le nazioni faranno una specie della torre di Babele, giungeranno a neppure capirsi tra loro, i popoli si ribelleranno tra loro, non vorranno più re; tutti saranno umiliati e la pace verrà solo da Me, e se senti dir pace, non sarà vera, ma apparente.  Quando avrò tutto purgato, ci metterò il mio dito in modo sorprendente e darò la vera pace, ed allora tutti quelli che saranno umiliati ritorneranno a Me, e la Germania sarà cattolica, ho dei grandi disegni su di essa; l’Inghilterra, la Russia e dovunque si è sparso il sangue, risorgerà la fede e s’incorporeranno alla mia Chiesa.  Ci sarà il grande trionfo e l’unione dei popoli.  Perciò prega, e ci vuole pazienza, perché non sarà così presto, ma ci vorrà il tempo”. 

+  +  +

  20-43 Dicembre 29, 1926 
Come nell’Umanità di Nostro Signore fu formata la nuova creazione del regno della Volontà Suprema. 
... Dopo di ciò il mio dolce Gesù come lampo mi è sfuggito ed io volevo seguirlo, ma con somma mia amarezza vedevo in quel lampo che dovevano venire malattie contagiose che serpeggiaranno quasi in tutte le nazioni, non esclusa l’Italia nostra, pareva che molti ne morivano fino a spopolare le case, in parecchie nazioni infieriva più forte il flagello, ma quasi tutte saranno toccate, sembra che si danno la mano nell’offendere il Signore e Nostro Signore tocca tutti con gli stessi flagelli, ma spero che voglia placarsi, così i popoli soffriranno di meno. 


+  +  +

giovedì 20 febbraio 2020

Perché non vogliono andare al voto


I masaniello preferiscono andare in carrozza














































      Tommaso Aniello d'Amalfi, meglio conosciuto come Masaniello (Napoli, 29 giugno 1620 – Napoli, 16 luglio 1647)  guidò la rivolta napoletana che vide, dal 7 al 16 luglio 1647, la popolazione della città insorgere contro la pressione fiscale imposta dal governo vicereale spagnolo.   La leggenda narra che fu  Invitato dal viceré spagnolo a fare un giro nella sua carrozza. Da quel momento il rivoluzionario cambiò atteggiamento, tanto che dopo poco tempo fu ucciso dai popolani napoletani. 





___________




martedì 7 gennaio 2020

Aurelio Porfiri. Elogio della preghiera distratta


Elogio della preghiera distratta



A coloro che sono nel mondo ma non sono del mondo, non viene sempre facile pregare con concentrazione. La preghiera è spesso e volentieri disturbata da altri pensieri, altre preoccupazioni, altri affanni; il rosario viene detto un poco meccanicamente, senza fissare la propria mente sui misteri che si meditano in quel giorno. Eppure, non bisogna smettere di pregare, anzi quella preghiera ha veramente un valore speciale. Come mai dico questo? Cercate di seguire. Siamo esseri fragili. Pascal nei suoi Pensieri affermava: L’uomo è solo una canna, la più fragile della natura; ma una canna che pensa. Non occorre che l’universo intero si armi per annientarlo; un vapore, una goccia d’acqua bastano a ucciderlo. Ma, quand’anche l’universo lo schiacciasse, l’uomo sarebbe pur sempre più nobile di quel che lo uccide, perché sa di morire, e la superiorità che l’universo ha su di lui; mentre l’universo non ne sa nulla. Tutta la nostra dignità sta, dunque, nel pensiero. In esso dobbiam cercare la ragione di elevarci, e non nello spazio e nella durata, che non potremmo riempire. Lavoriamo, quindi, a ben pensare: ecco il principio della morale. Quindi la facoltà più nobile è quella del pensare, ma è proprio in uno degli elementi del pensare, la capacità di focalizzarsi, che si annida l’avversario. Eppure la volontà di non arrendersi alla tentazione di lasciare perdere, già denota una vittoria importante. Il diavolo non si arrende, ma neanche noi. Se non ci arrendiamo stiamo ingaggiando il nostro sacrosanto combattimento spirituale.
…
Aurelio Porfidi.Uscire nel mondo: strategie di sopravvivenza  per cattolici non adul[tera]ti






________________________

sabato 4 gennaio 2020

Più realista del re

Più papista del papa




Segui @matteosalvinimi
Altro
Donne e uomini liberi devono ringraziare il presidente Trump e la democrazia americana per aver eliminato #Soleimani, uno degli uomini più pericolosi e spietati al mondo, un terrorista islamico, un nemico dell’Occidente, di Israele, dei diritti e delle libertà. @realDonaldTrump









_______________________

venerdì 3 gennaio 2020

Aleksandr Solženicyn: "I principali capi bolscevichi non erano russi. Odiavano i russi e i cristiani"


HOLODOMOR: la più grande carneficina umana


Aleksandr Solženicyn nel Gulag 



           

Senza gli ebrei non ci sarebbe stato il bolscevismo. Per un ebreo nulla è più offensivo della verità. Dal 1918 al 1957, i terroristi ebrei assetati di sangue hanno ucciso 66.000.000 di persone».

- «Dovete capire che i principali capi bolscevichi che si impadronirono della Russia non erano russi. Essi odiavano i russi. Odiavano i cristiani. Guidati da un odio razziale, essi torturarono e macellarono milioni di russi senza il minimo rimorso. La Rivoluzione d'Ottobre non fu quella che voi in America definite la "Rivoluzione russa". Essa fu l'invasione e la conquista della popolazione russa. Molti miei connazionali soffrirono crimini orribili che mai nell'intera Storia dell'umanità popoli o nazioni hanno dovuto subire. Questo fatto non può essere minimizzato. Il bolscevismo ha realizzato la più grande carneficina umana di tutti i tempi. Il fatto che la maggior parte del mondo oggi ignori questa realtà è la prova che gli stessi mezzi di comunicazione globali sono nelle mani degli assassini».

- Aleksandr Solženicyn (1918-2008)
Premio Nobel per la Letteratura nel 1970.

La preponderanza  di ebrei nel primo governo bolscevico è stata confermata anche dal presidente russo Vladimir Putin. Il 13 giugno 2013, parlando davanti ai rappresentanti della comunità ebraica di Mosca riuniti nel museo Schneerson, egli ha affermato:

«Le decisioni riguardanti la nazionalizzazione della Libreria "Schneerson" furono prese dal primo governo dell'Unione Sovietica. E oltre l'80-85% dei membri del primo governo dell'Unione Sovietica era composto da ebrei. E questi ebrei, guidati da concezioni ideologiche false, hanno arrestato e represso i seguaci del giudaismo, del cristianesimo, dell'islam e i credenti di altre religioni. Essi non hanno fatto alcuna differenza. Grazie a Dio questi paraocchi ideologici e queste false concezioni ideologiche hanno collassato...» 45.  








______________________

giovedì 2 gennaio 2020

Ecco perché il papa perde la pazienza

Cos'ha detto la donna cinese al papa ?















































______________________

martedì 31 dicembre 2019

“La mafia … nasce e si sviluppa subito dopo l’unificazione del Regno d’Italia”

La mafia nasce dopo il 1860. Mazzini Autorizza Furti Incendi Avvelenamenti






















Rocco Chinnici nasce a Misilmeri il 19 gennaio 1925 e, dopo la maturità classica ottenuta nel 1943 presso il Liceo Classico «Umberto» a Palermo, si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza a Palermo, laureandosi il 10 luglio 1947.
Nel 1952 entra in magistratura, al Tribunale di Trapani.
Dopo viene trasferito a Partanna, dove rimane pretore per 12 anni e nel maggio 1966 viene trasferito a Palermo, presso l'Ufficio Istruzione del Tribunale, come giudice istruttore.
Nel novembre 1979 viene promosso Consigliere Istruttore presso il Tribunale di Palermo.
Rocco Chinnici ha consentito la realizzazione del primo maxiprocesso alla mafia ed è considerato il padre del Pool Antimafia, chiamando a se magistrati come Falcone, Borsellino e Di Lello.
Chinnici pertecipò anche a molti congressi e convegni perchè credeva che i giovani fossero molto importanti nella lotta alla mafia.
Fu il primo magistrato a parlare agli studenti della mafie e delle droghe.

Nella sua relazione sulla mafia tenuta nell’incontro di studio per magistrati organizzato dal Consiglio Superiore della Magistratura a Grottaferrata il 03-07-1978 si espresse così: “Riprendendo le fila del nostro discorso, prima di occuparci della mafia del periodo che va dall’unificazione del Regno d’Italia alla prima guerra mondiale e all’avvento del fascismo, dobbiamo brevemente, ma necessariamente premettere che essa come associazione e con tale denominazione, prima dell’unificazione, non era mai esistita in Sicilia”, e più oltre aggiunge: “La mafia … nasce e si sviluppa subito dopo l’unificazione del Regno d’Italia”.»

In una delle sue ultime interviste, Chinnici ha detto:
«La cosa peggiore che possa accadere è essere ucciso. Io non ho paura della morte e, anche se cammino con la scorta, so benissimo che possono colpirmi in ogni momento. Spero che, se dovesse accadere, non succeda nulla agli uomini della mia scorta. Per un Magistrato come me è normale considerarsi nel mirino delle cosche mafiose. Ma questo non impedisce né a me né agli altri giudici di continuare a lavorare».
Il 29 luglio 1983 una Fiat 127 imbottita di esplosivo fu parcheggiata davanti alla sua casa in via Pipitone Federico a Palermo e fu fatta esplodere dal killer mafioso Antonino Madonia, uccidendo Rocco Chinnici, il maresciallo dei carabinieri Mario Trapassi, l'appuntato Salvatore Bartolotta, componenti della scorta del magistrato, e il portiere dello stabile di via Pipitone Federico Stefano Li Sacchi.
Il processo per l’omicidio ha individuato come mandanti i fratelli Nino e Ignazio Salvo, e si è concluso con 12 condanne all’ergastolo e quattro condanne a 18 anni di reclusione per alcuni fra i più importanti affiliati di Cosa Nostra.
Nel 1985 è stato istituito il “Premio Chinnici” per le attività di studio e ricerca contro il fenomeno mafioso e di educazione alla legalità.



Leonardo Sciascia, poeta e scrittore siciliano, scrisse:
«La più completa ed essenziale definizione che si può dare della mafia, crediamo sia questa: la mafia è un'associazione per delinquere, coi fini di illecito arricchimento per i propri associati, che si impone come intermediazione parassitaria, e imposta con mezzi di violenza, tra la proprietà e il lavoro, tra la produzione e il consumo, tra il cittadino e lo Stato».[29] In un suo studio apparso nel 1972 su Storia illustrata[30] ricostruisce con molta attenzione l'origine del termine mafia. Egli riprende anche la teoria relativa all'introduzione del vocabolo nell'isola, ricondotta all'unificazione del Regno d'Italia, espressa da Charles Heckethorn;[31] questa teoria, poi ripresa dall'economista e sociologo Giuseppe Palomba, afferma che il termine «MAFIA» non sarebbe altro che l'acronimo delle parole: «Mazzini Autorizza Furti Incendi Avvelenamenti». Va considerato il significato antropologico non privo di valore riguardo a un'organizzazione segreta a specchi capovolti che sarebbe nata nell'isola [Sicilia] con finalità più o meno carbonare.[32]  

https://it.wikipedia.org/wiki/Mafia#cite_note-25

29. Salvatore Scarpino, Storia della mafia, Piccola biblioteca di base, ed. Fenice 2000, 1994, pag. 15.
30 ^ ora ripubblicato con il titolo La storia della mafia
31    Charles W. Heckethorn, Secret Societies of All Ages and Countries, London, G. Redway, 1897, il quale si sofferma sulla missione segreta di Mazzini in Sicilia avvenuta l'anno prima (1860) dell'Unità d'Italia
32    32  G. Palomba, Sociologia dello sviluppo - L'unificazione del Regno d'Italia, Giannini, Napoli, 1962, pp. 203–204.


_________________________________