La pace sia con te

giovedì 10 novembre 2011

Dichiarata la jihad (guerra santa) contro gli infedeli del mondo?




Traduzione automatica del testo in originale francese inserito in fondo:

Messaggio di un avvocato  (Maître COLLARD):
Ciao,
Come dimostrato dalle seguenti righe, sono stato costretto a prendere coscienza della estrema difficoltà di definire cos'è un infedele. Scegliere tra Dio o Cristo, mentre l'Islam è di gran lunga la religione che progredisce più veloce nel paese.


Il mese scorso, ho frequentato i corsi di formazione annuale di aggiornamento, necessario per rinnovare il mio nulla osta di sicurezza nelle carceri. C'è stata una presentazione di quattro intervenuti che rappresentavano i cattolici, protestanti, ebrei e musulmani, spiegando i fondamenti delle loro dottrine rispettive. É con un interesse speciale che mi aspettavo la presentazione della Imam. La presentazione di quest'ultimo era notevole, accompagnata da una proiezione video.


Dopo le presentazioni, è arrivato il momento per le domande / risposte, e quando venne il mio turno, ho chiesto: "Per favore mi corregga se sbaglio, ma ho capito che la maggior parte gli imam e le autorità religiose ha dichiarato la jihad (guerra santa) contro gli infedeli del mondo, e che uccidendo un infedele (che è un obbligo di tutti i musulmani), sono sicuri di andare in paradiso. In questo caso, potrebbe darmi la definizione di infedele? "
Senza obiezioni alla mia interpretazione, e senza esitazione, l'Imam disse: "un non-musulmano"!
Ho detto, "Lasciatemi perciò essere sicuro di aver capito: tutti i fedeli di Allah deve obbedire al comando di uccidere chiunque non appartenga alla vostra religione, per guadagnare un posto in paradiso, non è vero? "
Il suo volto, che fino ad allora si era mostrato pieno di sicurezza e di autorità, improvvisamente si trasform0 in quello di un monello preso con la mano nella marmellata!
Proprio così, rispose in un sussurro. Ho continuato: "Beh, ho un sacco di problemi cercando di immaginare un Papa Benedetto XVI che invita tutti i cattolici a uccidere i vostri compagni o il Pastore Stanley i protestanti a fare altrettanto per garantirsi un posto in paradiso. L'imam è rimasto senza parole!
Ho continuato, ho anche difficoltà a considerarmi come vostro amico, quando lei ei suoi colleghi incoraggiano i suoi seguaci a tagliarmi la gola! "


Solo un'altra domanda: "Scegliereste di seguire Allah, che vi ordina di uccidermi per ottenere il paradiso, o Cristo, che mi incita ad amarvi perché io vada in paradiso, perché mi vuole in vostra compagnia? "
Si poteva sentir volare una mosca, mentre l'Imam rimase in silenzio.
Inutile dire che gli organizzatori e gli sponsor del seminario di formazione per la diversificazione non hanno particolarmente apprezzato questo modo di trattare il sacerdote islamico ed esporre alcune verità circa i principi di quella religione.

Nel corso dei prossimi 30 anni, vi saranno abbastanza elettori musulmani nel nostro paese per installare un governo di loro scelta, con l'applicazione della sharia come legge. Mi sembra che ogni cittadino di questo paese dovrebbe leggere queste righe, ma con il sistema della giustizia e dei media liberali in combinazione con la modalità folle di correttezza politica, non vi è alcuna possibilità che questo testo sia ampiamente pubblicato.


Pertanto vi chiedo di distribuirlo a tutti i vostri contatti in linea.


Gilbert COLLARD


Testo originale:
Message d'un avocat (Maître COLLARD)



Bonjour,


Comme le démontrent les lignes qui suivent, j'ai été contraint de prendre conscience de l'extrême difficulté à définir ce qu'est un infidèle. Choisir entre Allah ou le Christ, alors que l'Islam est de loin la religion qui progresse le plus vite en notre pays.

Le mois dernier, je participais au stage annuel de remise à niveau, nécessaire au renouvellement de mon habilitation de sécurité dans les prisons. Il y avait dans le cursus une présentation par quatre intervenants représentant respectivement les religions Catholique, Protestante, Juive et Musulmane, expliquant les fondements de leurs doctrines respectives. C'est avec un intérêt tout particulier que j'attendais l'exposé de l'Imam. La prestation de ce dernier fut remarquable, assortie d'une projection vidéo.
À l'issue des présentations, vint le temps des questions/réponses, et lorsque ce fut mon tour, je demandai : « Je vous prie de me corriger si je me trompe, mais j'ai cru comprendre que la majorité des Imams et autorités religieuses ont décrété le Jihad (guerre sainte), à l'encontre les infidèles du monde entier, et qu'en tuant un infidèle (ce qui est une obligation faite à tous les musulmans), ceux-ci sont assurés d'aller au paradis. Dans ce cas, pourriez-vous me donner la définition de ce qu'est un infidèle ? »

Sans rien objecter à mon interprétation et sans la moindre hésitation, l'Imam répondit : « un non musulman » !!!

Je rétorquais : « Alors permettez-moi de m'assurer que j'ai bien compris : L'ensemble des adorateurs d'Allah doivent obéir au commandement de tuer quiconque n'appartient pas à votre religion, afin de gagner leur place au paradis, n'est-ce pas ? »

Son visage qui affichait jusqu'alors une expression pleine d'assurance et d'autorité se transforma soudain en celui d'un garnement surpris la main dans le pot de confiture !!!
C'est exact rétorqua-t-il dans un murmure. Je repris : « Eh bien, j'ai beaucoup de mal à essayer de m'imaginer le Pape Benoît XVI exhortant tous les Catholiques à massacrer vos coreligionnaires ou le Pasteur Stanley en faisant autant pour garantir aux Protestants une place au paradis. L’imam se retrouva sans voix !
Je poursuivis : J'ai également des difficultés à me considérer comme votre ami, lorsque vous-même et vos confrères incitez vos fidèles à m'égorger ! »

Juste une autre question : « Choisirez-vous de suivre Allah qui vous ordonne de me tuer afin d'obtenir le paradis, ou le Christ qui m'incite à vous aimer afin que j'accède, moi aussi au paradis, parce qu'il veut que j'y sois en votre compagnie ? » On aurait pu entendre une mouche voler, tandis que l'Imam demeurait silencieux.

Inutile de préciser que les organisateurs et promoteurs du séminaire de formation à la diversification n'ont pas particulièrement apprécié cette façon de traiter le ministre du culte Islamique et d'exposer quelques vérités à propos des dogmes de cette religion.

Au cours des trente années à venir, il y aura suffisamment d'électeurs musulmans en notre pays pour installer un gouvernement de leur choix, avec l'application de la Sharia en guise de loi. Il m'apparait que tous les citoyens de ce pays devraient pouvoir prendre connaissance de ces lignes, mais avec le système de justice et de médias libéraux combinés à la mode démente du politiquement correct, il n'y a aucune chance que ce texte soit largement publié.


C'est pourquoi je vous demande de le diffuser à tous les contacts de votre internet.


Gilbert COLLARD





mercoledì 9 novembre 2011

GESU' E' MISERICORDIOSO: VUOLE ESSERE TUO AMICO SE TU VUOI


UN SACERDOTE STAVA CAMMINANDO IN CHIESA VERSO MEZZOGIORNO

 Un Sacerdote stava camminando in chiesa verso mezzogiorno e passando dall'altare decise di fermarsi li vicino per vedere chi era venuto a pregare. In quel momento si aprì la porta, il Sacerdote inarcò il sopracciglio vedendo un uomo che si avvicinava; l'uomo aveva la barba lunga di parecchi giorni, indossava una camicia consunta, aveva una giacca vecchia i cui bordi avevano iniziato a disfarsi. L'uomo si inginocchiò, abbassò la testa, quindi si alzò e uscì. Nei giorni seguenti lo stesso uomo, sempre a mezzogiorno, tornava in chiesa con una valigia... si inginocchiava brevemente e quindi usciva.
Il Sacerdote, un po' spaventato, iniziò a sospettare che si trattasse di un ladro, quindi un giorno si mise davanti alla porta della chiesa e quando l'uomo stava per uscire dalla chiesa gli chiese: "Che fai qui?" L'uomo gli rispose che lavorava in zona e aveva mezz'ora libera per il pranzo e approfittava di questo momento per pregare, "Rimango solo un momento, sai, perché la fabbrica e un po' lontana, quindi mi inginocchio e dico: "Signore, sono venuto nuovamente per dirti quanto mi hai reso felice quando mi hai liberato dai miei peccati... non so pregare molto bene, però ti penso tutti i giorni... Beh, Gesù... qui c'e Jim a rapporto"! Il Sacerdote si sentì uno stupido, disse a Jim che andava bene, che era il benvenuto in chiesa quando voleva.

Il Sacerdote si inginocchiò davanti all'altare, si sentì riempire il cuore dal grande calore dell'amore e incontrò Gesù. Mentre le lacrime scendevano sulle sue guance, nel suo cuore ripeteva la preghiera di Jim: "Sono venuto solo per dirti, Signore, quanto sono felice da quando ti ho incontrato attraverso i miei simili e mi hai liberato dai miei peccati... non so molto bene come pregare, però penso a te tutti i giorni... Beh, Gesù... eccomi a rapporto"! Dopo qualche tempo il Sacerdote notò che il vecchio Jim non era venuto. I giorni passavano e Jim non tornava a pregare. Il Sacerdote iniziò a preoccuparsi e un giorno andò alla fabbrica a chiedere di lui; li gli dissero che Jim era malato e che i medici erano molto preoccupati per il suo stato di salute, ma che tuttavia credevano che avrebbe potuto farcela. Nella settimana in cui rimase in ospedale Jim portò molti cambiamenti, egli sorrideva sempre e la sua allegria era contagiosa. La caposala non poteva capire perché Jim fosse tanto felice dato che non aveva mai ricevuto né fiori, né biglietti augurali, né visite. Il Sacerdote andò a trovare Jim in ospedale e, nell'approssimarsi al suo letto, l'infermiera gli disse: "Nessun amico e venuto a trovarlo, non ha nessuno".

Sorpreso il vecchio Jim, che aveva percepito i mormorii dell'infermiera, disse sorridendo: "L'infermiera si sbaglia... però lei non può sapere che tutti i giorni, da quando sono arrivato qui, a mezzogiorno, un mio amato amico viene, si siede sul letto, mi prende le mani, si inclina su di me e mi dice: "Sono venuto solo per dirti, Jim, quanto sono stato felice da quando ho trovato la tua amicizia e ti ho liberato dai tuoi peccati.. Mi è sempre piaciuto ascoltare le tue preghiere, ti penso ogni giorno.... Beh, Jim... qui c'e GESU' a rapporto"! Da oggi, ogni giorno, non possiamo perdere l'opportunità di dire a Gesù: "Sono qui a rapporto"! E' strano come inviamo frasi e barzellette attraverso la posta elettronica..., però quando possiamo inviare messaggi spirituali, ci pensiamo due volte prima di condividerli con altri. E' strano come la lussuria cruda, volgare e oscena passa liberamente attraverso il ciberspazio, mentre il parlare pubblicamente di Gesù sia evitato nelle scuole o nell'ambiente di lavoro. Curioso, vero? Ma ancora più strano e come qualcuno possa essere devoto a Cristo la domenica, ed al tempo stesso essere un cristiano invisibile per il resto della settimana.
Ave Maria!
Pervenutami da un amico carissimo
Con affetto sincero.

10 ottobre 2011 San Daniele Comboni
Fratel Enrico Missionario Comboniano in Messico





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martedì 4 ottobre 2011

L'ATTO D'AMORE E' UNA PREGHIERA TRAVOLGENTE PER QUESTO TEMPO: ripeterlo per mille è come una potenza nucleare



Gesù, Maria, Vi amo! Salvate le anime dei sacerdoti, salvate le anime.
Ve lo chiediamo supplichevoli e concedeteci di poter ripetere
quest’Atto d'Amore MILLE VOLTE ad ogni respiro, ad ogni palpito.

"Jesus Maria ich liebe Euch, rettet Priesterseele, rettet Seelen - mit
der großen Bitte, diesen Liebesakt mit jedem Atemzug, mit jedem
Pulsschlag tausendmal wiederholen zu dürfen"

“Jesus and Mary, I love you! Save priestly souls, save souls. We
beseech you, allow us to repeat this act of love a thousand times,
with our every breath, our every heart beat."

" Jésus, Marie, je Vous aime! Sauvez les âmes sacerdotales, sauvez les âmes.
Nous vous demandons suppliants Et Vous nous accordez à répéter
MILLE FOIS cet acte d'amour avec chaque souffle, chaque battement de coeur. "

"Jesús, María, os amo, salvad las almas de los sacerdotes, salvad almas..."


Promessas de Jesus para cada Ato de Amor:
Cada vez que se pronuncia o Ato de Amor: "Jesus, Maria, eu Vos amo,
salvai almas!", uma alma é salva! É ato puro e perfeito de amor, como
qual se dá a Deus o que mais Lhe agrada: amor e almas. É ato de
caridade perfeita pela incessante súplica em favor de todas as almas,
as da Igreja Militante (que somos nós, os vivos) e as da Igreja
Padecente (as almas do Purgatório). Repetido frequentemente, a todo
momento e em qualquer lugar, atrai uma chuva de graças particulares,
e, sobretudo, prepara o triunfo da Misericórdia Divina nos corações
humanos: um novo Pentecostes em escala mundial.


Pregate assiduamente L’ATTO D’AMORE! E’ la chiave che apre. Niente le rimane chiuso. Badate bene alle Mie parole… Chiunque lo fa proprio almeno una volta, verrà annoverato tra gli operai assunti poco prima del tramonto (l’undicesima ora)… Cominciate sempre la giornata così e non finitela in altro modo! ... La parola "mille" ve la do in dono. Mai è stato così! È un dono d'Amore della Mia Anima divina ...Se ogni anima lo pregasse una sola volta al mattino e alla fine del giorno, si terrebbe conto di tutti i "mille" [della giornata]… (18.10.1975) [Si consiglia di pregarlo alla fine di ogni decina del Rosario].

Questa preghiera è come una potenza travolgente, senza
uguali, è un dono d’Amore della Mia Anima divina.
Tutti vengono compresi in quest’atto d’amore.
Perciò lo si deve diffondere e lasciar diffondere:
diventare una fiamma gigantesca, te lo prometto.
Comincia con coraggio ed aggiungi sempre la parola “MILLE”!
Voi non vi rendete conto di ciò che operate con esso…
Questo amore sarà il respiro di ogni anima.
Riaprirò nuovamente molti cuori che già si erano irrigiditi.
L’umanità è sprofondata molto in basso.
Solo la Mia Misericordia la può ancora salvare.
Perciò ho dato l’atto d’amore, e non addormentarti mai senza di esso!

(Da Gesù a Justine Klotz, con la promessa di salvare migliaia
di anime ad ogni supplica, da “L’Atto d’Amore”, ed. Aiuto per
tutti, 1955 e da "Dio parla all’anima", rivelazioni di Gesù alla mistica Justine Klotz)

Autorizzazione: Ordinariato Diocesi di Monaco di Baviera


L'ATTO D'AMORE "GESU' MARIA VI AMO,SALVATE LE ANIME"
DETTATO DA GESU' A SUOR CONSOLATA BRETONE

"Disse un giorno Gesù a Suor Josepha Menendez:
« Ogni piccolo sacrificio offerto a me con amore, diventa nelle mie mani mezzo per Salvare qualche anima ».
Intuì un giorno queste verità la piccola Suor Teresa del Bambino Gesù: essa, credendo che si poteva raggiungere la santità soltanto facendo grandi penitenze, s'era messa a farle. Ma, caduta poco dopo ammalata, ebbe proibito dalla superiora di fare qualunque penitenza. La santa a principio si mise a piangere, pensando che non avrebbe più potuto raggiungere la santità; ma poco dopo intuì che avrebbe potuto raggiungere lo stesso effetto facendo innumerevoli piccoli sacrifici e facendo tutto con grande amore. E cosi fece; e divenne la santa che è.
Valore dell'atto d'amore
a) Un atto d'amore di Dio è l'azione più grande e più preziosa che possa essere compiuta in terra; e nello stesso tempo è la cosa più semplice. Basta dire o anche solo pensare: «Mio Dio, ti amo»; oppure «Gesu mio, ti amo!».
Il più piccolo atto di perfetto amore di Dio ha maggiore importanza agli occhi di Dio, maggiore utilità per la Chiesa e per l'anima stessa che lo fa di tutte le altre opere puramente esteriori messe insieme (s. Giovanni della Croce).
b) Un atto di perfetto amore di Dio riconcilia immediatamente l'anima con Dio, anche la più aggravata di peccati, ancora prima dell'assoluzione sacramentale, purchè si abbia la volontà di confessarsi
(Conc. Trid. sess. 14-4).
c) Ogni atto d'amore di Dio ci merita un aumento di grazia santificante, e quindi di gloria in cielo.
d) L'atto d'amore di Dio, semplicemente interno, oppure esterno a modo di giaculatoria, purché sia sempre vivificato dall'amore interno, è l'azione più facile e più breve che si possa fare, senza che alcuno se ne accorga, in ogni momento e in ogni circostanza; basta un attimo di tempo. Dio e sempre presente in attesa affettuosa di ricevere dal cuore della sua creatura questa espressione di amore.
e) L'atto d'amore di Dio può essere accompagnato da un forte sentimento e da un forte trasporto interno; può anche essere fatto senza sentire assolutamente nulla; ed ha lo stesso valore. Per amare Dio basta soltanto volerlo amare. Amare non è sentire di amare, ma voler amare.
Quando il missionario o la missionaria curano il lebbroso, anche se non sentono simpatia per lui, anche se sentono tanto ribrezzo per le sue piaghe, esercitano un amore purissimo.
f) L'anima più semplice e oscura che fa più atti di amore di Dio, e molto più utile alle anime e alla Chiesa di chi opera azioni grandiose con meno amore.
g) L'atto frequente d'amore e il mezzo più efficace: per santificarci; per convertire i peccatori; per salvare i moribondi; per liberare le anime del purgatorio; per sollevare gli afflitti; per aiutare i sacerdoti; per frenare il potere di Satana; per aiutare le anime e la Chiesa; per evitare il peccato; per vincere le tentazioni. Moltiplicare durante la giornata tali atti d'amore, significa far diventare preziosissima la nostra vita, anche se esteriormente inutile. Un atto d'amore di Dio vale più di tutto l'oro della terra.

Promesse di Gesù a Suor Consolata (Suor Consolata Betrone fu una clarissa cappuccina, morta in concetto di santità il 17.4.1946 nel convento di Testona a Torino)

Gesù le rivelò questa giaculatoria: «Gesu, Maria, vi amo; salvate le anime»; e le fece, in merito, queste promesse:
- Ricordati che un atto d'amore « Gesù, Maria, vi amo; salvate le anime" decide l'eterna salvezza di un'anima... Non perdere tempo. Ogni atto d'amore è un'anima... Solo in Paradiso ne conoscerai il valore e la fecondità per salvare le anime.
- Consolata, dimmi, che preghiera più bella puoi farmi? «Gesù, Maria, vi amo, salvate anime »: amore e anime. Che cosa vuoi di più bello?
- «Gesù, Maria, vi amo, salvate anime » comprende tutto: le anime del purgatorio, come quelle della Chiesa militante; le anime innocenti e quelle colpevoli; i moribondi, gli atei, ecc, tutte le anime.
- Fa' sempre tale atto d'amore: quando siedi e quando cammini, quando lavori e quando riposi, di giorno e di notte; fallo anche solo col pensiero ad ogni respiro. In tale atto incessante d'amore c'e racchiusa tutta la santità.
- Consolata, di' alle anime che preferisco un atto d'amore e una comunione di amore a qualunque altro dono che possono offrirmi, perché ho sete di amore. Sono venuto a portare il fuoco e cosa altro voglio se non che si accenda? (Lc. 12, 49). Consolata, di' al mondo quanto sono buono e materno, e come dalle mie creature io chiedo solo e sempre amore. Oh, potessi scendere in ogni cuore e versarvi a torrenti le tenerezze del mio amore!
Io bramo essere servito dalle mie creature per amore. Ora evitare il peccato per timore dei miei castighi non è quello che bramo. Io voglio essere amato, io voglio l'amore dalle mie creature; quando mi ameranno, non mi offenderanno più. Metti tutta l'attenzione nel dovere attuale per compierlo con tutto l'amore possibile. Trasforma tutte le cose disgustose che incontri nel cammino in roselline; raccoglile con amore e offrimile con amore; allora anche i vostri nonnulla mi diventeranno preziosi."

FONTE:
Dal libro " E tu che come mi ami? "
di Padre Ildebrando A. Santangelo
http://www.entraevedi.org/atto%20amore%20dettato%20da%20Gesu.htm





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venerdì 23 settembre 2011

DUE GRANDI DONI DI DIO ALL'UOMO: LA LIBERTA' E LA PREGHIERA

Tu non sei smarrita nella vita…




Gesù all’anima:

Tu non sei smarrita nella vita perché preghi. La preghiera è l’unica forza dell’uomo ed è l’unica debolezza di Dio…
L’Onnipotente è vinto dalla preghiera, cede alla preghiera, dona a chi prega, conforta chi prega. Due grandi doni Dio ha fatto all’uomo nel crearlo: la libertà e la preghiera. Per la libertà l’uomo può meritare, per la preghiera può guadagnare. Per la libertà può possedere Dio, amandolo; per la preghiera può possedere la Potenza, la Misericordia, la Provvidenza e la Carità di Dio.
Il Signore ha voluto che l’uomo pregasse per ottenere grazie, e lo ha voluto per l’infinita bontà, pur conoscendo le necessità della sua creatura, facendola con la preghiera cooperatrice della grazia che riceve. Per accendere la luce, per attivare un motore, per produrre il calore ci vuole la corrente elettrica; ma se non c’è il polo negativo che si unisce al polo positivo, la corrente non agisce. L’anima che prega è come il polo negativo che si accosta al polo positivo, è la negazione di ogni potenza che si accosta all’Infinita Potenza, all’Infinita Sapienza, all’Infinito Amore, ed ottiene grazie. Per ottenerle ci vuole il contatto pieno con Dio, con la fede, l’umiltà, l’amore e la fiducia. Se il polo negativo non si accosta pienamente al positivo, la corrente non opera, e se l’anima non si unisce a Dio pienamente, la grazia non può venire a lei. Se tra i due poli c’è un piccolo coibente, un foglio di carta anche leggera, un risentimento, un atto di avarizia, possono impedire o annullare l’efficacia della preghiera.
L’umiltà, il riconoscimento della propria miseria che include il pentimento, può rendere efficace anche la preghiera di un peccatore, come rese efficace la preghiera del pubblicano che si batteva il petto alla porta del Tempio. La Stessa confessione è una preghiera alla misericordia di Dio, che ottiene per il Sacramento il perdono, la grazia, la gioia. Prega perciò, togli ogni ostacolo alla preghiera, non ti considerare migliore degli altri, riconosci la tua nullità confidando in Dio, e la preghiera diventa onnipotente. Non ti stancare, prega ripetutamente, perché chi picchiò alla porta dell’amico per avere il pane, non fece un colpo solo con la mano, né disse una sola volta quel che voleva (cfr. Luca 11,5-8). L’insistenza della preghiera orienta l’anima a Dio, accresce il senso della umiltà, accende l’amore. Se non ti vedi esaudito non cedere alla tentazione di lasciare la preghiera: insisti con profonda umiltà, con vera fede, con forte amore. Avrai certamente grazie in armonia con la tua eterna salvezza. Dà nella carità e ti sarà dato nella misericordia. Abbi il cuore largo e Dio sarà largo con te.

L’ANIMA A GESU’ :
O Gesù, guarda la mia debolezza; dammi il dono della preghiera e fa’ che io viva amandoti sopra tutte le cose.
Sac. Dolindo Ruotolo

Casa Mariana editrice – Apostolato Stampa
Strettoia santa Teresa degli Scalzi, 4
80135 Napoli
tel/fax 081.5447003
e-mail: apostolatostampa@immacolata.ws
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www.dondolido.it













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domenica 18 settembre 2011

PREGARE MATTINA E SERA PER I GOVERNANTI

da: Maria Valtorta. I Quaderni del 1943. 2 ed.Isola del Liri, CEI, 2006.


24 luglio 1943.

Dice ancora (Gesù):

«Non mi piacciono quelli che gridano: “A morte!” dopo avere gridato: “Osanna!”.
Se coloro ai quali è lanciato il grido di condanna vi avessero dato quella preda e quel benessere, ingiustamente carpito, che Io non ho potuto permettere vi dessero per non portare voi e loro ad una perfezione di orgoglio, voi li acclamereste. Non pensereste che altri al posto vostro soffrirebbero e che sono, come voi, figli miei.
Lasciate a Me il giudicare, il punire, il premiare. Cercate solo, per voi stessi, di meritare il mio premio. E siate coerenti e onesti. È incoerenza, disonestà, viltà, infierire sugli sconfitti, quale che sia la loro sconfitta, giusta che sia come punizione o dolorosa come frutto di immeritate circostanze.
È incoerenza perché non va all’uomo, ma all’azione dell’uomo, azione ? ripeto ? che avreste approvata, anche se non buona, qualora vi avesse dato un utile.
È, per la stessa ragione, disonestà: tutti, ricordatelo bene, avete la vostra parte di colpa nell’ora attuale. Chi ne ha meno di tutti, poiché non ha commesso peccato di adorazione di un uomo e non lo ha seguito contro la Legge, ha quello di non avere pregato mattina e sera per lui. I grandi hanno bisogno delle preghiere dei piccoli per restare grandi nel Bene.

È, infine, viltà perché infierire su chi non è più potente, ma anzi è il più disgraziato di tutti, odiato dal mondo, colpito da Dio, è colpa uguale a chi opprime un debole.
Queste cose, inconcepibili per la massa, sono sempre succo della mia Legge. E che la mia Legge è seguita superficialmente, e non sostanzialmente, lo prova il fatto del modo come le masse si rivoltano contro coloro che non vi hanno dato quanto il vostro egoismo attendeva.»



Mi sembra questo un dettato che vale anche oggi. Valeva ieri per Mussolini, vale oggi per Berlusconi...





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GUIDO PODRECCA: "VORREI FORMARMI IL CONCETTO DI DIO"

Visita (nel 1911) all'On. Guido Podrecca
(L'onorevole Guido Podrecca era il fondatore e direttore di un giornale
umoristico-anticlericale l’ « Asino »).

Mi disse: Vorrei formarmi il concetto di Dio
Mi disse proprio così: « Io vorrei formarmi il concetto di Dio; arrivo
solo a farmi il concetto dell'Infinito.
Io (don Dolindo Ruotolo): — Onorevole, l'Infinito è Dio.
Lui: — Ma anche lo spazio è infinito, dunque lo spazio è... Dio?
Io: — No, onorevole! Dio non è l'infinito esteso; ma l’infinito
semplice. Salga nella categoria degli esseri, lei troverà sempre esseri che
hanno minori bisogni esterni e maggiori energie proprie,. Cosi dalla pietra
che è solo materia estesa, passa agli animali che sentono, all'uomo che
intende, all'Angelo che comprende... Giungerà ad un essere, che è ragione a
se stesso: a Dio. E' un assioma, i cui termini di esistenza sono nella sua
natura la cui ragione di essere è la sua essenza, che è quindi immutabile
come l'assioma...
Dio è un assioma sussistente. Occorre amarlo per conoscerlo; occorre
conoscerlo senza immeschinire in noi il concetto di Lui con i nostri concetti.
Dio non si conosce scrutandolo presuntuosamente, quasi che la sua
infinita grandezza avesse bisogno del nostro povero assenso. Dio si ama, ed
amandolo si conosce, e conoscendolo si ama.

Ed egli: A me ripugna veder morire un bambino...
nella culla, un tubercolotico che spasima: questo mi fa escludere Dio.
Io: — Ma Dio ha creato le cose e gli esseri come diffusione di bontà e
questa bontà è mirabile nei suoi stessi misteri. Noi siamo ordinati ad una
perfezione piú alta di quello che crediamo e quindi non possiamo
restringere tutto l'ordine della bontà divina ad una cerchia limitata e
materiale.
Un bambino che muore è un fiore che sboccia prematuramente nel
Cielo, è la cosa piú delicata della vita.
Un tubercolotico che spasima è una creatura che espia o che corre
nello stadio per pigliare faticosamente, ma più gloriosamente la sua corona.
Anche in una macchina ci sono gli attriti, ed essi sono sintomi e spesso sono
mezzi di attività, visti nell'armonia della. macchina: isolatamente son solo
degli urti... —

Mi obbiettò molte cose sulla vita degli animali...
Gli faceva pena che noi li mangiassimo... e che soffrono tanto
anch'essi. Gli risposi che gli animali non avendo coscienza di quanto accade
in loro e fuori di loro, 'anche se avvertono il dolore non soffrono alla
maniera dell'uomo.
Quando poi alimentano l'uomo con le loro carni, nell'uomo che
nutrono essi vengono come nobilitati, passando, per così dire, ad una natura superiore; ed anche questo fa parte dell'armonia provvidenziale del creato in senso biologico vegetativo.

L'uomo è una potenza immensa
L'uomo è una potenza immensa; l'attività dell'anima sua, come lo
dimostrano gli studi psichici, è fortissima. I disordini dell'uomo pare che si raccolgano anche sugli animali i quali ne risentono e possono diventare anch'essi disordinati ed essere come i collettori e il riflesso delle false attività dell'uomo. Forse nel diluvio universale, perirono con gli uomini anche gli animali, per questa ragione.

Ci sono dei misteri sconfinati.
Non occorre, del resto, indagare con occhio superbo i tanti misteri
della nostra vita e del creato. Nulla, è vero, ci vieta di studiarli, ma con umiltà di cuore e di mente. Dinanzi ad un panorama immenso, non tutto si riesce a vedere; ma proprio questo dà alla bellezza di un paesaggio il tono, del sublime.
Così nei panorami della vita: ciò che è mistero è il sublime della
esistenza dell'uomo dinanzi al quale bisogna tacere e adorare nell'umile
riconoscimento della propria piccolezza.
Dissi tante altre cose che non ricordo. L'onorevole rimase commosso e
mi consigliò di scrivere un libro su quanto aveva sentito offrendosi. di...
pubblicarmelo immediatamente a sue spese.
Io declinai l'offerta, naturalmente, e salutandolo gli augurai tanta luce
e tanto... mutamento di vita...
In realtà egli migliorò molto smettendo la sua campagna anticlericale
e ritirandosi dalla direzione di quel giornale - l'Asino fondato da lui, e per lui palestra di tante empie e sacrileghe lotte.
Ora è morto in quest'anno (il Padre scrive nel 1923) ai 30 di aprile,
improvvisamente, a New York. Gli avrà usato misericordia il Signore? Io lo
spero tanto e prego per lui.


da “La storia della mia vita nel piano
della misericordia di Dio”
Scritta di mio pugno col giuramento
solenne di dire la verità, così come
consta a me e come me ne ricordo.
Sac. DOLINDO RUOTOLO

www.dondolindo.org
www.dondolindo.it







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giovedì 15 settembre 2011

LA RIPARAZIONE: VIVERE LA GIORNATA IN UNIONE CON GESU' PER LA SALVEZZA DI TUTTI

La nostra giornata con Gesù appassionato,
per la salvezza di tutti
1° maggio 1921... – Noi non possiamo far nulla per salvare le anime,
ma possiamo riparare per loro, attrarre sopra di loro la misericordia.
Quale riparazione più bella che quella di subire le miserie altrui, e, come
Gesù, esporsi all'insulto, alla povertà, alla contraddizione, alla Croce?
Ogni giornata della nostra vita deve essere per noi un piccolo Calvario,
una immagine viva della Passione di Gesù.

Dobbiamo pregare la mattina, come se fossimo con Gesù nell'orto.
Dobbiamo cominciare dopo a subire con Lui le contraddizioni, il piccolo
tradimento, il giudizio falso, i falsi testimoni, le percosse, gli scherni.
Se uno ci accusa, se riceviamo un insulto, se abbiamo uno scherno, se
abbiamo un dolore, non possiamo noi accompagnarci con Gesù?
Lo possiamo. Accettando quello che non ci piace a tavola, tacendo,
mostrandoci contenti, possiamo abbeverarci tacitamente di fiele con Gesù.
Poi viene il resto della giornata.
La stanchezza, i dolori, gli acciacchi, i malanni, i dolori di capo, l'esaurimento e così di seguito.
Allora portiamo la croce con Gesù; lo seguiamo nel suo cammino.


da “La storia della mia vita nel piano
della misericordia di Dio”
Scritta di mio pugno col giuramento
solenne di dire la verità, così come
consta a me e come me ne ricordo.
Sac. DOLINDO RUOTOLO

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