La nostra giornata con Gesù appassionato,
per la salvezza di tutti
1° maggio 1921... – Noi non possiamo far nulla per salvare le anime,
ma possiamo riparare per loro, attrarre sopra di loro la misericordia.
Quale riparazione più bella che quella di subire le miserie altrui, e, come
Gesù, esporsi all'insulto, alla povertà, alla contraddizione, alla Croce?
Ogni giornata della nostra vita deve essere per noi un piccolo Calvario,
una immagine viva della Passione di Gesù.
Dobbiamo pregare la mattina, come se fossimo con Gesù nell'orto.
Dobbiamo cominciare dopo a subire con Lui le contraddizioni, il piccolo
tradimento, il giudizio falso, i falsi testimoni, le percosse, gli scherni.
Se uno ci accusa, se riceviamo un insulto, se abbiamo uno scherno, se
abbiamo un dolore, non possiamo noi accompagnarci con Gesù?
Lo possiamo. Accettando quello che non ci piace a tavola, tacendo,
mostrandoci contenti, possiamo abbeverarci tacitamente di fiele con Gesù.
Poi viene il resto della giornata.
La stanchezza, i dolori, gli acciacchi, i malanni, i dolori di capo, l'esaurimento e così di seguito.
Allora portiamo la croce con Gesù; lo seguiamo nel suo cammino.
da “La storia della mia vita nel piano
della misericordia di Dio”
Scritta di mio pugno col giuramento
solenne di dire la verità, così come
consta a me e come me ne ricordo.
Sac. DOLINDO RUOTOLO
www.dondolindo.org
www.dondolindo.it
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giovedì 15 settembre 2011
lunedì 12 settembre 2011
LA PACE SIA CON TE: IL SALUTO, INSEGNATO DA GESU' A MARIA VALTORTA
Maria VALTORTA
I QUADERNI DEL 1944
Centro Editoriale Valtortiano
3 novembre 1944.
Dice poi Gesù a me, per me:
«Il saluto che ti piace tanto, il mio saluto: “La pace sia con te”, lo devi usare come unico saluto con tutti. Fosse anche il mio Vicario, tu saluta come Io ho salutato ed ho insegnato a salutare.
La Pace non è lo stesso Dio? La pace, che riconosciamo come la più bella delle cose, non è forse lodare lo stesso Dio lodandola?
Perciò di’: “La pace sia con te”. Né “lei”, né “voi’’: te. Come Io dicevo. E quando mai ti avvenisse di dover entrare in una casa, di’: “La pace sia a questa casa”. Non vi è saluto più ampio, più dolce, più santo, più memore di Me, di questo.
Addio. La pace sia con te.»
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I QUADERNI DEL 1944
Centro Editoriale Valtortiano
3 novembre 1944.
Dice poi Gesù a me, per me:
«Il saluto che ti piace tanto, il mio saluto: “La pace sia con te”, lo devi usare come unico saluto con tutti. Fosse anche il mio Vicario, tu saluta come Io ho salutato ed ho insegnato a salutare.
La Pace non è lo stesso Dio? La pace, che riconosciamo come la più bella delle cose, non è forse lodare lo stesso Dio lodandola?
Perciò di’: “La pace sia con te”. Né “lei”, né “voi’’: te. Come Io dicevo. E quando mai ti avvenisse di dover entrare in una casa, di’: “La pace sia a questa casa”. Non vi è saluto più ampio, più dolce, più santo, più memore di Me, di questo.
Addio. La pace sia con te.»
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lunedì 5 settembre 2011
GESU' INSEGNA A MARIA VALTORTA LA NECESSITA' DELLA PAZIENZA
Da: I Quaderni del 1944 , 11 ottobre, ed. CEV
Dice Gesù:
«Pazienza e ubbidienza sono due grandi virtù. Pazienza porta seco pace, pazienza porta seco amicizia con Dio, rispetto a Dio, carità verso i prossimi, salute spirituale e fisica e benedizioni celesti.
L’impaziente è inquieto. Nell’inquietudine non vi è Dio, il quale si fa sentire solo nella pace del cuore. Anche un cuore addolorato può essere in pace. La pace vi è quando vi è rassegnazione. Ma nel cuore che si irrigidisce al volere eterno e all’urto delle cose comuni vi è sempre sforzo, sofferenza, inquietudine.
Valesse l’irrigidirsi e il puntarsi come muli restii a deviare a favore proprio le cose, anche le più umili cose! Ma no, figli! Quelle umane non si piegano: vi piegano più duramente con rigore di leggi o di superiori, se fate resistenza. Quelle soprannaturali è più facile si modifichino davanti ad un vostro filiale e remissivo piegarsi che non davanti ad un protervo ribellarsi.
L’impaziente diviene irrispettoso a Dio. Facile passare, per lui, a pensieri, atti e parole che mai dovrebbero sorgere da un cuore di figlio e suddito rispetto alla paternità e maestà di Dio. L’impaziente è superbo. Si crede più giusto di Dio e di chi lo dirige, e vuole fare da sé. L’impaziente trascende a sgarbi con il prossimo, facendo il prossimo responsabile del ritardo nell’avere ciò che vuole. L’impaziente lede la sua salute spirituale offendendo la carità verso Dio e verso il prossimo, e lede la salute fisica perché ogni rovello deprime l’organismo L’impaziente chiude con la diga della sua ribelle impazienza i fiumi delle benedizioni celesti.
Credete di non aver meritato di soffrire questo per cui soffrite? Sareste per caso mostri perfetti di superbia, tanto perfetti da autoproclamarvi senza colpe da espiare?
Guardate indietro, al vostro passato. Non dite: “Non ho ucciso, non ho rubato”. Non sono queste sole le colpe che meritano pena. Né ruba soltanto quello che si appiatta in un androne e poi assale il passante. Oh! si ruba in tanti modi! E si rubano tante cose che non sono soltanto denaro.
Volete sapere qualche oggetto di furto oltre che monete, gioielli e beni? Onore, purezza, stima, salute, guadagno; e verso Dio: rispetto, culto verace, ubbidienza.
Vedete? E ne ho detti solo alcuni. Ma quanti, quanti altri furti fa anche l’uomo apparentemente più onesto! Colui che porta uno a disperare, non uccide forse, anche se il disperato non si uccide? Sì. Uccide la parte più eletta: lo spirito che disperato si stacca da Dio, matrice di ogni uomo destinato a nascere al Cielo, e che perciò muore.
Colui che leva dal cuore d’uno che è suo prossimo la fede, non commette furto? Sì.
Eppure quanti con opere e parole non strappano ad un che credeva in giustizia la fede e vi seminano o l’incredulità ad ogni fede o una tossica pianta di idolatria! E colui che
leva l’onore e la pace a una donna e nega paternità al bastardo per lui nato, non ruba?
Sì. Due furti fa, e dei più gravi e maledetti da Me. E queste le cose più gravi. Ma poi... ma poi...
Oh! nessuno è senza colpe da espiare. Ebbene, se Io mi sono placato col castigo che ho voluto darvi qui, sulla terra, e che è castigo d’amore perché non voglio punirvi là dove il castigo si misura a secoli o a eternità, mentre qui è sempre una briciola di tempo, mesi o anni che siano, perché volete subito riattivare il mio rigore disubbidendo e mostrandomi cuore irato per l’impazienza? Fatevi amico Dio, e Dio
sarà con voi contro i nemici che sono le cose della vita, le conseguenze della tragedia da voi provocata per colpevole leggerezza nel lasciare libero Satana e i satana minori di torturare l’umano genere.
Ma se volete fare, con l’antica superbia della razza umana, ciò che più vi piace, sordi alle voci celesti che vogliono il vostro bene, se lo volete fare, sordi alle voci della carità e mossi da pensiero di egoismo che Io abborro, ecco, lo vi dico:
“Fate. Ma non eviterete ciò che, a Me rassegnati, avreste evitato. E allora inutile sarà chiamare Iddio”.»
Gesù poi dice:
«Per te. Ma non per te sola. Ognuno si prenda la sua parte e se ne faccia
medicina.»
Non dice altro. Ed io, per quel che mi compete, prendo la mia parte e riconosco che mi spetta. E per gli altri ho dolore. Vero, sincero dolore. Non avrei voluto questo dettato in cui risento il Maestro severo di or è un anno...
Da: Maria Valtorta. I Quaderni del 1944 , 11 ottobre, ed. CEV
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Dice Gesù:
«Pazienza e ubbidienza sono due grandi virtù. Pazienza porta seco pace, pazienza porta seco amicizia con Dio, rispetto a Dio, carità verso i prossimi, salute spirituale e fisica e benedizioni celesti.
L’impaziente è inquieto. Nell’inquietudine non vi è Dio, il quale si fa sentire solo nella pace del cuore. Anche un cuore addolorato può essere in pace. La pace vi è quando vi è rassegnazione. Ma nel cuore che si irrigidisce al volere eterno e all’urto delle cose comuni vi è sempre sforzo, sofferenza, inquietudine.
Valesse l’irrigidirsi e il puntarsi come muli restii a deviare a favore proprio le cose, anche le più umili cose! Ma no, figli! Quelle umane non si piegano: vi piegano più duramente con rigore di leggi o di superiori, se fate resistenza. Quelle soprannaturali è più facile si modifichino davanti ad un vostro filiale e remissivo piegarsi che non davanti ad un protervo ribellarsi.
L’impaziente diviene irrispettoso a Dio. Facile passare, per lui, a pensieri, atti e parole che mai dovrebbero sorgere da un cuore di figlio e suddito rispetto alla paternità e maestà di Dio. L’impaziente è superbo. Si crede più giusto di Dio e di chi lo dirige, e vuole fare da sé. L’impaziente trascende a sgarbi con il prossimo, facendo il prossimo responsabile del ritardo nell’avere ciò che vuole. L’impaziente lede la sua salute spirituale offendendo la carità verso Dio e verso il prossimo, e lede la salute fisica perché ogni rovello deprime l’organismo L’impaziente chiude con la diga della sua ribelle impazienza i fiumi delle benedizioni celesti.
Credete di non aver meritato di soffrire questo per cui soffrite? Sareste per caso mostri perfetti di superbia, tanto perfetti da autoproclamarvi senza colpe da espiare?
Guardate indietro, al vostro passato. Non dite: “Non ho ucciso, non ho rubato”. Non sono queste sole le colpe che meritano pena. Né ruba soltanto quello che si appiatta in un androne e poi assale il passante. Oh! si ruba in tanti modi! E si rubano tante cose che non sono soltanto denaro.
Volete sapere qualche oggetto di furto oltre che monete, gioielli e beni? Onore, purezza, stima, salute, guadagno; e verso Dio: rispetto, culto verace, ubbidienza.
Vedete? E ne ho detti solo alcuni. Ma quanti, quanti altri furti fa anche l’uomo apparentemente più onesto! Colui che porta uno a disperare, non uccide forse, anche se il disperato non si uccide? Sì. Uccide la parte più eletta: lo spirito che disperato si stacca da Dio, matrice di ogni uomo destinato a nascere al Cielo, e che perciò muore.
Colui che leva dal cuore d’uno che è suo prossimo la fede, non commette furto? Sì.
Eppure quanti con opere e parole non strappano ad un che credeva in giustizia la fede e vi seminano o l’incredulità ad ogni fede o una tossica pianta di idolatria! E colui che
leva l’onore e la pace a una donna e nega paternità al bastardo per lui nato, non ruba?
Sì. Due furti fa, e dei più gravi e maledetti da Me. E queste le cose più gravi. Ma poi... ma poi...
Oh! nessuno è senza colpe da espiare. Ebbene, se Io mi sono placato col castigo che ho voluto darvi qui, sulla terra, e che è castigo d’amore perché non voglio punirvi là dove il castigo si misura a secoli o a eternità, mentre qui è sempre una briciola di tempo, mesi o anni che siano, perché volete subito riattivare il mio rigore disubbidendo e mostrandomi cuore irato per l’impazienza? Fatevi amico Dio, e Dio
sarà con voi contro i nemici che sono le cose della vita, le conseguenze della tragedia da voi provocata per colpevole leggerezza nel lasciare libero Satana e i satana minori di torturare l’umano genere.
Ma se volete fare, con l’antica superbia della razza umana, ciò che più vi piace, sordi alle voci celesti che vogliono il vostro bene, se lo volete fare, sordi alle voci della carità e mossi da pensiero di egoismo che Io abborro, ecco, lo vi dico:
“Fate. Ma non eviterete ciò che, a Me rassegnati, avreste evitato. E allora inutile sarà chiamare Iddio”.»
Gesù poi dice:
«Per te. Ma non per te sola. Ognuno si prenda la sua parte e se ne faccia
medicina.»
Non dice altro. Ed io, per quel che mi compete, prendo la mia parte e riconosco che mi spetta. E per gli altri ho dolore. Vero, sincero dolore. Non avrei voluto questo dettato in cui risento il Maestro severo di or è un anno...
Da: Maria Valtorta. I Quaderni del 1944 , 11 ottobre, ed. CEV
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mercoledì 31 agosto 2011
DIO ESISTE. L'UOMO NON PUO' NEGARE L'ESISTENZA DI DIO
Maria Valtorta
LEZIONI SULL'EPISTOLA (1) DI PAOLO AI ROMANI
CENTRO EDITORIALE VALTORTIANO
(lezione 4a) 7 - 1 - 48
1° Cap., v. 20-21-22 della Epistola 1 ai Romani.
Dice l’Autore Ss.:
«Quelli che soffocano la verità di Dio nell’ingiustizia, dividendosi
nelle due male classi dei negatori che dicono: “Non credo in Dio perché
non lo vedo”, e dei demolitori, dei pazzi, che vorrebbero demolire Dio e,
non potendolo fare, sgretolano con una fatica immane e inutile il
monumento della testimonianza di Dio e - lavora, lavora, lavora - non fanno che farne cadere la polvere e le muffe e farlo così più bello e
splendente - perché, giocando così a carte scoperte, non fanno che suscitare sante reazioni negli uomini retti - queste due categorie di disgraziati che si precludono pace sulla terra e pace oltre la
terra, sono, oltre a tutto, dei mentitori, o confessano di essere degli stolti privi di ragione. Perché non è possibile all’uomo negare Iddio. Sol che l’uomo consideri se stesso - la armonica formazione della sua natura nella quale, senza urti o dissonanze, l’animale e lo spirituale si intersecano, formando un tutto meraviglioso - sol che consideri questo, l’uomo non può negare l’esistenza di Dio dicendo: “Non ci credo, perché Dio non lo vedo”.
Parlare di avvilenti discendenze non serve per giustificare il prodigio
spontaneo dell’uomo intelligente. L’evoluzione non potrebbe mai dare a
una bestia la perfezione umana visibile. Parlando di quelli che non
ammettono lo spirituale, non parlo che di perfezione umana materiale e
perciò visibile. Ma anche questa sola è sufficiente a negare l’evoluzione
della bestia a uomo e a testimoniare della creazione divina.
Dio è visibile “nelle sue invisibili perfezioni, la sua eterna possanza e la sua divinità”, all’intelligenza dell’uomo intelligente, “per mezzo delle cose create”. Tutto - dalla goccia di brina al sole, dal mare ai vulcani, dal verme all’uomo, dalle muffe arboree alle sequoie gigantesche, dalla luce alle tenebre - parla di Dio, lo mostra nella sua possanza divina. Perciò ho detto che coloro che negano Dio, visibile in tutte le cose, sono mentitori o confessano di essere stolti (2).
Ma stolti, no, non sono.
Sono asserviti alla Menzogna, alla Superbia, all’Odio. Questo solo
sono. Perché veramente conoscono che Dio è, ma lo negano, lo ripudiano, tentano schernirlo in luogo di lodarlo e glorificarlo, e lo odiano in luogo di avere riconoscenza per le provvidenze infinite che Egli ha per loro, benché essi non le meritano.
Se Dio non fosse Dio, ossia Colui che è al disopra dell’astio e della vendetta, se Dio fosse simile a loro, forseché darebbe loro
aria, luce, sole, cibo? Non si obbietti: “Lo dà per i buoni, e per questi ne godono tutti. Non può fare morire i buoni per levare ai malvagi aria, luce, sole, cibo”. E chi lo potrebbe impedire? Tutto è possibile a Dio. Ma Egli è Colui che fa piovere i raggi del sole sui buoni e sui cattivi (3) per carezzare i buoni e ammonire i cattivi, dando loro tempo a convertirsi. Perché Dio è paziente, e la sua vendetta è il perdono dato 70 volte 7 (4) e 700 volte 7.
Sinché c’è vita nell’uomo, Egli è longanime (5). Poi giudica, e inappellabile è il suo giudizio.
L’ultima parola è la sua, ed è tale che anche il più pertinacemente
delirante degli uomini uscirà (6) dal suo vaneggiamento bestemmiatore, e
sbigottito, come colui che vien tratto fuor da buia carcere alla gran luce,
folgorato dalla Luce divinissima, rientrerà in sé gridando: “Maledizione al
mio superbo pensiero! Ho negato la Verità ed essa mi colpisce in eterno.
Ho adorato ciò che non era e ho negato ciò che è. Potevo avere il premio
incorruttibile che viene dalla fusione coll’Incorruttibile perfetto. Ho
preferito la Corruzione molteplice e, eterno ma corrotto, in eterno affonderò in essa”.»
Note:
1 Epistola è nostra trascrizione da E.
2 Salmo 13 (ebraico: 14), 1 49
3 Matteo 5, 43-48; Luca 6, 27-35
4 Matteo 18, 21-35; Luca 17, 3-4
5 longanime è nostra correzione da longamine
6 uscirà è nostra correzione da escirà
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LEZIONI SULL'EPISTOLA (1) DI PAOLO AI ROMANI
CENTRO EDITORIALE VALTORTIANO
(lezione 4a) 7 - 1 - 48
1° Cap., v. 20-21-22 della Epistola 1 ai Romani.
Dice l’Autore Ss.:
«Quelli che soffocano la verità di Dio nell’ingiustizia, dividendosi
nelle due male classi dei negatori che dicono: “Non credo in Dio perché
non lo vedo”, e dei demolitori, dei pazzi, che vorrebbero demolire Dio e,
non potendolo fare, sgretolano con una fatica immane e inutile il
monumento della testimonianza di Dio e - lavora, lavora, lavora - non fanno che farne cadere la polvere e le muffe e farlo così più bello e
splendente - perché, giocando così a carte scoperte, non fanno che suscitare sante reazioni negli uomini retti - queste due categorie di disgraziati che si precludono pace sulla terra e pace oltre la
terra, sono, oltre a tutto, dei mentitori, o confessano di essere degli stolti privi di ragione. Perché non è possibile all’uomo negare Iddio. Sol che l’uomo consideri se stesso - la armonica formazione della sua natura nella quale, senza urti o dissonanze, l’animale e lo spirituale si intersecano, formando un tutto meraviglioso - sol che consideri questo, l’uomo non può negare l’esistenza di Dio dicendo: “Non ci credo, perché Dio non lo vedo”.
Parlare di avvilenti discendenze non serve per giustificare il prodigio
spontaneo dell’uomo intelligente. L’evoluzione non potrebbe mai dare a
una bestia la perfezione umana visibile. Parlando di quelli che non
ammettono lo spirituale, non parlo che di perfezione umana materiale e
perciò visibile. Ma anche questa sola è sufficiente a negare l’evoluzione
della bestia a uomo e a testimoniare della creazione divina.
Dio è visibile “nelle sue invisibili perfezioni, la sua eterna possanza e la sua divinità”, all’intelligenza dell’uomo intelligente, “per mezzo delle cose create”. Tutto - dalla goccia di brina al sole, dal mare ai vulcani, dal verme all’uomo, dalle muffe arboree alle sequoie gigantesche, dalla luce alle tenebre - parla di Dio, lo mostra nella sua possanza divina. Perciò ho detto che coloro che negano Dio, visibile in tutte le cose, sono mentitori o confessano di essere stolti (2).
Ma stolti, no, non sono.
Sono asserviti alla Menzogna, alla Superbia, all’Odio. Questo solo
sono. Perché veramente conoscono che Dio è, ma lo negano, lo ripudiano, tentano schernirlo in luogo di lodarlo e glorificarlo, e lo odiano in luogo di avere riconoscenza per le provvidenze infinite che Egli ha per loro, benché essi non le meritano.
Se Dio non fosse Dio, ossia Colui che è al disopra dell’astio e della vendetta, se Dio fosse simile a loro, forseché darebbe loro
aria, luce, sole, cibo? Non si obbietti: “Lo dà per i buoni, e per questi ne godono tutti. Non può fare morire i buoni per levare ai malvagi aria, luce, sole, cibo”. E chi lo potrebbe impedire? Tutto è possibile a Dio. Ma Egli è Colui che fa piovere i raggi del sole sui buoni e sui cattivi (3) per carezzare i buoni e ammonire i cattivi, dando loro tempo a convertirsi. Perché Dio è paziente, e la sua vendetta è il perdono dato 70 volte 7 (4) e 700 volte 7.
Sinché c’è vita nell’uomo, Egli è longanime (5). Poi giudica, e inappellabile è il suo giudizio.
L’ultima parola è la sua, ed è tale che anche il più pertinacemente
delirante degli uomini uscirà (6) dal suo vaneggiamento bestemmiatore, e
sbigottito, come colui che vien tratto fuor da buia carcere alla gran luce,
folgorato dalla Luce divinissima, rientrerà in sé gridando: “Maledizione al
mio superbo pensiero! Ho negato la Verità ed essa mi colpisce in eterno.
Ho adorato ciò che non era e ho negato ciò che è. Potevo avere il premio
incorruttibile che viene dalla fusione coll’Incorruttibile perfetto. Ho
preferito la Corruzione molteplice e, eterno ma corrotto, in eterno affonderò in essa”.»
Note:
1 Epistola è nostra trascrizione da E.
2 Salmo 13 (ebraico: 14), 1 49
3 Matteo 5, 43-48; Luca 6, 27-35
4 Matteo 18, 21-35; Luca 17, 3-4
5 longanime è nostra correzione da longamine
6 uscirà è nostra correzione da escirà
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lunedì 29 agosto 2011
DECALOGO DELLA MISERICORDIA , RIVELATO ALLA SERVA DI DIO SUOR BENIGNA CONSOLATA FERRERO
DECALOGO DELLA MISERICORDIA
«1° - Io sono il Dio di ogni misericordia.
2° - Io non cerco altro, che di usare sempre misericordia.
3° - Usare la giustizia è per me come andare contro corrente; devo farmi violenza.
4° - La porta della mia misericordia non è chiusa a chiave: è solo socchiusa; per poco che la si tocchi, la si apre; anche un bambino la può aprire, anche un vecchio che non ha più forza.
5° - La porta della mia giustizia, invece, è chiusa a chiave, e l'apro solo a chi mi costringe ad aprirla, ma Io spontaneamente non l'aprirei mai.
6° - Una volta che l'anima ha varcato la soglia della porta della mia misericordia, cade in potere dell'Amore, che ci pensa poi a non lasciarsela più sfuggire, e l'alletta in tutti i modi per farle amare la sua nuova dimora.
7° - Divenuta felice prigioniera dell'amore, questi le dà la libertà, ma solo nel recinto dell'amore, perchè se l'anima uscisse da questo recinto, troverebbe la morte. L'amore non le impedisce di uscire, perchè è libera, ma l'avverte, e questo è il freno che le mette.
8° - Più l'anima entra nei domini dell'amore, ridotta a malpartito per i mali sofferti nel passato, per i disordini e per le passioni, tanto più l'amore gode di avere tanto da fare.
9° - Le anime più miserabili, più deboli, più inferme, sono i più buoni clienti dell'amore, quelli che la misericordia divina stima di più.
10° - Saranno queste anime così predilette da Dio, quelle che, come altrettanti monumenti vivi, innalzati a magnificare la moltitudine delle sue misericordie, manderanno su Dio riflessi di luce vivissima; la stessa luce, che esse hanno ricevuto da Lui durante il corso della loro vita mortale, nella moltitudine di finezze che Dio ha loro usato per condurle all'eterna salvezza. Splenderanno, queste anime, come gemme e saranno la corona della divina misericordia».
RIMANETE NEL MIO AMORE
Pensieri Meditazioni
Tolti dagli scritti della Serva di Dio SUOR BENIGNA CONSOLATA FERRERO
della Visitazione S. Maria di Como.
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«1° - Io sono il Dio di ogni misericordia.
2° - Io non cerco altro, che di usare sempre misericordia.
3° - Usare la giustizia è per me come andare contro corrente; devo farmi violenza.
4° - La porta della mia misericordia non è chiusa a chiave: è solo socchiusa; per poco che la si tocchi, la si apre; anche un bambino la può aprire, anche un vecchio che non ha più forza.
5° - La porta della mia giustizia, invece, è chiusa a chiave, e l'apro solo a chi mi costringe ad aprirla, ma Io spontaneamente non l'aprirei mai.
6° - Una volta che l'anima ha varcato la soglia della porta della mia misericordia, cade in potere dell'Amore, che ci pensa poi a non lasciarsela più sfuggire, e l'alletta in tutti i modi per farle amare la sua nuova dimora.
7° - Divenuta felice prigioniera dell'amore, questi le dà la libertà, ma solo nel recinto dell'amore, perchè se l'anima uscisse da questo recinto, troverebbe la morte. L'amore non le impedisce di uscire, perchè è libera, ma l'avverte, e questo è il freno che le mette.
8° - Più l'anima entra nei domini dell'amore, ridotta a malpartito per i mali sofferti nel passato, per i disordini e per le passioni, tanto più l'amore gode di avere tanto da fare.
9° - Le anime più miserabili, più deboli, più inferme, sono i più buoni clienti dell'amore, quelli che la misericordia divina stima di più.
10° - Saranno queste anime così predilette da Dio, quelle che, come altrettanti monumenti vivi, innalzati a magnificare la moltitudine delle sue misericordie, manderanno su Dio riflessi di luce vivissima; la stessa luce, che esse hanno ricevuto da Lui durante il corso della loro vita mortale, nella moltitudine di finezze che Dio ha loro usato per condurle all'eterna salvezza. Splenderanno, queste anime, come gemme e saranno la corona della divina misericordia».
RIMANETE NEL MIO AMORE
Pensieri Meditazioni
Tolti dagli scritti della Serva di Dio SUOR BENIGNA CONSOLATA FERRERO
della Visitazione S. Maria di Como.
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venerdì 26 agosto 2011
LA MADONNA INSEGNA LA PERFEZIONE DEL DISTACCO A MARIA VALTORTA.
11 agosto 1944, ore 12
«…la dolce voce della Mamma mi dice: “…Ma Io ti voglio insegnare la perfezione del distacco. Una perfezione che non è evento unico che, superato, più non si ripresenta. Ma è perfezione che si ripresenta cento e cento volte nella vita. Che dico? Durante un anno, un mese di vita. Pensa quale somma di grazie eterne che ce ne viene. È sapersi distaccare dal proprio modo di pensare umano.
Il pensare umano di che è composto? Per metà da risentimenti, per un altro quarto da eccessiva sensibilità, e per l’altro quarto da egoismo. Un prossimo sfiora con una corolla o con una piuma? Oh! Che al sensibilissimo io umano quello sfioramento è più di un colpo di frusta, è più che punta di gladio che penetra e fruga! L’egoismo allora scatta: “Io sono re e non voglio offese di sorta. Io impero e non voglio resistenze al mio volere”. Ed ecco che fra sensibilità eccessiva ed egoismo spietato figliano i risentimenti che non cadono, gli attaccamenti alle proprie idee.
Ecco: “Si vis perfectus esse i, vende quae habes” ha detto il Figlio mio. Ed Io ti dico: se vuoi essere perfetta vieni, metti nella mia mano il tuo modo di pensare, l’attaccamento ad esso e soprattutto i risentimenti. Io li getterò nel rogo della Carità. T paiono di materia buona? Vedrai che non sono oro, ma strame che brucia e lascia cenere, cenere, cenere. Pensa da figlia di Dio…».
Maria Valtorta.Quaderni del 1944
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domenica 21 agosto 2011
PRESIDIO A MONTECITORIO CONTRO LE CASTE POLITICHE, GIUDIZIARIE, BUROCRATICHE...
Pieno sostegno e totale solidarietà a Gaetano Ferrieri che dal 4 giugno è in sciopero della fame contro la Casta.
Perchè il famoso digiunatore Marco Pannella non aderisce a questo presidio?!
Perché Grillo e i suoi grillini non aderiscono pure loro?!
PERCHE' LA CGIL INVECE DI DICHIARARE LO SCIOPERO GENERALE NON ORGANIZZA UN PRESIDIO PERMANENTE EFFETTIVO A MONTECITORIO?!
Costerebbe di meno ai lavoratori e forse sarebbe più utile! però forse darebbe fastidio ai parlamentari amici...
Perché associazioni di consumatori o altre organizzazioni similari non danno il loro contributo?!
I giornali e le tivù nazionali non ne parlano, censurando la notizia!
Presidio Montecitorio 63 giorno, Gaetano Ferrieri intervista (video)
http://www.youtube.com/watch?v=LVxagXe5NUs
Presidio Permanente davanti a Montecitorio
http://www.presidiomontecitorio.com
Una protesta da supportare: presidio a oltranza a Montecitorio
http://nekoplanet.wordpress.com/2011/07/28/una-protesta-dasupportare-
presidio-a-oltranza-a-montecitorio
Facebook ufficiale di Gaetano Ferrieri
http://it-it.facebook.com/gaetano.ferrieri
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Perchè il famoso digiunatore Marco Pannella non aderisce a questo presidio?!
Perché Grillo e i suoi grillini non aderiscono pure loro?!
PERCHE' LA CGIL INVECE DI DICHIARARE LO SCIOPERO GENERALE NON ORGANIZZA UN PRESIDIO PERMANENTE EFFETTIVO A MONTECITORIO?!
Costerebbe di meno ai lavoratori e forse sarebbe più utile! però forse darebbe fastidio ai parlamentari amici...
Perché associazioni di consumatori o altre organizzazioni similari non danno il loro contributo?!
I giornali e le tivù nazionali non ne parlano, censurando la notizia!
Presidio Montecitorio 63 giorno, Gaetano Ferrieri intervista (video)
http://www.youtube.com/watch?v=LVxagXe5NUs
Presidio Permanente davanti a Montecitorio
http://www.presidiomontecitorio.com
Una protesta da supportare: presidio a oltranza a Montecitorio
http://nekoplanet.wordpress.com/2011/07/28/una-protesta-dasupportare-
presidio-a-oltranza-a-montecitorio
Facebook ufficiale di Gaetano Ferrieri
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