La pace sia con te

martedì 15 aprile 2014

Napoleone Bonaparte su Gesù e la Chiesa

Il pensiero Napoleone Bonaparte su Gesù e la Chiesa

 


 

 

“Tutto di Gesù mi sorprende. Il suo spirito mi supera e la sua volontà mi confonde. Tra lui e qualsiasi altra persona al mondo non c’è possibilità di paragone. E’ veramente un essere a parte. Le sue idee, i suoi sentimenti, la verità che egli annuncia, la sua maniera di convincere, non si riescono a spiegare né con le istituzioni umane né con la natura delle cose. La sua nascita e la storia della sua vita, la profondità della sua dottrina che raggiunge davvero la vetta delle difficoltà e ne è la soluzione più ammirevole, il suo Vangelo, il suo cammino attraverso i secoli, tutto rappresenta per me un prodigio. E’ un mistero insondabile. Qui non vedo niente di umano, più guardo da vicino e più mi accorgo che tutto è al di sopra di me, tutto appare più grande. Tra il cristianesimo e qualsiasi altra religione c’è la distanza dell’infinito. Io di uomini me ne intendo e Gesù Cristo non era solamente un uomo. In Licurgo, in Numa, in Maometto, non vedo che dei legislatori i quali, poiché occupavano il primo posto nello Stato, hanno cercato la migliore soluzione al problema sociale. Non ci trovo nulla che nasconda la divinità ed essi stessi, del resto, non hanno mai alzato le loro pretese così in alto. Cerco invano nella storia qualcuno simile a Gesù Cristo o qualcuno che comunque si avvicini al Vangelo. Anche gli empi non hanno mai osato negare la sublimità del Vangelo che ispira loro una specie di venerazione obbligata! Che gioia procura questo libro! Dal primo giorno fino all’ultimo, egli è lo stesso, sempre lo stesso, maestoso e semplice, infinitamente severo e infinitamente dolce. Che parli o che agisca, Gesù è luminoso, immutabile, impassibile. Gesù si è impadronito del genere umano. Mentre tutto ciò che egli ha fatto è divino, negli altri, Zoroastro, Numa, Maometto, non c'è nulla, al contrario, che non sia umano. L'azione di questi mortali si limita alla loro vita. Cristo si tratta forse di una invenzione dell'uomo? No, al contrario è una realtà inspiegabile. Gesù è il solo che abbia osato tanto. E’ il solo che abbia detto chiaramente e affermato senza esitazione egli stesso di sé: io sono Dio. Voi parlate di Cesare e di Alessandro, delle loro conquiste e dell’entusiasmo che seppero suscitare nel cuore dei soldati, ma quanti anni è durato l’impero di Cesare? Per quanto tempo si è mantenuto l’entusiasmo dei soldati di Alessandro? Invece per Cristo è stata una guerra, un lungo combattimento durato trecento anni, cominciato dagli apostoli e proseguito dai loro successori e dall’onda delle generazioni cristiane. E che dura tutt'ora. Dopo san Pietro i trentadue vescovi di Roma che gli sono succeduti sulla cattedra hanno, come lui, subito il martirio. Durante i tre secoli successivi, la cattedra romana fu un patibolo che procurava sicuramente la morte a chi vi veniva chiamato. In questa guerra tutti i re e tutte le forze della terra si trovano da una parte, mentre dall’altra non vedo nessun esercito, ma una misteriosa energia, alcuni uomini sparpagliati qua e là nelle varie parti del globo e che non avevano altro segno di fratellanza che una fede comune nel mistero della Croce. Potete concepire un morto che fa delle conquiste con un esercito fedele e del tutto devoto alla sua memoria? Potete concepire un fantasma che ha soldati senza paga, senza speranza per questo mondo e che ispira loro la perseveranza e la sopportazione di ogni genere di privazione? Questa è la storia dell’invasione e della conquista del mondo da parte del cristianesimo. I popoli passano, i troni crollano e la Chiesa rimane! Quale è, dunque, la forza che mantiene in piedi questa Chiesa, assalita dall’oceano furioso della diffidenza, del pregiudizio, della collera e dell’odio del mondo? Qual è il braccio, dopo diciotto secoli, che l’ha difesa dalle tante tempeste che hanno minacciato di inghiottirla?”.

Napoleone Bonaparte, Imperatore francese, dall'opera "Conversazioni religiose", scritta negli ultimi anni di vita, durante l'esilio all'isola di Sant'Elena.
Titolo originale: Sentiment de Napoléon sur le christianisme, Conversations religieuses, recueillies à Sainte Hélène par M. le Général Comte de Montholon et par M. le Chevalier de Beauterne,Waille, Paris 1843.







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sabato 12 aprile 2014

SENTINELLE IN PIEDI A ROMA AL PANTHEON

Sentinelle al Pantheon. Centinaia.

Marco Tosatti su La Stampa.
Avevamo annunciato la manifestazione qui.

Dopo quaranta manifestazioni in trenta città italiane le “Sentinelle in piedi” hanno dato vita al loro primo ritrovo a Roma, in piazza del Pantheon, dalle 17 alle 18 di oggi. Alcune centinaia di persone di ogni età e cammino di vita sono rimaste in piedi, in silenzio, per un’ora, leggendo un libro che si erano portate; romanzi, il Vangelo, saggi di filosofia storia e varia umanità. Qualche ragazzo ripassava le lezioni di matematica.

Le “Sentinelle in piedi” sono un movimento di base, auto-organizzato, per protestare contro il disegno di legge Scalfarotto sull’omofobia, che sarà discusso in Senato la prossima settimana. “Un disegno di legge inutile e liberticida” l’ha definito alla fine dell’incontro uno degli organizzatori, rifiutando l’etichetta di “antigay” data alle “Sentinelle”. “Non siamo contro nessuna persona, tantomeno le persone omosessuali. E di questo fa fede il numero crescente di persone omosessuali che ci danno il loro appoggio spirituale e di presenza alle nostre sedute”.

Lo speaker ha ricordato poi che il movimento, che presuppone una presenza totalmente individuale (nessuna associazione o gruppo può prendervi parte come tale) è in difesa della famiglia naturale, nata dal matrimonio fra un uomo e una donna, del diritto dei bambini di avere una mamma e un papà come figure di riferimento maschile e femminile. E in difesa della libertà di espressione, che il disegno di legge Scalfarotto penalizzerebbe in maniera drastica, secondo gli organizzatori. Anche semplicemente dichiarare la propria contrarietà al matrimonio fra persone dello stesso sesso potrebbe avere conseguenze penali, affermano.

In altre occasioni recenti le Sentinelle sono state aggredite verbalmente e fisicamente dai sostenitori dei gruppi LGBT. In piazza del Pantheon c’era un presidio discreto delle forze dell’ordine, proprio per evitare incidenti del genere.




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mercoledì 9 aprile 2014

S. Alfonso Maria de Liguori. Apparecchio alla morte




S. Alfonso Maria de Liguori
Apparecchio alla Morte
cioè Considerazioni sulle Massime Eterne

Utili a tutti per meditare, ed a' sacerdoti per predicare

I Edizione IntraText CT
Copyright Èulogos 2007 - Vedi anche: Crediti
Crediti


Fonte a stampa
S. Alfonso Maria de Liguori, "OPERE ASCETICHE" Vol. IX, pp. 3 - 376, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 1965
Fonte della trascrizione elettronica
P. Salvatore Brugnano, CSSR
Marcatura ETML
Èulogos
Note editoriali
L'approccio alla lettura è a cura di P. Salvatore Brugnano, CSSR.
Nell'edizione IntraText i capoversi sono stati azzerati ad ogni cambio di pagina cartacea per consentire una migliore consultazione delle concordanze.

Puoi leggere qui il testo:





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giovedì 6 marzo 2014

ArciMussolini e ArciRenzi: la ballata di Curzio Malaparte



Matteo Renzi osannato a scuola

CANTATA dell’arciRonzini

O italiani ammazzavivi
il bel tempo torna già:
tutti i giorni son festivi
se vendetta si farà.
Son finiti i tempi cattivi
chi ha tradito pagherà.
Pace ai morti, bufale ai vivi:
cosa fatta capo ha.
Spunta il sole e canta il gallo
O Ronzini monta a cavallo.

Dacci pane pei nostri denti
Fantasie e paroloni
Ogni sorta d’ardimenti
Di mattane e d’avventure.
Sono acerbi gli argomenti
Ma le sorbe son mature:
siamo tutti pronti e attenti
facce sode e teste dure.
Spunta il sole e canta il gallo
O Ronzini monta a cavallo.

Pane abbiamo nella bisaccia
Polvere umida ed accendini
Vino rosso nella borraccia
E bastoni da pellegrini.
O bastardi guardateci in faccia
Non è più l’ora degli inchini
Siamo pronti ad andare a caccia
Spunta il sole e canta il gallo
O Ronzini monta a cavallo.

O Ronzini facciatosta
Quando ti metti a far buriana ?
Aspetti vento d’avventura
Greco, libeccio o tramontana ?
La stagione è già matura
Il brutto tempo s’allontana:
per montagna e per pianura
combatteremo all’italiana.

Spunta il sole e canta il gallo
O Ronzini monta a cavallo.


dalla Ballata dell'arciMussolini di Curzio Malaparte  con qualche leggera  modifica.





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mercoledì 19 febbraio 2014

Cancro in aumento tra i consumatori di carne

Cancro in aumento tra i consumatori di carne
New York Times, 24 settembre 1907





giovedì 13 febbraio 2014

FIAMMA D'AMORE: promessa per i defunti


  

PROMESSE DI GRAZIE DELLA FIAMMA  D’AMORE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA





-         "Irradia, o Maria, su tutta l'umanità la luce  di Grazia della Tua Fiamma d'Amore adesso e nell'ora della nostra morte. Amen".

Nihil obstat

Sede vescovile  Szekésfehérvar – Ungheria:  Nr. 1404 / 26.09.1978

     In tale raccoglimento, un leggero sospiro della Beata Vergine, come un alito etereo, ha sorpreso la mia anima: " Figliola mia, la tua compas­sione per le povere anime ha tanto commosso il Mio Cuore materno. Ti concedo la grazia chiesta ... Ogni qual volta, facendo riferimento alla Mia Fiamma d'Amore, direte in mio onore tre " Ave Maria ", sarà liberata un'a­nima dal purgatorio e durante il mese dei morti (novembre) con una sola Ave Maria, si libereranno dieci anime dal purgatorio. Anche le anime penanti dovranno sentire la grazia della Mia Fiamma d'Amore ".  13 ottobre 1962

Fonte: http://www.preghiereagesuemaria.it/la%20fiamma%20d'amore.htm



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martedì 21 gennaio 2014

Due sono le più grandi INDULGENZE. PLENARIE.

Due sono le più grandi INDULGENZE. PLENARIE.
E vengono da Dio, da Me Pontefice eterno. (Gesù a Maria Valtorta – Quaderni 19 marzo 1944)

ESTRATTO DAL MANUALE DELLE INDULGENZE
LIBRERIA EDITRICE VATICANA
CITTA’ DEL VATICANO

Quanto segue è tratto dall'Enchiridion indulgentiarum o Manuale delle indulgenze, pubblicato su Acta Apostolicae Sedis il 29 luglio 1968.

Indulgenza plenaria
In articulo mortis (In punto di morte)
Al fedele in pericolo di morte, che non possa essere assistito da un sacerdote che gli amministri i sacramenti e gli impartisca la benedizione apostolica con l'annessa indulgenza plenaria, la santa Madre Chiesa concede ugualmente l'indulgenza plenaria in punto di morte, purché sia debitamente disposto e abbia recitato abitualmente durante la vita qualche preghiera. Per l'acquisto di tale indulgenza è raccomandabile l'uso del crocifisso o della croce.
Per l'acquisto dell'indulgenza, da parte del moribondo si richiede:
a) che invochi con la bocca o almeno col cuore il nome di Gesù;
b) che accetti la morte dalle mani del Signore come pena del peccato.
La condizione "purché abbia recitato abitualmente durante la vita qualche preghiera" supplisce in questo caso le tre solite condizioni richieste per l'acquisto dell'indulgenza plenaria.
Questa indulgenza plenaria in punto di morte può essere lucrata dal fedele che, nello stesso giorno abbia già acquistato un'altra indulgenza plenaria.




Indulgenza plenaria.

Gesù a Maria Valtorta:
“Conoscete tante indulgenze e vi sono anime piccine (non piccole: piccine) le quali, nella loro religione ristretta e fasciata dalle pratiche come una mummia fra le tenebre di un ipogeo, fanno la somma giornaliera di quanti giorni di indulgenza acquistano con questa o quella preghiera.
Le indulgenze ci sono perché ne godiate nella vita futura, è vero.
Ma fate luce, date ala alla vostra anima e alla vostra religione. Sono cose celesti.
Non fatene delle schiave imprigionate in buia carcere.
Luce, luce, ala, ala. Alzatevi! Amate!
Pregate per amare, siate buoni per amare, vivete per amare.
Due sono le più grandi INDULGENZE. PLENARIE.
E vengono da Dio, da Me Pontefice eterno.
Quella
 dell’amore che copre la moltitudine di peccati. Li distrugge nel suo fuoco. Chi ama con tutte le sue forze consuma di attimo in attimo le sue umane imperfezioni. PIÙ DI IMPERFEZIONI NON FA CHI AMA.(…) La seconda plenaria indulgenza data da Dio è quella di una morte rassegnata, quale che sia il genere di essa; una morte volonterosa di fare l’estrema obbedienza a Dio.
La morte è sempre un calvario. Grande o piccino. (…) Ogni morte santa è gloria resa a Dio. 19.3.44

Tutte le morti sono gloria resa a Dio quando sono accettate e subite con santità. Lungi da voi la anche santa invidia di questa o quella morte. Lungi la misurazione umana del valore di questa o di quella morte. La morte è una volontà di Dio che si compie (….) la morte è sempre l’estrema obbedienza a Dio che ha comminato la morte all’uomo per il suo peccato. 19.3.44

La morte del giusto è come quella della rosa, è come il sonno dell’uccello. Dolce, bella, gradita al Signore. Nell’arena di un circo o nel buio del carcere, fra gli affetti familiari o nella solitudine di chi è senza nessuno, rapida o lunga di tormenti, essa è sempre, sempre, sempre gloria resa a Dio.
Accettatela con pace. Desideratela con pace. Compitela con pace. La mia pace permanga in voi anche in questa prova, in questo desiderio, in questa consumazione. Abbiate già la mia pace eterna in voi, sin da ora, e per questa estrema cosa. 19.3.44


Maria Valtorta – Quaderni 19 marzo 1944