La pace sia con te

giovedì 12 gennaio 2012

CHI HA TRAMATO PER INSEDIARE UN GOVERNO TECNICO?

Ripubblichiamo un articolo del maggio 2010, esternazione del solito complottista e che  poi si è puntualmente attuato.


CHI TRAMA PER INSEDIARE UN GOVERNO TECNICO?


«Tramano per insediare un governo tecnico»

Roma «A me sembra siano tornati i tempi dell’uso strumentale della custodia
cautelare». È stato Giorgio Stracquadanio a incontrare Silvio Scaglia in carcere.
La lunga detenzione del manager, secondo il deputato Pdl, non è casuale. Ricorda
l’uso del carcere preventivo «per estorcere confessioni su reati non commessi. Lui
non è più in Fastweb, ma Fastweb fa gola a molti. E soprattutto, fa gola a chi
vuole impedire il progetto del governo di realizzare un unico gestore della rete
delle telecomunicazioni».

Ma non c’è solo il caso dell’ex ad della compagnia di telecomunicazioni. È vero
che le cronache giudiziarie sembrano quelle degli anni Novanta, però - sostiene
Stracquadanio - non è una nuova Tangentopoli. Non sono nemmeno casi isolati,
né un lento assedio a Berlusconi. «Per me - spiega - è ancora più grave. Vediamo i
casi. Cade Scajola. Il ministro che aveva nelle mani il dossier sul nucleare e al
quale qualcuno rimproverava un atteggiamento non ecumenico. Il ministro che si
era scontrato un po’ a muso duro con il vero uomo forte di Fiat, Sergio
Marchionne sulla questione degli incentivi. Girano voci che stiano compiendo
indagini su Matteoli, il ministro che deve realizzare uno dei simboli del governo
Berlusconi: il ponte sullo Stretto. C’è chi dice, negli ambienti dei costruttori, che
il general contractor non voglia più farlo». Poi l’avviso di garanzia a Verdini.

«Sembra - sostiene il parlamentare - un messaggio. È come se qualcuno dovesse
pagare la colpa di avere deciso che l'eolico in Sardegna non si fa e che non si
realizza quanto promesso da Cappellacci e Berlusconi in campagna elettorale. E
sa a chi aveva affidato Soru, l'ex presidente Sardo, tutto l'eolico? A Sorgenia,
gruppo De Benedetti, che usa tecnologia di Edf». Un altro complotto? «No. So
che quando ci sono interessi reali, il gioco si fa pesante e che in Italia oggi l'arma più forte è usare la giustizia. Dall'uso politico siamo passati all'uso politico economico della giustizia».

Dietro non c’è il Pd. E nemmeno Di Pietro. Difficile dimostrare anche un
collegamento con i problemi del Pdl, anche se una coincidenza Stracquadanio la
rileva. «C'è una cosa irragionevole: Fini sferra l'attacco alla leadership di
Berlusconi nel momento in cui è politicamente invincibile. Non è che qualcuno
gli ha detto che quell’attacco serviva comunque?». Difficile anche capire a cosa
puntino i protagonisti di questo «uso politico-economico della giustizia».
Probabilmente il governo tecnico, che «potrebbe chiudere tutte queste partite,
con la soddisfazione di chi vuole rimuovere l’unico ostacolo al compimento di
disegni da prima Repubblica, cioè Silvio Berlusconi». Una cosa è certa. E cioè che
«i veri conflitti di interesse sono quelli occulti, non quelli che riguardano il
Cavaliere che è sotto i riflettori tutti i giorni». L’altra certezza di Stracquadanio
riguarda la riuscita di questi disegni. «Rispondo citando Bossi: fino a quando ci
saranno Silvio e Umberto non succederà niente. È proprio così».


© IL GIORNALE ON LINE S.R.L.
Il Giornale - n. 421 del 08-05-2010

giovedì 29 dicembre 2011

INDULGENZA PLENARIA AL GIORNO

                                                         Rembrandt. Il figliuol prodigo.

Una indulgenza plenaria al giorno, non giubilare ma ordinaria, applicabile anche ai defunti, può essere acquisita sempre da tutti i fedeli, in tutti i giorni dell’anno alle solite tre condizioni:


- Confessione;

- Comunione;

- Preghiera secondo le intenzioni del Papa.

Aggiungendo, a scelta, una delle seguenti opere di carità:

1. Recita comunitaria del Santo Rosario, anche in casa.

2. Il pio esercizio della Via Crucis davanti alle quattordici stazioni, in chiesa.

3. Visita al Santissimo Sacramento e Adorazione per almeno mezz’ora, in chiesa.

4. Lettura della Sacra Scrittura a modo di lettura spirituale, per almeno mezz’ora, in casa.

* L’acquisizione della indulgenza plenaria ordinaria, può essere anche offerta per indulgenziare un’anima del Purgatorio a scelta.



Indulgenze Plenarie concesse in determinati giorni

• 1 gennaio (conc. 26 § 1,1)

• Settimana per l’unità dei cristiani (conc. 11 § 1)

• Tutti i venerdì di Quaresima (conc. 8 § 1,2)

• Giovedì Santo (conc. 7 § 1, 2)

• Venerdì Santo (conc. 13 § 1)

• Sabato Santo (conc. 28 § 1)

• Solennità del Corpo e Sangue di Cristo

• Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù (conc. 3)

• Solennità dei santi Apostoli Pietro e Paolo (conc. 14 § 1; 33 § 1,2,3)

• 2 agosto (conc. 33 § 1.2.3.5) Perdono di Assisi

• Tutti i giorni dal 1 all’8 novembre (conc. 29 § 1,1) applicabile sol­tanto alle anime del Purgatorio

• Commemorazione di tutti i fedeli defunti (conc. 29 § 1,2)applicabile sol­tanto alle anime del   Purgatorio

• Solennità di Cristo Re (conc. 2)

• 31 dicembre (conc. 26 § 1,2)



Indulgenze Plenarie concesse per circostanze particolari

• Benedizione papale (conc. 4)

• Celebrazione giubilari delle Ordinazioni (conc. 27 § 2)

• Congresso Eucaristico (conc. 7 § 1,4)

• Esercizi spirituali (conc. 10 § 1)

• Giornata universalmente dedicata a celebrare qualche fine religioso

(conc. 5)

• Giorno anniversario del proprio Battesimo (conc. 28 § 1)

• Giorno della Consacrazione della Famiglia (conc. 1)

• Giorno della dedicazione della Chiesa o dell’Altare (conc. 33 § 1,6).

• Giorno fissato per una chiesa stazionale (conc. 33 § 2)

• In punto di morte (conc. 12)

• Nella celebrazione liturgica del Fondatore di Istituti di vita consacrata

e di Società di vita apostolica (conc. 33 § 1,7)

• Nella solennità del Titolare di una basilica minore, di una chiesa cattedrale,

di un santuario, di una chiesa parrocchiale (conc. 33 § 1,2-5).

• Pellegrinaggio (conc. 33 § 1,1,3)

• Prima comunione (conc. 8 § 1,1)

• Prima Messa (conc. 27 § 1)

• Processione eucaristica (conc. 7 § 1,3)

• Sacre Missioni (conc. 16 § 1)

• Sinodo diocesano (conc. 31)

• Una volta all’anno, in un giorno scelto liberamente (conc. 33 § 1,2,4)

• Visita pastorale (conc. 32)


NORME da:


COSTITUZIONE APOSTOLICA
INDULGENTIARUM DOCTRINA
DI SUA SANTITÀ
PAOLO PP.VI


N. 1. L’indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della chiesa, la quale, come ministra della redenzione, autoritativamente dispensa ed applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei santi.

N. 2. L’indulgenza è parziale o plenaria secondo che libera in parte o in tutto dalla pena temporale dovuta per i peccati.

N. 3. Le indulgenze sia parziali che plenarie possono essere sempre applicate ai defunti a modo di suffragio.

Per dettagli su quanto qui non riportato si rimanda al Manuale delle Indulgenze (Enchiridion Indulgentiarum) quarta edizione della Libreria Editrice Vaticana 2008




_____________________

TANTI AUGURI ALL' ITALIA (nonostante Monti)

Dal blog di Marcello Foa

Chi segue questo blog sa che non ho fiducia in Mario Monti, che reputo troppo sensibile agli interessi dei suoi ex datori di consulenza Goldman Sachs, Moody’s e delle organizzazioni sovranazionali di cui è stato fino a pochi giorni fa membro e dove senz’altro rientrerà una volta terminato il suo mandato (Bilberberg, Trilaterale, Breugel) e troppo poco agli interessi dell’Italia. Di solito in questi giorni ci si scambia gli auguri e li formulo a tutti voi; ma soprattutto all’Italia nella speranza che lo stellone che ha accompagnato questo Paese per lunghi decenni nel Dopoguerra ricompaia sopra il suo Cielo.

Non posso però negare un certo pessimismo: per rinascere l’Italia dovrebbe essere davvero sovrana ovvero poter disporre di se stessa e dei propri mezzi, mentre oggi non lo è più. E’ un Paese in ostaggio dei mercati finanziari, dell’Unione europea, delle grandi banche “troppo grandi per fallire”, delle élite sovranazionali a cui appartiene Monti e che stanno portando il mondo verso un neofeudalesimo.

Incrociamo le dita e in alto i calici: un brindisi agli uomini autenticamente liberi, come i blogger che animano “il cuore del mondo”, qualunque sia il loro orientamento politico.

Marcello Foa

fonte: http://blog.ilgiornale.it/foa/2011/12/24/tanti-auguri-allitalia-nonostante-monti/
 
 
 
 
____________________________

lunedì 26 dicembre 2011

PER UN' ECONOMIA GRANDE OCCORRONO BANCHE PICCOLE.



La gattopardesca crisi prossima ventura


Colpa delle grandi banche, ma nulla è cambiato. Così un libro fa discutere l'America

Un mostro si staglia all'orizzonte dell'economia mondiale: una nuova crisi.

Perché? Perché Obama, come Bush e Clinton prima di lui, ha deciso di puntare sui responsabili della crisi: i "13 banchieri" che hanno intossicato il sistema finanziario globale. Non ha ridotto il loro potere e la loro libertà di fare danni in giro per il mondo. Anzi, li ha rafforzati.

E' questa la tesi di "13 bankers", il libro di Simon Johnson e James Kwak di cui si discute molto negli Usa. Secondo i due autori, le banche responsabili della recessione possono esercitare un ricatto perché sono troppo grosse e controllano una fetta troppo importante dell'economia, piazzano i propri esponenti al Congresso e finanche alla Casa Bianca, fanno credere che la ricchezza collettiva dipenda da loro.

Citando il Gattopardo, "se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi": così la finanza cavalca un'amministrazione dopo l'altra e non smonta mai di sella.

Oggi le sei maggiori banche statunitensi rappresentano il 63% del Pil federale. Prima della crisi ne controllavano una fetta compresa tra il 57% e il 58%. Se si risale a 15 anni fa, gli stessi istituti costituivano il 17% dell'economia. Sono cresciute e crescono ancora, l'America dipende sempre più da loro.

E' un circolo vizioso: crescono grazie ai sussidi e alle tasse di tutti e poi possono permettersi qualsiasi errore perché tanto sono troppo grosse per essere lasciate fallire. E cresceranno fino alla prossima crisi.

Secondo Johnson e Kwak, "la struttura degli incentivi creata da alta leva finanziaria (spostando il rischio dagli azionisti e dai datori di lavoro ai creditori e, in ultima istanza, ai contribuenti) ed enormi bonus unilaterali (grandi negli anni buoni e comunque buoni negli anni cattivi) non è cambiata. Il basilare, massiccio sistema di sussidio resta inalterato: quando i tempi sono buoni, le banche si tengono il meglio sotto forma di compensi per executive e trader; quando i tempi sono cattivi e si profilano potenziali crisi, il governo paga il conto."

La soluzione? Letteralmente, fare a pezzi le banche. Devono essere rese così piccole da "poter fallire". E' la tesi che pervade l'intero libro.

Bisogna riformare il sistema finanziario in modo che le banche non possano più ricattare la politica e il resto dell'economia.

E per Johnson "piccolo" è veramente "bello".
Ecco cosa ha dichiarato in un'intervista al network radiofonico satellitare NPR:

"Sostengo che essendo più piccoli, le banche di comunità e i crediti coperativi offrono condizioni migliori: per esempio, un trattamento più equo sulle carte di credito e termini migliori per i conti correnti. E tanta gente non ci ha mai pensato.

Le grandi banche, le mega banche della nostra economia - Citigroup, Bank of America e così via - hanno veramente fatto del male a tutti noi attraverso il loro pessimo comportamento e la continua attività di lobby che impedisce una concreta riforma finanziaria. E dunque, trasferire i vostri soldi è un bene per gli individui e anche dal punto di vista del sistema finanziario."

estratto da: http://economia.virgilio.it/soldi/la-gattopardesca-crisi-prossima-ventura.html



_________________

sabato 24 dicembre 2011

MANOVRA MONTI: Robin Hood alla rovescia: tolgono ai poveri per dare al FMI. Fondo Monetario Internazionale

MA QUESTI SONO MATTI


DI GIUSEPPE COPPEDE'
movimentodiazionepopolare

Il testo del cosiddetto decreto “salva Italia” è stato approvato ieri dal Senato. Valore complessivo della manovra 39,97 miliardi di euri. Di cui il 90% è rappresentato da nuove tasse . Ma non è questa la notizia del giorno. Quella vera, ovviamente non data dai tg, la troviamo sul Sole 24 ore. «La Banca d'Italia è autorizzata a svolgere le trattative con il Fondo monetario internazionale per la conclusione di un accordo di prestito bilaterale per un ammontare pari a 23 miliardi e 480 milioni di euro. L'accordo diventa esecutivo a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto legge.
È quanto recita una disposizione contenuta nella bozza del decreto "Milleproroghe" che prevede la stipula di un accordo di prestito bilaterale. Sul prestito è accordata la garanzia dello Stato per il rimborso del capitale, per gli interessi maturati e per la copertura di eventuali rischi di cambio e si stabilisce anche che i rapporti derivanti dal prestito al Fmi saranno regolati mediante una convenzione fra il ministero dell'Economia e la Banca d'Italia. In tal modo l'Italia dà un seguito concreto a quanto si è deciso con il vertice dei capi di Stato e di Governo del 9 dicembre nonchè con la riunione dei ministri dell'Eurogruppo del 19 dicembre scorso, nella quale si è stabilito che dai paesi di Eurolandia verranno conferite al Fmi risorse addizionali per 150 miliardi di euro nella forma di prestiti bilaterali che andranno ad aggiungersi alle risorse ordinarie del Fondo, per conferire all'organismo di Washington la capacità finanziaria per fronteggiare la crisi. »
(Fonte: www.ilsole24ore.com)

Nel momento in cui lo spread Btp-Bund chiude vicino a quota 500 punti con un rendimento decennale al 6,92%, il Pil della nazione è oramai avviato sulla strada della recessione, la manovra impone sacrifici per 39,97 miliardi di euri, Bankitalia ( e quindi il sistema bancario privato unico beneficiario della manovra e che restringe il credito all’economia reale) trova la maniera di dilapidare il 58% dell’ammontare complessivo del provvedimento appena approvato dalle camere “prestandolo” al FMI. Se questi non sono matti sono criminali. Teniamo presente che entro marzo rinunceremo pure alla sovranità fiscale a beneficio dell’Europa, dopodiché avendo già rinunciato a quella nazionale e monetaria saremo belli e fritti.
Chissà se i “professori” ed i loro manovratori hanno previsto il ritorno dei popoli alla realtà.

Giuseppe Coppedè

Fonte: http://movimentodiazionepopolare.blogspot.com/
Link: http://movimentodiazionepopolare.blogspot.com/2011/12/ma-questi-son-matti.html

23.12.2011



_____________________

MONTI SENATORE A VITA: anomalia.



Lettera di Paolo Cirino Pomicino a Giuliano Ferrara - da "Il Foglio"

PAOLO CIRINO POMICINO

Ho letto attentamente la sua lettera indirizzata al presidente della Repubblica e credo sia utile qualche ulteriore osservazione. Il governo di Monti non è la causa di una "presunta sospensione della democrazia" ma è l'effetto di una crisi grave della politica alla quale, con l'eccezione di pochi, tutti hanno portato il proprio contributo in questi anni.

In momenti di crisi drammatiche come quelle che viviamo, infatti, i partiti si sono tirati indietro abbandonando le proprie responsabilità e aprendo, di fatto, le porte a un'anomalia che non ha precedenti nella nostra storia repubblicana né nella storia democratica dell'Europa.

MONTI

Nel 1976 (crisi economica e terrorismo) furono i partiti con i propri leader, (Moro, Berlinguer, Craxi, La Malfa) a puntellare con fantasia il possibile governo del paese (il governo della "non sfiducia") affidandone le responsabilità al monocolore Andreotti ma giocando un ruolo fondamentale nell'attività legislativa (la riforma sanitaria e quella psichiatrica, la costruzione e l'adesione al sistema monetario europeo).

Alcuni anni fa la democrazia tedesca costituì la grande coalizione tra partiti alternativi pur di garantire la governabilità del paese mentre ieri l'altro, nella debole democrazia greca, i partiti hanno avuto un colpo d'ala mettendo alla guida del governo l'ex vicepresidente della Bce Lucas Papademos ma entrando in massa con i propri uomini nella compagine governativa.

PIER FERDINANDO CASINI

E' inutile ricordare che quella soluzione fu facilitata da un gesto da statista del leader del partito di maggioranza George Papandreou. Tutto questo non è avvenuto in Italia nonostante gli inviti di Casini nel 2010 e ripetuti poi in forma diversa nel dibattito sulla fiducia a Monti ("un coordinamento parlamentare"). Il motivo di questa latitanza di comune responsabilità politica sta tutta nelle follie di questi ultimi 20 anni.

Un lungo periodo caratterizzato da partiti personali inesistenti in tutte le democrazie occidentali, un sistema maggioritario impraticabile in un paese con opzioni politiche plurime, un pasticcio istituzionale per il quale abbiamo finito per non essere più una democrazia parlamentare (il nome del leader sulla scheda elettorale) senza avere il coraggio di proporne una presidenziale e, infine, la messa in soffitta delle grandi culture politiche che pure governano gli stati europei.

Il risultato è stato lo scontro permanente e personale tra i partiti, la sterilizzazione del ruolo del Parlamento, la selezione cortigiana dei parlamentari e la conseguente incapacità di avere una visione di quanto sta accadendo nel mondo con la finanziarizzazione dell'economia e l'egemonia della finanza diventata sempre più potere politico con effetti devastanti sull'economia reale e sul benessere di larga parte delle popolazioni nei paesi occidentali.

pmcno08 andreotti pomicino

Nel governo di un paese ogni vuoto viene subito occupato e così è puntualmente avvenuto e il presidente della Repubblica non poteva che prendere atto di un' anomalia grave generata dalla stessa politica e provvedervi. Un'ultima riflessione. L' improvvisa nomina a senatore a vita di Monti prima di avere l'incarico appare anch'essa un'anomalia.

L'avremmo capita, infatti, a fine del suo mandato governativo a meno che non sia stata sussurrata come condizione dallo stesso presidente del Consiglio il che renderebbe l'anomalia anche sgradevole. Ne discuteremo a tempo debito. Oggi ci preme l'emergenza del paese verso la quale a tutt'oggi manca, nel governo e nel Parlamento, una visione d'insieme nazionale e internazionale.

Paolo Cirino Pomicino




______________________


mercoledì 14 dicembre 2011

USCIRE DALL'EURO: Piano B di Tremonti?


Il biglietto di Stato: la vecchia banconota da cinquecento lire  stampata dal Poligrafico dello Stato e non dalla Banca d'Italia

Segretissimi.  Tremonti ad agosto aveva un piano.  Ecco come Giulio voleva portarci fuori dall'euro


La rivelazione (involontaria?) di Paolo Savona davanti alla commissione del Senato: "Me lo disse il ministro..."


Un piano straordinario per abbandonare l'euro e tornare alla lira. Era il progetto messo a punto dall'ex ministro Giulio Tremonti ad agosto, nel pieno della bufera sui titoli di stato. A rivelarlo, come scrive Fosca Bincher su Libero in edicola oggi, domenica 10 dicembre, è stato il professore Paolo Savona, economista e presidente del Fondo interbancario di tutela dei depositi, il 7 dicembre scorso in Senato davanti alla commissione straordinaria per il controllo dei prezzi. In quell'audizione, il professore ha sostenuto: "Un paese serio doveva avere sia un piano A per restare nell’euro, sia un piano B per uscire. Purtroppo la realtà ha dimostrato che il governo dell’economia precedente non aveva né l’uno né l’altro. E infatti ci hanno imposto altri il piano. Questo tipo di critica l’ho scritta ad agosto su un quotidiano". A quel punto il professore si è fermato, e gli è scappato un particolare fino a qui ignoto: "Non voglio rivelare segreti professionali, ma dopo quell’articolo fui chiamato dal ministro dell’Economia che mi disse: 'no, guardi, noi il piano B ce l’abbiamo'. Non so se è vero, ma potete chiederlo voi parlamentari al governo. Può essere che ci sia davvero un piano scritto".


11.12.2011

http://www.liberoquotidiano.it/news/889219/Segretissimi-Tremonti-ad-agosto-aveva-un-piano-Ecco-come-Giulio-voleva-portarci-fuori-dall-euro.html

(Nell'ambito della III guerra mondiale, questa potrebbe essere un'altra motivazione dell'attacco brutale e violentissimo al debito italiano da parte in primis della Germania e della Francia, che ha  provocato le dimissioni di Berlusconi e la formazione del  governo Monti, che come prima cosa ha prescritto la lira ... per bruciare il piano B. - ndr-)
Roma, 4 dic. (TMNews) - La vecchia lira arriva in soccorso dell'euro. La manovra sul tavolo del Consiglio dei ministri stabilisce la prescrizione anticipata delle lire in circolazione a favore dell'Erario. "Le banconote, i biglietti e le monete in lire ancora in circolazione - si legge - si prescrivono a favore dell'Erario con decorrenza immediata per essere riassegnate al Fondo ammortamento dei titoli di Stato". Nel passaggio dalla lira all'euro era stato previsto che chi è in possesso di lire può recarsi, fino al 28 febbraio 2012, presso la Banca d'Italia per avere il controvalore in euro delle banconote in suo possesso. Ora, si stabilisce invece la prescrizione immediata delle lire ancora in circolazione a beneficio dell'erario. Il totale, secondo i dati della Banca d'Italia di maggio 2010 ammonta 1,3 miliardi di euro.